Il Mangostano e le sue proprietà

Probabilmente avrai già letto qualcosa ma forse non ti ha ancora convinto o magari hai ottenuto qualche informazione parlando con gli amici o leggendo qualche rivista.
Beh, posso anticiparti che non ho alcuna intenzione di essere ripetitivo.

Non voglio convincerti di nulla, non voglio venderti alcun prodotto affermando che le sue proprietà benefiche e curative siano senza eguali. Il mio compito, come informatore, è solo quello di spiegarti quali sono le proprietà del mangostano.

Il mangostano, anche se probabilmente già lo saprai, è un frutto. Le varie popolazioni lo usavano per qualunque cosa: problemi intestinali, cura di gengiviti, tonico e addirittura tagliato a fette e posto su una parte dolorante (ma non si usava la bistecca?).

Sì, difficile contare gli svariati usi del mangostano da parte delle tribù indigene, ma credo che questo sia di poco rilievo visto che può portarci su un’unica direzione: confonderti le idee!

Il mangostano ha solo la proprietà di combattere lo stress ossidativo e ostacolare i processi infiammatori presenti nel tuo organismo.

Personalmente non sono a conoscenza che possa fare altro.

Il frutto del mangostano può avere favolose proprietà antiossidantiQuindi, se in questo momento non hai alcuna infiammazione in atto e il tuo livello di stress ossidativo è sotto controllo, allora, è inutile che tu continui a leggere. Se vuoi saperne di più, invece, ti consiglio di leggere qualcosa sugli...

ATTENZIONE: Se sai già tutto sul mangostano e vuoi provare i suoi effetti benefici, allora scopri di più sulla purea di mangostano.

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La rucola e i suoi tanti benefici per la salute

Postato il 30/07/2015

Arriva l’estate e molti, soprattutto al sud vedono spuntare su insalate, pizze, piatti di pasta delle deliziose foglioline verdi, la rucola. Generalmente viene utilizzata quella coltivata ma, se avete la possibilità girate per i campi proprio in questo periodo dell’anno per raccoglierne di quella selvatica, molto più saporita e dal gusto un po’ pungente. Come riconoscerle? Facile. Ha foglie lunghe e dentellate e cresce in piccoli cespugli non più altri di 30-40 centimetri. I suoi fiori sono gialli ma, se sono già spuntati, è meglio passare ad un’altra pianticella, quella è ormai vecchia per essere mangiata.

Arricchisci i tuoi piatti con la rucola, deliziosa e fresca

rucolaMa proviamo a scoprire qualcosa di più sulla rucola. La pianta della rucola, il cui nome scientifico è Eruca sativa Miller, appartiene alla famiglia delle Brassicacee. Viene ampiamente utilizzata in cucina ma, forse non tutti sanno che spesso rientra tra gli ingredienti di prodotti medici ed erboristici. La sua storia fonda le proprie radici in tempi remoti. Gli antichi romani, infatti, la utilizzavano per aromatizzare le pietanze sfruttandola anche per le sue supposte doti afrodisiache.

Ben presto se ne diffuse la coltivazione soprattutto nelle zone del Mediterraneo e dell’Asia. Di qui si è estesa anche al nord Europa, all’America e all’India. In Italia, la regione di maggiore produzione è il Veneto ma, di quella selvatica se ne trova in abbondanza soprattutto nelle campagne pugliesi. Non a caso le orecchiette con la rucola, insieme alle orecchiette con le cime di rapa, sono uno dei piatti tipici di questa regione.

