Il Mangostano e le sue proprietà

Probabilmente avrai già letto qualcosa ma forse non ti ha ancora convinto o magari hai ottenuto qualche informazione parlando con gli amici o leggendo qualche rivista.
Beh, posso anticiparti che non ho alcuna intenzione di essere ripetitivo.

Non voglio convincerti di nulla, non voglio venderti alcun prodotto affermando che le sue proprietà benefiche e curative siano senza eguali. Il mio compito, come informatore, è solo quello di spiegarti quali sono le proprietà del mangostano.

Il mangostano, anche se probabilmente già lo saprai, è un frutto. Le varie popolazioni lo usavano per qualunque cosa: problemi intestinali, cura di gengiviti, tonico e addirittura tagliato a fette e posto su una parte dolorante (ma non si usava la bistecca?).

Sì, difficile contare gli svariati usi del mangostano da parte delle tribù indigene, ma credo che questo sia di poco rilievo visto che può portarci su un’unica direzione: confonderti le idee!

Il mangostano ha solo la proprietà di combattere lo stress ossidativo e ostacolare i processi infiammatori presenti nel tuo organismo.

Personalmente non sono a conoscenza che possa fare altro.

Il frutto del mangostano può avere favolose proprietà antiossidantiQuindi, se in questo momento non hai alcuna infiammazione in atto e il tuo livello di stress ossidativo è sotto controllo, allora, è inutile che tu continui a leggere. Se vuoi saperne di più, invece, ti consiglio di leggere qualcosa sugli...

ATTENZIONE: Se sai già tutto sul mangostano e vuoi provare i suoi effetti benefici, allora scopri di più sulla purea di mangostano.

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Golden milk: la moda del momento in fatto di benessere

Postato il 05/02/2016

Spesso in ambito culinario e soprattutto salutista si creano delle mode che, per un motivo o per un altro, diventano virali in tutto il mondo. Uno degli ultimi prodotti che, a detta di molti, avrebbe elevate proprietà benefiche per il nostro organismo. Di cosa si tratta? Di quello che tutti ormai chiamano Golden milk, latte d’oro. È una bevanda a base di curcuma da tempo utilizzata nella medicina ayurvedica, quella medicina tradizionale utilizzata in India fin dall’antichità, diffusa oggi a sud di quel paese più della medicina occidentale.

Stare bene con il Golden milk

Golden milkPrima ancora di giungere alla diffusione del Golden milk, studi scientifici sono stati fatti su quella spezia che ne rappresenta la base, la curcuma. La radice da cui si ottiene questa polvere color arancio intenso possiede proprietà anticancerogene, antiossidanti e antinfiammatorie, in grado di migliorare le condizioni di chi soffre di artrite e dolori articolari in generale ma anche di chi ha problemi di digestione lenta, il gonfiore addominale, il mal di denti, le nevralgie. È ottima anche per favorire il corretto funzionamento del fegato, abbassare il colesterolo e i trigliceridi e prevenire malattie come il diabete.

Ma come si realizza il Golden milk, questa bevanda che potete preparare in casa seguendo questa semplice ricetta. Ricordiamo che, secondo tradizione, andrebbe utilizzato il latte vaccino, ma, in alternativa, può andar bene anche quello vegetale, soprattutto per chi soffre di intolleranza al lattosio. Prima di iniziare vediamo come si ottiene la pasta di curcuma con cui poi prepareremo il Golden milk. Ciò che occorre è:

  • 1/2 tazza di curcuma in polvere
  • 1/2 tazza di acqua
  • 1/2 cucchiaino di pepe macinato

In un pentolino mettete a bollire l’acqua unita alla curcuma ed al pepe. Mescolate con attenzione evitando di creare grumi. Man mano che l’acqua evapora si creerà un impasto liscio ed omogeneo, come una crema. Raggiunta la consistenza desiderata, togliete dal fuoco e fate raffreddare. Conservate in frigo in un barattolo di vetro ben chiuso. Potrete utilizzarla per almeno un mese prima che vada a male. Una volta ottenuta la pasta di curcuma passiamo a realizzare il tanto decantato Golden milk.

Ingredienti

  • 1 cucchiaio di pasta di curcuma,
  • 1 tazza di latte vaccino o di mandorle, o di soia, o riso, quello che preferite
  • 1 cucchiaino di olio di mandorle dolci
  • miele per dolcificare

Preparazione

Fate bollire in un pentolino il latte, qualunque sia il tipo cha abbiate scelto. Unitevi la pasta di curcuma e l’olio di mandorle dolci. Mano a mano che si cuoce il latte si addenserà. Quando raggiungerà la consistenza densa ma non troppo, come fosse una cioccolata calda, spegnete e togliete dal fuoco il pentolino. Versate il tutto in una tazza e, se volete, dolcificate la bevanda con del miele.