La rucola è facilmente riconoscibile non solo dalla forma delle foglie e della pianta ma anche dal suo odore leggermente acre e piccante. Il suo sapore, poi, è speciale e varia in base al clima ed al terreno in cui è cresciuta diventando più intenso quanto più il terreno è arido e la raccolta tardiva. La sua coltivazione avviene ad altitudini non superiori ai 1000 metri sul livello del mare e preferisce terreni aridi e calcarei. Quella coltivata si trova tutto l’anno mentre quella selvatica solo nei mesi caldi, da maggio a luglio. Le foglie sono la parte edibili utilizzata in cucina ma, anche le radici, essiccate, trovano vari impieghi soprattutto nella farmacopea.

rucolaVediamo nel dettaglio quali proprietà nutrizionali contengono 100 gr di rucola:

Parte edibile100%
Acqua91,0 g
Proteine2,6 g
Glucidi solubili3,9 g
Fibra alimentare0,9 g
Lipidi totali0,3 g
Vitamina C110 mg
Vitamina A742 mg
Minerali
Potassio468 mg
Ferro5,2 mg
Calcio309 mg
Fosforo41 mg
Energia Kcal28
Energia KJ116

Visto ciò che contiene la rucola scopriamo a cosa fa bene:

  • stimola l’appetito;
  • favorisce la digestione;
  • ha un’azione diuretica;
  • svolge un’azione bechica;
  • apporta benefici al fegato;
  • favorisce l’espulsione dei i gas intestinali;
  • stimola l’organismo nel periodo di convalescenza e debolezza, stimola l’appetito;
  • ha un’azione calmante e tonificante se assunta sotto forma di tisana utilizzando sia le foglie che i fiori;
  • migliora la salute delle ossa grazie alle vitamine K, A, B, acido folico, calcio e magnesio;
  • rafforza il sistema immunitario perché contiene minerali utili all’organismo;
  • favorisce la guarigione dell’ulcera.

L’uso eccessivo può, però, causare irritazione all’organismo quindi è bene non abusarne. Per quanto riguarda l’ambito culinario l’impiego della rucola spazia dalle insalate al condimento per carni rosse o pasta,spesso non manca nemmeno sulla pizza. E seppur molto apprezzata a crudo ed in foglie intere in molti amano il pesto di rucola. Ma come prepararlo?

Ingredienti

  • 100 gr di rucola
  • 50 gr di parmigiano reggiano
  • 50 gr di pecorino
  • 150 gr di olio extravergine di oliva
  • Un pizzico di sale
  • 50 gr di pinoli
  • 3 spicchi di aglio

Preparazione

rucolaPer realizzare un pesto di rucola il procedimento è identico a quello per il pesto alla genovese, così come sono gli stessi gli ingredienti fatta eccezione del basilico, re del pesto classico. La tradizione vuole che il pesto si realizzi nel mortaio, meglio se in pietra, ma non tutti ne hanno uno a disposizione per questo è possibile farlo utilizzando un mixer ad immersione. In molti torceranno il naso ma, di necessità virtù. Iniziamo. Pulite bene la rucola eliminando le foglie più rovinate e le radici, se dovessero essercene. Lavatela molto bene ed asciugatela.

Aggiungete i pinoli ed il formaggio, l’aglio ed il sale. Versate un filo d’olio ed iniziate a frullare. Man mano che l’apparecchio sminuzza aggiungete a filo l’altro olio fino ad ottenere una crema non troppo liquida, compatta e di un bellissimo verde intenso. Potete conservare il pesto di rucola in frigo per qualche giorno facendo ben attenzione che il barattolo dove l’avete conservato contenga sempre un quantitativo di olio tale da ricoprire la superficie del pesto. Il rischio sarebbe quello che, a contatto con l’aria, si ossidi diventando nero e amaro.

Volendo potete conservare il pesto di rucola molto più a lungo congelandolo. L’ideale sarebbe metterlo nelle vaschette per fare il ghiaccio in modo da avere piccole porzioni da tirar fuori all’occorrenza senza dover scongelare l’intero barattolo. Sia quello fresco che quello congelato, dopo averlo tenuto a temperatura ambiente per un po’ di tempo, potete utilizzarlo proprio come il pesto alla genovese. Scolate la pasta e, fuori dal fuoco, aggiungete qualche cucchiaio del pesto appena preparato e mescolate. Servite subito oppure lasciate raffreddare arricchendo la pasta con qualche pomodorino proponendola come fosse un’insalata di pasta.