Golden milkIn molti la utilizzano tutti i giorni, al mattino, anche per un mese intero ed i benefici riscontrati sono notevoli. Senza contare che questa bevanda è ottima per potenziare il sistema immunitario, migliorare il metabolismo contribuendo al mantenimento del peso corporeo e favorire il benessere intestinale. Ciò che rende questa bevanda tanto sensazionale è senza ombra di dubbio la curcuma, una spezia orientale ormai molto nota anche nel nostro Paese, che contiene una sostanza benefica chiamata curcumina, che si ottiene per estrazione dal rizoma essiccato e macinato della pianta di Curcuma longa. Ma quali sono nel dettaglio i benefici del Golden milk per la nostra salute? Ecco i 10 casi in cui il suo utilizzo si può rivelare fondamentale:

Alleviare dolori articolari e muscolari

L’assunzione del latte d’oro alla curcuma è consigliata soprattutto per lenire i dolori articolari o muscolari e in generale tutti i disturbi legati alle articolazioni, è questa la maggiore proprietà benefica del Golden Milk. E’ un rimedio naturale ottimo per lubrificare le giunture e la colonna vertebrale, utile a tutti, non solo agli sportivi e a chi pratica Yoga.

Come antinfiammatorio naturale

Il Golden milk è un antinfiammatorio naturale che aiuta a prevenire problemi come artrite e ulcere gastriche. Secondo la medicina Ayurvedica il Golden Milk ha le stesse proprietà, ma in versione completamente naturale, dell’aspirina, utilissima in caso di mal di testa, gonfiore e dolori vari.

Calmare tosse e raffreddore

Si consiglia di consumare una tazza di Golden milk al giorno per almeno 40 giorni. Questo aiuta a calmare la tosse e alleviare i sintomi del raffreddore grazie alle sue proprietà antibatteriche e antivirali. Per quanto riguarda il mal di gola, per un effetto più immediato, è possibile assumere direttamente una pallina di pasta di curcuma da deglutire con un bicchiere d’acqua come fosse una semplice pillola. Assumete la pasta di curcuma almeno due volte al giorno, fino a quando i sintomi del mal di gola non andranno via.

Alleviare i disturbi respiratori

Il latte d’oro è ottimo come rimedio naturale in caso di problemi respiratori legati ad infezioni batteriche o virali. Aiuta ad alleviare i sintomi delle malattie respiratorie, soprattutto quando ci si trova ad affrontare la sinusite. Si ottengono ottimi risultati anche per chi soffre di asma e di bronchite.

Golden milkDepurare il fegato

Questa straordinaria miscela a base di curcuma, proprio grazie alla presenza di questa eccezionale spezia, è efficace contro patologie che colpiscono il fegato e risulta funzionale per purificarlo. Non solo, depura anche il sangue migliorando la funzionalità epatica. Migliora l’attività del fegato e contribuisce alla depurazione del sistema linfatico.

Migliorare la digestione

Il Golden milk è utilissimo anche per la digestione. Le proprietà consentono al nostro organismo di favorire la produzione della bile a livello del fegato, migliorandone la funzionalità. Non solo, è di grande aiuto anche per l’intestino. Non è caso si consiglia a chi soffre di patologie dell’apparato digerente, come ulcere, colite, diarrea e indigestione.

Alleviare i crampi mestruali

Tutte le donne, spesso o meno spesso, devono affrontare dolorosi problemi legati al ciclo mestruale. I crampi possono essere alleviati grazie proprio al Golden milk. Ciò che lo rende efficace in questi casi è il fatto che funga da antispasmodico naturale in grado di ridurre i fastidi e i dolori dovuti ai crampi.

Regolare il metabolismo

E per chi è a dieta o comunque segue un regime alimentare controllato per non ingrassare? Il latte a base di curcuma è in grado di regolare il metabolismo e di evitare l’assimilazione di grassi e quindi l’aumento di peso. Ecco quindi che è ottimo associato ad una dieta per chi soffre di sovrappeso o obesità.

Ridurre il colesterolo

Come abbiamo detto, studi approfonditi sono stati fatti sulla curcuma che hanno svelato che se utilizzata anche solo come semplice condimento per gli alimenti consente al nostro organismo di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Un livello di colesterolo LDL basso apporta benefici anche al resto del corpo, tra questi previene molti disturbi cardiovascolari. L’unica accortezza è quella di sostituire il latte vaccino con un latte completamente vegetale, totalmente privo di colesterolo.

Stimolare le difese immunitarie

La curcuma aiuta a stimolare le difese immunitarie del nostro organismo. Infatti, ha proprietà antibatteriche, antivirali e antifungine. Quando si può contare su un sistema immunitario forte i rischi di ammalarsi di tosse, raffreddore e influenza si riducono drasticamente. Nel caso di tosse e raffreddore potete assumere o la pasta di curcuma oppure unire un pizzico di questa spezia ad una tazza di latte vegetale tiepido, da bere una volta al giorno.