Il pesce nella dieta

Postato il 28/07/2015

Per dieta si intende un regime alimentare controllato ma, non necessariamente volto alla perdita di peso. Una buona dieta ci consente di mangiare tutto nel modo giusto e nei quantitativi giusti per mantenerci in salute. Via, quindi, cibi troppo grassi e fritti. Questo, però, non vuol dire che ci si può concedere uno strappo alla regola una volta ogni tanto. Una corretta alimentazione non può prescindere da un alimento sano e leggero come il pesce.

Il pesce nella dieta per un’alimentazione sana e corretta.

Pesce nella dietaCerto, molto dipende dal tipo di cottura, così come per la carne, ma, in linea generale, quasi tutti i tipi di pesce possono essere consumati senza assumere quantitativi eccessivi di calorie perché il pesce contiene sostanze nutrienti preziose per il nostro organismo. In quantità differenti si posso trovare proteine, sali minerali e soprattutto omega tre. Questa sostanza, gli omega 3, hanno un’importanza notevole per la nostra salute. Il pesce ne è ricchissimo ed è per questo che è importante mangiarne con frequenza. Gli omega 3 sono utili per combattere le malattie cardiovascolari ed infiammatorie ma anche per rinforzare il nostro sistema immunitario.

Poiché i quantitativi di sostanze nutritive variano da specie a specie è sempre bene cambiare il tipo di pesce da inserire nella dieta. Ad esempio, il salmone e lo sgombro sono ricchi di acidi grassi omega 3 e di tocoferoli conosciuti anche come vitamina E che prevengono l’ossidazione dei lipidi polinsaturi e svolgono la funzione di antiossidanti biologici. Questo, però, rende queste due tipologie di pesce più calorici e meno digeribili rispetto ad altri. Ecco quindi che il loro consumo deve essere più ridotto rispetto ad altri pesci. Può essere sufficiente consumalo 1-2 volte alla settimana. Stesso discorso vale per l’anguilla.

Chi invece soffre di colesterolo è bene che eviti crostacei  come gamberi, astice, scampi, i molluschi come ostriche, cozze, vongole e soprattutto le uova di pesce cioè bottarga e caviale. Nonostante questo sono i molti a mangiarli anche crudi. Una delizia per il palato che, però nasconde delle insidie. Infatti, il pesce crudo, in particolar modo i molluschi, posso portare infezioni come il tifo, il paratifo e l’epatite virale. Non basta utilizzare il limone per scampare il pericolo. L’unico modo per renderli “innocui” resta la cottura.

Ricordate, però, che i molluschi contengono grandi quantità di ferro, utili per chi soffre di anemia, e di sodio, pericoloso per chi, invece, ha patologie come l’ipertensione. Esistono, poi. Pesci che più di altri tendono ad accumulare sostanze tossiche a causa della loro stazza. Questi sono il pesce spada che, però è molto ricco di proteine, il tonno, lo squalo e la verdesca. È bene starne alla larga durante la gravidanza e l’allattamento così come nei primi anni di vita. Di sicuro il pesce d’allevamento è meno esposto a queste sostanze dannose per il nostro organismo ma, contiene anche meno sali minerali e, ammettiamolo, anche meno gusto del pesce selvatico appena pescato.

Pesce nella dietaEsistono, però, alcuni tipi di pesce che possono essere consumati senza problemi anche più volte alla settimana senza rischi né per la salute né per la linea. Questi sono: il merluzzo, la sogliola, il nasello, la trota e l’orata. Ma il top, resta senza dubbio il pesce azzurro. Parliamo, quindi, di aguglia, alaccia, alice, costardella, lanzardo, pesce sciabola, sardina, sugarello, sgombro. Oltre ad avere prezzi molto più accessibili di altri, il pesce azzurro contiene in aggiunta ai famosi omega 3 anche notevoli quantità di fosforo, iodio e ferro. Abbiamo pensato di mostrarvi una tabella delle quantità delle sostanze nutritive più importanti contenute in alcuni dei pesci più presenti sulle nostre tavole:

Proteine (g)Lipidi (g)Colesterolo (mg)
Alici16.82.661.0
Aragosta16.01.970.0
Calamaro12.61.764.0
Cernia17.02.0-
Corvina20.00.875.0
Cozza11.72.7121
Gamberi13.60.6150
Granchio in scatola18.10.9101
Luccio18.70.6-
Merluzzo17.00.350.0
Molo17.40.352.0
Mormora18.01.945.0
Ostrica10.20.9150
Pagello21.01.935.0
Palombo16.01.2-
Polpo10.61.072.0
Razza14.20.9-
Rombo16.31.3-
Sarago-1.265.0
Scorfano19.00.467.0
Seppia14.01.564.0
Sogliola16.91.425.0
Spigola16.51.548.0
Vongola10.22.5-

La scelta è ampia e le possibilità di preparare piatti deliziosi e gustosi sono infinite. Ma ecco per voi un modo sano e saporito per gustare una porzione di pesce azzurro. Abbiamo pensato ad una serata d’estate, ad un finger food sano e buono realizzabile con qualsiasi tipo di pesce azzurro, come alici o pesce spatola, e con diversi tipi di cottura, al forno o al vapore.

Pesce nella dietaIngredienti

  • 400 gr di pesce azzurro a filetti
  • 50 gr di pane grattugiato
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 cucchiaio di pecorino
  • timo
  • maggiorana
  • olio

Preparazione

Partiamo dal pesce. Se non avete la possibilità di farlo pulire e sfilettare dal pescivendolo, sappiate che farlo da voi non è così difficile. Basta eliminare la testa, aprire il ventre e rimuovere gli intestini ed aprilo in due parti lungo la lisca. Sciacquate sotto acqua corrente e tenete i filetti da parte. In una padella versate un po’ di olio d’oliva e fatevi imbiondire uno spicchio di aglio. Quando avrà raggiunto un colore ambrato rimuovetelo e versate nella padella il pan grattato, le erbe aromatiche, i pinoli ed i capperi. Fate abbrustolire il pane e poi mettetelo in una ciotola dove aggiungerete il formaggio.

Ad alcuni l’accostamento pesce – formaggio non è gradito quindi, potete saltare questo passaggio. Su una spianatoia o un tagliere posizionate i filetti con la pelle verso il basso e copriteli con il composto appena preparato. Arrotolateli su se stessi e fissateli con uno stuzzicadenti. Fate lo stesso per tutti i filetti. Potete scegliere di cuocerli in forno a 180° per 20 minuti disponendoli in una pirofila leggermente unta. Oppure potete cuocerli al vapore sistemandoli in una vaporiera sopra delle foglie di insalata per mantenerli umidi e succosi.

Potete servirli caldi o anche freddi in un buffet all’aria aperta. Il pesce è importante per la nostra alimentazione, non lo dimenticate e non dimenticate nemmeno che prepararlo è davvero semplice. Viva il pesce e soprattutto viva il pesce azzurro, economico e sano.

Anguria e melone: frutti dalle grandi proprietà

Postato il 23/07/2015

Fresco, colorato, dissetante è il frutto dell’estate per eccellenza nelle sue diverse varietà di cocomero, anguria, melone. Ma di cosa si tratta? Sono dei frutti che appartengono alla famiglia delle Cucurbitaceae, hanno una forma arrotondata e possono raggiungere anche diversi chili di peso. Vediamo, però, nel dettaglio cosa sono e che benefici possono apportare l’anguria e il melone alla nostra dieta giornaliera.