Piatti tipici: malloreddus sardi

Postato il 04/02/2016

La cucina per molti è una vera passione soprattutto quando si abbina al viaggiare. Nonostante esista lo stereotipo secondo il quale noi italiani, quando andiamo all’estero, cerchiamo e mangiamo solo cibi italiani, spessi di pessima qualità, non sempre è così. Seppur ci spaventino cucine che differiscono dalla nostra, non siamo timorosi di provare, soprattutto quando siamo sul nostro territorio. Ecco, quindi, che scettici fuori dai confini, diventiamo temerari quando ci capita di viaggiare nelle regioni del nostro paese e incontrare piatti differenti da quelli a cui siamo normalmente abituati. Se siamo stati in Puglia ed abbiamo assaggiato le orecchiette con le cime di rapa, siamo stati in Liguria ed abbiamo mangiato il pesto, oggi ci rechiamo fuori dalla penisola italica, verso una delle due isole più grandi del nostro paese: la Sardegna.

I gustosi malloreddus e tutto il sapore della Sardegna

malloreddus sardiQuesta straordinaria isola è ricca di prodotti alimentari preziosi che vanno dal pecorino sardo al Cannonau, vino Doc, dalla bottarga al Vermentino. Ma quello che per molti è considerato il piatto tipico della Sardegna sono i malloreddus. In Sardegna è noto il dialetto sardo che è una lingua romanza che deriva dallo spagnolo. Per questo moltissime parole, come anche malloreddus appunto, hanno un suono tanto diverso da quello che è tipico della lingua italiana. Ma cosa sono i malloreddus? Conosciuti anche con il nome di gnocchetti sardi, sono un tipo di pasta tipica della tradizione culinaria di questa isola. Ciò che li caratterizza è la loro forma a conchiglia rigata. Hanno le dimensioni di circa 2 cm, anche se ve ne sono di più grandi, e sono realizzati con la semola e con l’acqua.

Ma malloreddus non è l’unico nome con cui sono conosciuti questi deliziosi gnocchetti. Nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Logudoro macarones caidos o macarones de punzu, nel Nuorese cravaos. Il termine malloreddus plurale di malloreddu è il diminutivo della parola malloru, che in sardo campidanese, dialetto parlato nella zona meridionale e centro-meridionale della Sardegna, significa toro. Ecco, quindi, che malloreddus vuol dire vitellini. Ai giorni nostri i malloreddus vengono preparati dalle massaie in occasione di ogni importante festività, addirittura anche per le cerimonie nuziali. Antiche origini nel nome, che si ispira alla tradizione pastorale per cui questa regione è nota, ed antiche origini anche nella preparazione. Non a caso per la realizzazione dei malloreddus occorre la farina di semola di grano duro, una versione meno raffinata della tradizionale farina di grano bianca.

Non poteva essere altrimenti poiché la Sardegna è da sempre stata grande coltivazione di questo cereale tanto che nel periodo dell’Impero romano era chiamata “il granaio di Roma”. Ma come si realizzano i malloreddus? Qual è il procedimento per creare quelle striature tanto ricercate che si rivelano straordinarie quando si tratta di catturare il sugo di condimento? Seguendo la tradizione sarda, la lavorazione avveniva in ambito casalingo impastando la semola di grano duro con l’acqua ed un pizzico di sale. Si mischiavano fino ad ottenere un impasto compatto e sodo. A questo punto venivano cerate delle listarelle arrotolate di pasta della lunghezza di circa 15 cm, proprio come siamo soliti fare per i classici gnocchi. Le listarelle venivano tagliate a cubetti e poi si otteneva la forma schiacciando i cubetti di pasta contro l’estremità di un cesto in paglia, detto su ciuliri, per dargli quella riconoscibile forma rigata.

malloreddus sardiPer chi volesse realizzarli in casa i quantitativi per 4 persone sono 400 gr di farina di semola di grano duro
e 200 ml acqua. La ricetta classica prevede l’utilizzo nell’impasto dello zafferano che da ai malloreddus un bellissimo colore giallo intenso. Basterà diluire una bustina di zafferano nell’acqua ed unirla alla farina. Una volta realizzati metteteli su di un panno ad asciugare prima di cucinarli. In realtà ciò che rende i malloreddus davvero straordinari è l’abbinamento con un delizioso sughetto tipico della tradizione sarda. Il piatto è da tutti conosciuto come malloreddus alla campidanese, la più vasta pianura della Sardegna. Ecco quali sono gli ingredienti per realizzare questo prelibato ragù:

  • 400 gr gnocchetti sardi
  • 300 gr di salsiccia
  • 200 gr di pecorino sardo fresco
  • 50 gr di cipolla
  • 300 gr di passata di pomodoro 300 g
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale

Preparazione

Per preparare i malloreddus alla campidanese la prima cosa da fare è realizzare il soffritto. In una capiente casseruola versate l’olio extravergine di oliva e la cipolla che avrete avuto cura di sminuzzare finemente. Fatela appassire lentamente, a fiamma bassa. Intanto, a parte, eliminate il budello dalla salsiccia e sbriciolatela con le mani. Unitela al soffritto di cipolla e fatela rosolare per almeno 15 minuti a fuoco vivace. Quando la salsiccia avrà assunto un colore dorato unitevi la passata di pomodoro. Mescolate e portate a bollore. Coprite con un coperchio e lasciate cuocere il ragù per almeno un’ora. Regolate di sale. Quando il ragù sarà pronto mettete sul fuoco la pentola con l’acqua per la cottura del malloreddus. Quando l’acqua bolle versate la pasta, salate e fate cuocere. Trattandosi di pasta fresca basteranno pochi minuti.

A parte versate in una ciotola il pecorino sardo e diluitelo con l’acqua di cottura della pasta. Frullate il tutto con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema fluida ed omogenea. Aggiungete altra acqua se l’impasto dovesse risultare troppo compatto e denso. Quando gli gnocchetti sardi verranno a galla potete scolarli e condirli con il ragù alla campidanese e con la salsa a base di pecorino. Mischiate con cura la passata con il sugo e servite i malloreddus alla campidanese ancora fumanti. Abbiamo visto come lo zafferano venga di solito aggiunto all’impasto per la pasta. Alcuni, però, preferiscono unirlo al ragù, poco prima di unirlo ai malloreddus per condirli. Nel caso abbiate preparato qualche gnocco in più potete conservarlo in frigo in un contenitore ermetico non più di un paio di giorni. Evitate di congelarli, una volta tirati fuori dal freezer non perdono la loro consistenza callosa.

malloreddus sardiConoscere la tradizione culinaria del nostro paese ci permette di arricchirci e di apprezzare la terra in cui viviamo. Per questo motivo dobbiamo continuare a conservarla in cucina preparando piatti tipici regionali. Quando la cultura del territorio si unisce a quella della cucina possono nascere dei veri capolavori ed i malloreddus ne sono un esempio.

I 10 cibi più grassi del mondo

Postato il 29/01/2016

Il cibo è tra le delizie della vita ed in molti non vogliono rinunciare a piatti prelibati e gustosi. Questo, però, spesso, significa ingerire elevatissime quantità di calorie, il che non è affatto buono per la nostra salute. Occasionalmente qualche eccesso è concesso, ma con moderazione. Abbiamo quindi pensato di raccogliere per voi un elenco dei cibi più grassi del mondo, quelli che sono tipici di alcuni paesi europei e non solo e che sono preparati con base di lardo e strutto, quelli che, almeno una volta nella vita, vanno provati, anche se, ammettiamolo, in alcuni casi sono davvero troppo.

Conosciamo i cibi più grassi del mondo

Churros (Spagna)

cibi più grassi dle mondoChiunque si sia recato almeno una volta in Spagna non avrà di certo rinunciato ai famosissimi churros che accompagnano la cioccolata calda in tutti i bar iberici. Sono dei bastoncini realizzati con una pastella fritta e spolverata di zucchero. È possibile trovarli tutto l’anno e soprattutto sulle bancarelle delle ferias, feste popolari spagnole. Fritto e cioccolato sono un concentrato di calorie che fanno entrare di diritto questo piatto tra i più grassi del mondo.

Acaraje (Brasile)

L’Acarajé è un piatto tipico della cucina brasiliana e soprattutto dello stato di Bahia dove viene venduto per strada dalle donne del posto che indossano il tipico abito tradizionale di colore bianco. Ciò che lo fa rientrare nella categoria dei cibi più grassi del mondo non è tanto la pasta realizzata con fagioli, cipolla e sale, quanto il fatto che sia fritta in olio di palma, uno degli oli più grassi e dannosi per la salute. Una volta fritta la pasta viene farcita con peperoncino, gamberi, vatapá, gombo tagliato e saltato in padella, caruru, una crema a base di frutta secca, e insalata. Viene consumato principalmente nella regione del Nord-Est del Brasile, ma il suo nome deriva dall’africano àkàrà che significa palla di fuoco, dovuto al suo gusto particolarmente piccante.

Poutine (Canada)

La poutine è uno dei piatti tipici della tradizione canadese e consiste in patatine fritte interamente ricoperte di formaggio cheddar filante e di una salsa gravy realizzata con burro, cipolle, brodo di manzo ed ad altri ingredienti. Una porzione contiene circa 740 calorie. Esistono due differenti teorie relative all’origine di questo piatto simbolo del Canada. La prima è quella secondo cui la poutine sia nata per caso a Warwick nel Québec nel settembre del 1957 quando un cliente entrato in un piccolo ristorante chiamato Lutin Qui Rit di proprietà di monsieur Fernand Lachance fece una richiesta un po’ particolare: patate fritte a bastoncino con del “gravy”, salsa bruna fatta col sugo di carne arrostita e dei bocconcini di formaggio chiamati “cheese curds”. Il piatto era talmente fuori dal comune che il proprietario esclamò: “ça va faire une maudite poutine” che tradotto vuol dire “farò un maledetto casino”. Da qui il nome di questo piatto. La seconda teoria data l’origine di questo piatto al 1964 quando Le Roy Jucep Restaurant di proprietà di Jean Paul Roy decise per primo di aggiungere la salsa ed il formaggio alle patatine in seguito alle numerose richieste dei suoi clienti.