Anguria

Anguria e meloneConosciuto nel sud Italia con il nome di cocomero, il suo nome è, però, anguria, termine utilizzato sia per il frutto che per la pianta, la Citrullus vulgaris. Vi avevamo parlato dell’organizzazione del cibo in 7 gruppi di alimenti, il cocomero fa parte del 6°, quello della frutta e degli ortaggi che contengono vitamina C. Questa, però non è l’unica contenuta nell’anguria. Vi sono anche la vitamina A e carotenoidi, molta acqua e sali minerali, il tutto con un bassissimo apporto calorico. Ecco una tabella dei valori nutrizionali di 100 gr di anguria:

Acqua                                   95.3g

Proteine                              0.4g

Carboidrati                         3.7g

Zuccheri solubili               3.7g

Fibra alimentare              0.2g

Fibra solubile                    0.02g

Fibra insolubile                 0.2g

Energia                                16.0kcal

Sodio                                    3.0mg

Potassio                              280.0mg

Ferro                                    0.2mg

Calcio                                   7.0mg

Fosforo                                2.0mg

Tiamina                               0.02mg

Riboflavina                         0.02mg

Niacina                                0.10mg

Vitamina A                         37.0 µg

Vitamina C                         8.0mg

Forse non tutti sanno che l’anguria ha anche poteri afrodisiaci. Non è una leggenda metropolitana, infatti sembrerebbe che questo effetto stimolante sia legato alla presenza di citrullina, un amminoacido non essenziale che stimola il sistema cardiocircolatorio, dilata i vasi sanguigni e migliora la funzionalità dell’apparato riproduttivo. Ammettiamo che è molto probabile che l’effetto sia tanto blando da non farsi nemmeno notare. Seppur non dovesse rivelarsi utile a questo scopo di sicuro lo è per rinfrescarsi durante la stagione calda perché ricca di acqua e sali minerali e per questo consente una rapida idratazione del corpo.

L’unico inconveniente può essere legato alla sua assunzione dopo i pasti. Infatti, l’elevata quantità di acqua può rendere difficoltosa la digestione. L’anguria contiene anche molto potassio che lo rende un frutto ottimale contro l’ipertensione.Forse non tutti sanno che l’anguria ha anche . Non è una leggenda metropolitana, infatti sembrerebbe che questo effetto stimolante sia legato alla presenza di , un amminoacido non essenziale che stimola il sistema cardiocircolatorio, dilata i vasi sanguigni e migliora la funzionalità dell’apparato riproduttivo.

Ammettiamo che è molto probabile che l’effetto sia tanto blando da non farsi nemmeno notare. Seppur non dovesse rivelarsi utile a questo scopo di sicuro lo è per rinfrescarsi durante la stagione calda perché ricca di acqua e sali minerali e per questo consente una rapida . L’unico inconveniente può essere legato alla sua assunzione dopo i pasti. Infatti, l’elevata quantità di acqua può rendere difficoltosa la digestione. L’anguria contiene anche molto potassio che lo rende un frutto ottimale contro l.Il cocomero è una pianta erbacea e rampicante con foglie ampi e fiori piccoli e gialli. Il frutto, erroneamente chiamato così, è di forma rotonda.

È un falso frutto, così come la zucca e il melone, perché in realtà, il frutto vero e proprio sono i semi neri e bianchi contenuti all’interno. La sua buccia e spessa e di colore verde con striature chiare, la sua polpa rossa e succosa è la parte che noi mangiamo. L’anguria ha origini nella lontana Africa e giunse fino a noi solo in seguito alle invasioni musulmane. Preferisce climi tropicali ma può resistere molto bene anche a climi desertici e particolarmente caldi e aridi. Vi sono piantagioni di questo delizioso frutto anche nel nostro paese.

Melone

Anguria e meloneIl melone fa parte, proprio come l’anguria alla famiglia delle Cucurbitacee. La storia di questo frutto è controversa. C’è chi lo vuole originario della Cina, dove in passato veniva sfruttato per le sue proprietà terapeutiche, chi invece pensa abbia origini africane come il cugino cocomero, altri ancora che ritengono il melone originario delle zone del Caucaso. Sicuro è che ha bisogno di un clima mite affinché la pianta possa produrre frutti dolci e succosi. In Europa il melone venne introdotto da Carlo VIII e raggiunse la sua massima diffusione dopo il XV secolo.

Il melone ha una forma arrotondata, più piccola rispetto all’anguria. La sua buccia è di un giallo molto chiaro venato di verde ma, al suo interno, un’esplosione di colore in una succosa polpa di un arancio intenso. Esistono 3 differenti varietà di melone:

Estivi: detti anche retinati perché la loro buccia si presenta con numerose venature a rilievo;

Cantalupi: dalla buccia liscia e dal sapore più intenso e profumato;

Invernali: la cui scorza è gialla e la polpa interna di un verde pallido.

La produzione di meloni si concentra soprattutto in Asia. In Europa, invece, i maggiori produttori sono la Spagna, la Romania, la Francia e l’Italia. Proprio come l’anguria questo frutto è ideale per rinfrescarsi nelle calde giornate estive perché ricco di acqua e di sali minerali. Indicato per chi soffre di anemia perché molto ricco di ferro e, poiché leggermente lassativo, è perfetto anche per chi ha problemi di digestione. Oltre  a queste sostanze contiene anche numerose vitamine come la vitamina A sottoforma di betacarotene che previene la formazione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e delle smagliature e aiuta la pelle a prepararsi all’abbronzatura prevenendo eventuali bruciature e arrossamenti. La vitamina B, contenuta nel melone, tonifica l’organismo e lo ricarica oltre a migliorare la nostra capacità visiva e a rinforzare le ossa e i denti. Elevata anche la presenza di vitamina C.

Per questo il melone ha proprietà rinfrescanti, diuretiche, depurative e lassative ed è ottimo in caso di stipsi o emorroidi e di dolori reumatici. Contiene anche calcio, fosforo, magnesio e potassio. Ha un ottimo apporto di acqua e fibra che rinfresca l’apparato digestivo ed  elimina il colesterolo e i trigliceridi in eccesso. Tutte queste proprietà del melone erano risapute ma, forse ignoravate il fatto che la sua polpa, ridotta in poltiglia, si presta perfettamente per curare ferite ed ustioni grazie alle sue proprietà cicatrizzanti. Ma non solo, sin da tempi antichissimi viene utilizzato nell’ambito della cosmesi. Maschere per il viso a base di melone sono in grado di tonificarlo e rendere la pelle luminosa e vellutata.

Puoi provare a creare da te in casa una maschera per il viso indicata per pelli grasse, ciò che ti occorre è:

  • 3 fette di melone
  • 1 dl di acqua oligominerale naturale
  • 1 dl di latte intero

Frulla il melone con una centrifuga ed aggiungi gli altri ingredienti. Conservalo in un barattolo con un coperchio in fresco. Prima di applicarlo emulsionalo agitandolo e stendilo sul viso. Lascia agire per 10 minuti e risciacqua.

Abbiamo parlato dei poteri rinfrescanti e cicatrizzanti del melone ed a questo proposito vogliamo indicarvi una ricetta per realizzare in casa una lozione da applicare dopo un’eccessiva esposizione al sole, quando la pelle è molto arrossata e brucia. L’occorrente:

  • 1 melone maturo
  • un cucchiaino di argilla verde

Frulla il melone ed aggiungi l’argille verde. Applica sulla zona del corpo interessata aiutandoti con un batuffolo di cotone idrofilo e tampona delicatamente. Lascia in posa per alcuni minuti e poi risciacqua. Le proprietà astringenti e rinfrescanti del melone, abbinate a quelle antinfiammatorie e lenitive dell’argilla verde rendono questa lozione un vero toccasana. Ecco, quindi, che il melone diventa non solo un frutto buono da mangiare ma anche utile per prenderci cura del nostro corpo sia dall’interno che dall’esterno.