Khachapuri (Georgia)

cibi più grassi dle mondoÈ un piatto tipico della Georgia e prevede differenti varianti, ma la base resta quella composta da pane realizzato a forma di barca con all’interno vari tipi di formaggio fresco o stagionato, uova e altri ingredienti. Il più famoso khachapuri è chiamato Imeruli Khachapuri e proviene dalla provincia di Imereti. Ciò che non può davvero mancare in un Khachapuri vero è il burro in grande quantità.

Crepes alla Nutella (Francia)

Questo piatto è conosciuto anche fuori dai confini francesi, ma non tutti sanno che rientra tra i più grassi della cucina tradizionale mondiale. Per chi non le conoscesse, le crepes sono dei dischi di pasta molto sottili generalmente farciti con la nutella, crema ipercalorica a base di nocciole. Hanno origine francese e per questo contengono in abbondanza uno degli ingredienti tanto amati dai nostri cugini d’oltralpe: il burro. Lo troviamo sia nell’impasto che nella padella dove il composto verrà fritto. Niente di troppo leggero senza contare l’aggiunta della farcitura.

Aligot (Francia)

Restando sempre in Francia ecco un altro piatto altamente calorico, l’Aligot. È un cibo tipico della zona dell’Aveyron, nel sud-ovest della Francia. È un vero e proprio purè di patate con l’aggiunta di abbondanti pezzetti di toma ed altri formaggi e profumato all’aglio. Obbligatoria in questa ricetta è l’aggiunta della panna che arricchisce di sapore e di grassi il purè da molti considerato light, ma non in questa versione tutta francese. E come se non bastasse non fa da piatto unico, ma da gustoso accompagnamento di grossi e succosi pezzi di carne.

Jalebi (India)

cibi più grassi del mondoI dolci indiani sono famosi per essere davvero molto molto dolci, almeno secondo i nostri gusti culinari. Il Jalebi non fa eccezione. Il jalebi è un dolce tipico della Persia e di zone come l’India, il Pakistan, lo Sri Lanka, il Nepal, ed il Bangladesh. Vengono realizzati friggendo una pastella che poi viene inzuppata in un dolce sciroppo che crea una crosticina croccante in contrasto con l’interno leggermente gommoso. Nel loro paese di origine, questi dolci vengono preparati in occasione delle feste

Barrette fritte di Mars (Scozia)

Tenetevi forte questo è un piatto davvero grasso. Il Mars fritto è una barretta di cioccolato al caramello Mars fritta in una pastella. È tipico della Scozia e include un previo congelamento della barretta per evitare che si sciolga a contatto con l’olio caldo. Considerate che un classico Mars contiene circa 500 calorie, che in questa ricetta salgono a 750 dopo la frittura. Senza contare che la pastella è realizzata con uova e zucchero, altre calorie da aggiungere. Si dice che sia stato inventato in un negozio di Stonehaven, sulla costa nord-orientale della Scozia, questo piatto veniva di solito servito nei negozi di fish and chips della regione, ma solo negli anni ’90 la popolarità del piatto è cresciuta tanto da comparire nei menù dei ristoranti delle più grandi città non solo della Gran Bretagna.

Calzone (Italia)

Non poteva mancare in questa lista un piatto italiano. Saremo pure la culla della dieta mediterranea, ma quando c’è da friggere non ci tiriamo indietro. Ecco, quindi, che tra i piatti più grassi del mondo entra di prepotenza il nostro calzone. Il calzone è una specialità gastronomica a base di pasta di pane e altri ingredienti come pomodoro, mozzarella e basilico che vengono racchiusi all’interno dell’impasto. È un piatto tipico della cucina barese e cucina napoletana. Ormai ne esistono tantissime varianti che prevedono ripieni di ogni tipo e cotture al forno, ma il classico calzone ha un ripieno simile a quello della pizza margherita e va rigorosamente fritto. La cottura, il ripieno, la quantità di pasta pari a quella di un’intera pizza fanno di questo piatto uno dei più grassi del mondo.

Ramen (Giappone)

cibi più grassi del mondoIl ramen è un tipico piatto giapponese realizzato con tagliatelle o noodles, che secondo la ricetta tradizionale devono essere di frumento, condite con del brodo di carne o di pesce arricchito con salsa di soia o miso e con guarnizioni in cima che includono carne tagliata a fette sottili, alghe, cipollotto, mais e l’immancabile uovo sodo. Ogni località del Giappone ha la propria variante di ramen che, nonostante sembri una normale zuppa di tagliolini in brodo, carne e verdure, non va dimenticato che il delizioso brodo è realizzato con abbondanti quantità di lardo ed olio.