Come riconoscere i piatti poco calorici

Postato il 21/07/2015

Andare al ristorante ed ordinare un’insalata perché si è a dieta non è detto che sia la scelta migliore. Esistono cibi che, pur sembrando freschi e leggeri contengono molte più calorie di quelli che bandiamo dalla nostra tavola perché sicuri che ci farebbero ingrassare. Conoscere bene ciò che si mangia è fondamentale per non sgarrare con la dieta e non assumere calorie in eccesso. Soprattutto quando si mangia fuori il rischio di scegliere qualcosa di calorico convinti che non lo sia è alto e non basta sostituire il burro con l’olio o lo zucchero bianco con quello di canna per abbassare il livello calorico di un piatto che, con queste modifiche, avrebbe comunque lo stesso identico quantitativo di calorie.

Scoprite qualche dritta su come riconoscere i piatti poco calorici

Come riconoscere i piatti poco caloriciEcco quindi una lista di quei prodotti che seppur poco calorici abbiamo l’abitudine di consumare nel modo sbagliato rendendoli poco digeribili o privandoli, con la cottura ad esempio, di tutti i benefici che potrebbero apportare al nostro organismo.

Aglio

L’aglio viene spesso utilizzato come condimento per moltissime pietanze ma, non tutti sanno che questo prodotto contiene allicina, un enzima antitumorale che secondo recenti studi scientifici riesce ad essere davvero efficace solo dopo l’ossigenazione. Cosa vuol dire? Che perché l’aglio sia valido per combattere certi tipi seri di patologie deve essere, prima di essere cucinato, tritato e lasciato riposare qualche minuto.

Asparago

Negli ultimi anni, per velocizzare i tempi di cottura, soprattutto di alcune verdure come le patate o gli asparagi, si utilizza, per cuocerli, il forno a microonde. Indubbiamente più rapido della classica pentola dell’acqua calda ma cosa succede al prodotto? Con la cottura in questo tipo di forno l’asparago perde molte delle sue sostanze benefiche come la vitamina C. Questa sostanza, infatti, essendo solubile in acqua evapora insieme a questa durante la cottura a microonde. Una valida alternativa è cuocerli a vapore o lessarli. In quest’ultimo caso, conservate l’acqua di cottura ricchissima di sali minerali e non buttatela via ma utilizzatela per delle centrifughe o delle zuppe.

Broccoli

Come riconoscere i piatti poco caloriciQueste verdure contengono grandi quantità di vitamina C, clorofilla, antiossidanti e composti antitumorali, tutte sostanze che vanno perdute se il prodotto non viene cotto nella maniera più adeguata. Affinchè resti ricco delle sue innumerevoli sostanze il broccolo non deve essere fritto oppure lessato ma cotto al vapore. Solo così, oltre a conservare un sapore intenso, riuscirà a mantenere al suo interno i benefici per cui è tanto famoso.

Carne alla griglia

Ampi dibattiti accalorano le tavolate sulla cottura ideale che dovrebbe avere la carne. C’è chi la preferisce al sangue e quasi cruda e chi, invece, la preferisce ben cotta. Niente da ridire in nessuno dei due casi, dipende dai gusti ma, è assolutamente da evitare la cottura fuori controllo che carbonizza il pezzo di carne rendendolo poco appetibile e soprattutto cancerogeno. A dirlo è un rinomato centro di ricerca, il National Cancer Institute, che spiega che l’eccessiva cottura comporta la formazione di due sostanze altamente dannose per il nostro organismo, le ammine eterocicliche (HCA) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Ricordate bene, quindi, che la carne in cottura non deve mai raggiungere temperature superiori ai 75° C.