Alla scoperta dei semi di lino

Postato il 28/01/2016

Negli ultimi tempi i semi di lino stanno prendendo sempre più piede in cucina e non solo. Questo prodotto è molto apprezzato soprattutto per le sue grandi proprietà benefiche. I semi di lino derivano dalla pianta del lino comune, scientificamente nota con il nome di Linum usitatissimum, che appartiene alla famiglia delle Linaceae. Il suo utilizzo risale a tempi antichissimi quando etiopi ed egiziani domesticarono per la prima volta questa pianta. Tutti conosco il lino soprattutto perché da essa si ottiene un fresco tessuto utilizzato anche per capi d’abbigliamento. Ogni parte della pianta di lino, però, può essere sfruttata per ottenere prodotti come carta, medicinali, farina, olio. Senza contare che la sua bellezza fa sì che in molti la scelgano come pianta ornamentale da appartamento.

I semi di lino e le proprietà della pianta

semi di linoIl lino è una pianta erbacea annuale alta tra i 30 e i 60 cm e dal fusto molto sottile e delicato. Le sue foglie sono lanceolate ed i fiori hanno un elegante colore azzurro chiaro. I frutti sono dei piccoli sacchetti all’interno dei quali possiamo trovare i semi. Questi hanno dimensioni ridotte ed un colore che va dal bruno scuro al giallo paglierino, a seconda delle varietà. Il lino è una pianta davvero molto versatile e ricca di sostanze utili al nostro organismo. Vediamo nel dettaglio quali sono i valori nutrizionali per 100 gr di prodotto:

Calorie 534

Grassi 42 g

Acidi grassi saturi 3,7 g

Acidi grassi polinsaturi 29 g

Acidi grassi monoinsaturi 8 g

Colesterolo 0 mg

Sodio 30 mg

Potassio 813 mg

Carboidrati 29

Fibra alimentare 27 g

Zucchero 1,6 g

Proteina 18 g

Vitamina A 0 IU

Vitamina C 0,6 mg

Calcio 255 mg

Ferro 5,7 mg

Vitamina D 0 IU

Vitamina B6 0,5 mg

Vitamina B12 0 µg

Magnesio 392 mg

Una salute di ferro con i semi di lino

Come abbiamo visto, il lino contiene elevate quantità di minerali come fosforo, rame, magnesio e manganese, di proteine e di lipidi. Tra le parti maggiormente utilizzate della pianta vi sono i semi di lino, preziosissimi per le loro proprietà emollienti e protettive, utili per combattere infiammazioni interne come la cistite o esterne come quelle della pelle. Ma, per chi soffre di patologie intestinali come la stipsi i semi di lino sono una vera manna dal cielo. Infatti, contengono un’alta percentuale di mucillagini, sostanze di origine vegetale che hanno un potere lassativo. Senza contare che grazie a questa loro proprietà svolgono un’azione lenitiva e rinfrescante della flora intestinale e possono essere utilizzati anche per tempi prolungati senza effetti collaterali.

I semi di lino contengono anche gli acidi grassi Omega 3 e Omega 6 che sono dei potenti antiossidanti che aiutano il nostro organismo a rallentare l’avanzare del tempo e combattere i danni che questo comporta, oltre ad essere un valido aiuto per il perfetto funzionamento del sistema immunitario. Alcuni recenti studi scientifici hanno fatto supporre che i semi di questa pianta siano in grado di curare il diabete stabilizzando il livello di zuccheri nel sangue.  I semi di lino attivano i processi di disintossicazione favorendo la depurazione generale dell’organismo e dei tessuti cutanei. Abbiamo visto per cosa posso essere utilizzati i semi di lino e quali sono i benefici che ne possiamo trarre, ma questo prodotto più essere largamente impiegato anche in cucina e nella cosmesi. Vediamo come.

Mangiare semi di lino fa bene alla salute

semi di linosemi di lino possono essere consumati freschi, tostati, essiccati, sotto forma di farina o di germogli o di olio. In base al trattamento che ricevono questi speciali semi possono essere conservati più o meno a lungo. Per quanto riguarda la farina, invece, se la si ottiene da semi freschi va consumata in tempi brevi perché vi è il rischio che gli acidi grassi irrancidiscano rendendo inutilizzabile il prodotto. Mettendola, però, sottovuoto o in contenitori ermetici, può durare più a lungo, anche 11 mesi. I semi di lino germogliati, forse meno diffusi di quelli di soia, sono un alimento altrettanto ricco e nutriente. Possono essere consumati nelle insalate così come i semi di lino essiccati o freschi. Alcuni li inseriscono anche nelle ricette dolci e, soprattutto, nella panificazione sia come base dell’impasto sia per la copertura delle pagnotte. Poiché non contengono glutine possono essere utilizzati, meglio ancora se ridotti in farina, per realizzare prodotti per chi soffre di celiachia. I semi di lino sono insapore per questo sono indicati sia per ricette salate che per ricette dolci.

Capelli perfetti con i semi di lino

Per quanto riguarda l’ambito della cosmesi, della pianta vengono adoperati soprattutto i semi e l’olio. Nel primo caso è possibile realizzare un eccezionale gel per i capelli da utilizzare come modellante prima dell’asciugatura dei capelli ricci che tendono al crespo. Come ottenerlo? Ecco cosa vi occorre:

  • 60 grammi di semi di lino
  • 400 millilitri d’acqua
  • Limone
  • 1 cucchiaino di miele

Il procedimento è semplicissimo. Prima di iniziare lasciate in ammollo per una notte i semi di lino nell’acqua all’interno di un pentolino, questo aiuterà la formazione di mucillagini e quindi del gel. Trascorso il tempo indicato, mettete il pentolino sul fuoco e portate ad ebollizione. Lasciate cuocere fino alla completa formazione del gel. Questo procedimento può richiedere dai 10 ai 15 minuti.  Lasciate raffreddare e filtrate il vostro gel di semi di lino con l’aiuto di un colino. Aggiungete qualche goccia di limone ed un cucchiaino di miele.  Mescolate il tutto, applicate sui capelli bagnati e procedete alla normale asciugatura. Noterete che il crespo sarà notevolmente ridotto ed i ricci saranno più definiti. Ricordate che questo gel può essere conservato in frigo per non più di 3 giorni oppure congelato. Per questo procedimento potete utilizzare i contenitori per i cubetti di ghiaccio in modo da avere il quantitativo di una dose senza dover scongelare l’intero prodotto. E per il viso? Anche in questo caso è possibile realizzare una maschera per idratare e nutrire la pelle matura e la pelle secca. Si presta perfettamente anche per chi ha la pelle grassa perché la leviga e ne elimina le impurità. Ciò che vi occorre sono:

  • 2 cucchiai di semi di lino
  • un cucchiaio di miele
  • quattro cucchiai di acqua calda

Per realizzare questa maschera basterà tritare i semi di lino in un robot da cucina e mescolarli al resto degli ingredienti. Amalgamare con cura ed applicare la maschera sul viso lavato ed asciugato. Lasciare in posa per circa quindici minuti e poi risciacquare con acqua tiepida.

semi di linoPer quanto riguarda, invece l’olio di semi di lino questo è un ottimo struccante naturale. Vi basterà versare qualche goccia su una spugnetta umida ed detergere il viso insistendo con delicatezza sulla zona occhi. In questo modo potrete al contempo eliminare le tracce di cosmetici e reidratare la pelle. Anche l’olio di lino, così come il gel, può essere utilizzato sui capelli, ma in questo caso l’olio si dimostra ottimo per un impacco nutriente e rinvigorente utile per combattere le doppie punte. Esistono tanti prodotti in commercio utili per questo fine, ma contengono molte sostanze dannose per noi e per l’ambiente come siliconi e petrolati per questo una valida alternativa è proprio l’olio di semi di lino. Questo prodotto si presta anche per essere applicato dopo l’asciugatura e la piega per eliminare il crespo senza appesantire i capelli. E’ un ottimo prodotto ristrutturante anche da applicare sui capelli mezz’ora prima di lavarli, rinforzano la fibra capillare e donano alla chioma elasticità e lucentezza. L’olio di semi di lino aiuta a combattere la forfora e regola la produzione sebacea.

Alimentazione e calvizie

Postato il 22/01/2016

Qualunque sia la patologia di cui si soffre, che sia pelle grassa, gonfiore intestinale o calvizie l’alimentazione è uno di quei fattori che posso giocare a nostro favore per combatto o almeno arrestare l’avanzare della malattia. Oggi vogliamo affrontare il tema della caduta dei capelli che generalmente colpisce le persone in tarda età a causa dell’invecchiamento cellulare. Quanto, però, la calvizie non è legata a questa causa allora ci si trova dinanzi ad una vera e propria patologia che è necessario curare.

Mangiare bene per combatte la calvizie

calvizieLe calvizie affliggono circa il 70% degli uomini e in maniera meno incisiva ma comunque in aumento anche le donne. I capelli hanno un ciclo di vita naturale per questo tutti, ma proprio tutti, perdiamo i capelli. Quando, però, la caduta raggiunge livelli allarmanti allora è necessario correre ai ripari. Spesso questa patologia è associata all’intossicazione delle radici dei capelli. La calvizie è sono sintomo del mal funzionamento di alcuni organi come la pelle, il fegato o i reni e si verifica quando tali organi sono in difficoltà nell’eliminare l’eccesso di tossine. Tali intossicazione dell’organismo è dovuta, nella maggioranza dei casi, ad una cattiva alimentazione e stile di vita.

Ma coma può avvenire l’intossicazione del nostro organismo? Ecco le principali cause:

  • Acidificazione corporea
  • Deficit della funzionalità epatica
  • Cattiva alimentazione
  • Disbiosi intestinale
  • Fermentazione intestinale
  • Carenza di vitamine
  • Abuso di alcol e fumo
  • Alopecia da Stress
  • Fattori psicologici

Non tutti sanno che spesso l’alimentazione di tipo acidificante che seguiamo porta ad uno stato di acidosi tissutale con sintomi tipici come: stanchezza cronica, stati infiammatori, irritabilità del sistema nervoso ed un aumento delle tossine e dei radicali liberi. I primi a risentire di questi eccessi di acidi e tossine sono proprio i capelli. L’organo deputato alla disintossicazione è il fegato ed è lui che deve neutralizzare tutte le sostanze tossiche che vengono ingerite. L’alimentazione acidificante, l’eccesso di alcol e di carboidrati raffinati aumentano direttamente il carico di lavoro del fegato, riducendo la produzione di aminoacidi solforati che sono determinanti per la sintesi dei tessuti connettivi.

Soffrono di alopecia o calvizie anche le persone che abusano di alcool e fumo. Il fumo di sigaretta apporta minerali pesanti tra cui nichel e cadmio. Il nichel, viene utilizzato da moltissimi batteri e si accomuna nei reni e nelle ghiandole surrenali, nella vescica e nella prostata. Lo si ritrova anche nel cuoio capelluto maschile e accelera il processo di caduta dei capelli e la calvizie. I rimedi per combattere le calvizie variano in base alle causa. Spesso dietro questa patologia ci sono stati di stress o depressione. In questi casi il ricorso ad un supporto psicologico specializzato è fondamentale. Nei casi, però, meno gravi e, soprattutto, temporanei di perdita di capelli è possibile risolvere il problema con un’alimentazione equilibrata e corretta.

calvizieEsistono, secondo alcuni studi scientifici, degli alimenti contro la caduta dei capelli che sembrano attutire e ridurre questo problema grazie alle sostanze nutritive in essi contenute come proteine, vitamina A, vitamina B e vitamina E. Uno dei fattori più importanti dell’alimentazione contro la caduta dei capelli sono le proteine. I capelli, infatti, sono composti per lo più di cheratina, composta da cistina e lisina. Questi due amminoacidi si trovano soprattutto in cibi quali carne rossa, pesce, uova e formaggio.

Per quanti non amano questi cibi ne esistono di altri che hanno caratteristiche nutritive molto simili a carne e uova e sono i legumi, in particolare fagioli, ceci, piselli, soia e lenticchie. Vediamo ora nel dettagli questi alimenti che aiutano il nostro organismo a combattere la caduta dei capelli:

Carne rossa

Come abbiamo detto è tra i cibi più indicati per combattere la calvizie. Contiene grandi quantità di ferro e di zolfo che migliorano la circolazione sanguigna permettendo l’irrorazione del cuoio capelluto e di conseguenza dei follicoli dei capelli. In questo modo la radice sarà più resistente ed i capelli più forti.

Pesce

Tutti sanno che questo alimento è ricchissimo di Omega 3, un potente antiossidante che combatte l’invecchiamento delle cellule anche di quelle dei bulbi capillari. Tra il pesce è consigliabile optare per il pesce azzurro come sgombro, anguille, salmone, sarde e acciughe.

Uova

Sono una fonte di proteine e biotine, sostanze che facilitano la produzione di cheratina e di zolfo che, come abbiamo visto per la carne, facilitano la circolazione dal sangue. Spesso, si consigliano per quanti soffrono di caduta dei capelli e per chi avesse una chioma sfibrata e secca, impacchi proprio a base di questo alimento.

Formaggio

I latticini ed i particolare i formaggi contengono oligoelementi, amminoacidi e vitamine, sostanze in grado di rendere i capelli più forti, belli e luminosi e di impedirne la caduta. Per la stessa ragione per la quale si consigliano impacchi a base di uova, utilissimi per il cuoio capelluto possono essere anche quelli a base di yogurt magari mescolato proprio con un uovo.

calvizieLegumi

Questi alimenti sono pieni di proteine, di ferro, zinco e biotina che, ormai lo sappiamo, sono alla base di una chioma forte e robusta e allontano il rischio di calvizie e caduta dei capelli.

Frutta secca

Tutta la frutta secca ed in particolar modo le noci contengono grandi quantità di selenio e Omega 3. Sappiamo che l’Omega 3 è un ottimo antiossidante ma cos’è il selenio? È una sostanza che aiuta a prevenire i danni prodotti dai radicali liberi alle membrane cellulari.

Verdura in foglie

Tra le più usate vi sono spinaci, bietole e broccoli. Contengono la vitamina A e la vitamina C, che sono fondamentali per la produzione di sebo. Il sebo è una sostanza oleosa prodotta dai follicoli piliferi ed è imprescindibile per la naturale crescita dei capelli. Per questo motivo, spesso, la mancanza di un’adeguata produzione di sebo può essere la causa del rinsecchimento dei follicoli con conseguente caduta del capello.

Ricordate che l’alimentazione è fondamentale se si vuole mantenere una salute forte ed un organi ben funzionante. Anche nel caso delle calvizie imparate a mangiare nel modo corretto, scegliete gli alimenti giusti e vedrete che i vostri capelli vi ringrazieranno.

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