 Cereali integrali e fagioli

Questi alimenti vengono spesso consumati semplicemente lessandoli dopo averli tirati fuori dalla confezione. Ma ci spiega spiega Kristy Del Coro, nutrizionista dello SPE Certified che alcuni cereali integrali, quelli che hanno ancora lo strato esterno, hanno bisogno di essere messi in ammollo prima di cuocerli perché solo in questo modo si liberano dei fitati che sono dei composti antiossidanti che si legano alle vitamine e ai sali minerali contenuti nel cereale impedendo al nostro organismo di assorbirli. I fitati, se non rimossi rendono i cereali assolutamente privi di qualsiasi sostanza benefica per il nostro organismo. Questo vale per i cereali come farro o grano ma non per quelli semi-raffinati e non sgusciati come l’orzo perlato o l’avena. Questo procedimento consente anche di rendere questi cereali più facilmente digeribili dal nostro apparato intestinale.

Fragole

Come riconoscere i piatti poco caloriciMolti avranno avuto l’occasione, almeno una volta nella vita, di gustare delle deliziose ciliegie direttamente dall’albero. Il loro gusto è più delizioso ma, forse è suggestione. Niente di più falso, infatti esistono dei frutti che, se tagliati, perdono alcune delle loro sostanze benefiche. Tra questi frutti vi sono le fragole. Generalmente vengono affettate e servite con panna o come decorazione per una torta, difficilmente si mangiano intere anche se questo sarebbe il modo migliore di consumarle. Infatti, alcune sostanze come la vitamina C sono sensibili alla luce e all’ossigeno, quindi, tagliando le fragole queste sostanze vanno perdute. Addirittura, incredibile ma vero, i prodotti surgelati conservano molte più sostanze nutritive rispetto a frutta e verdura fuori stagione o colta molto tempo prima di finire sulle nostre tavole.  Ecco quindi che, in alcuni casi, sono da preferire i frutti congelati piuttosto che quelli in commercio venduti come “freschi”.

Pomodori

Se per molte verdure la cottura comporta una irreparabile perdita delle sostanze nutritive non è lo stesso per i pomodori. Questi ortaggi, che spesso vengono consumati in favolose e fresche insalate fredde, danno il meglio di loro dopo la cottura. Cuocendoli a circa 90° C il pomodoro aumenta il contenuto di antiossidanti, fondamentali per combattere l’invecchiamento cellulare, e soprattutto di licopene, un fitonutriente che protegge il nostro organismo contro i tumori e le patologie legate al cuore. Ecco, quindi, che un bel piatto di spaghetti al sugo di pomodoro risulta essere più benefico di un’insalata realizzata con questo ortaggio.

Semi di lino

Lo sapevate che i semi di lino contengono fibre, omega3 utili per il buon funzionamento del nostro cuore e lignani, fitonutrienti che proteggono dal cancro? Ebbene sì ma, non basta mangiare questi deliziosi semi, magari aggiunti all’insalata o allo yogurt, perché il nostro organismo non è in grado di digerirli e quindi di assorbirne i benefici. Il modo migliore sarebbe tritarli magari con un pestello o un macinino da caffè. Solo così potremo fare nostre tutte le sostanze benefiche che i semi di lino contengono.

Tè nero

Come riconoscere i piatti poco caloriciIl rituale del tè è sacro per chi consuma questa bevanda e gli inglesi, più di tutti, ci hanno insegnato che andrebbe bevuto con qualche goccia di limone ed una spruzzatina di latte. Questa potrebbe ritenersi un’abitudine da veri lord ma, se si consuma tè nero dovete starne alla larga. Infatti l’aggiunta di latticini al tè più famoso del mondo lo rende assolutamente inefficace contro i problemi vascolari per cui spesso viene assunto. Intatti, invece, restano gli antiossidanti fondamentali per combattere l’invecchiamento delle cellule del nostro corpo.

Yogurt

Non negatelo, tutti aprendo un barattolino di yogurt e trovando in superficie un’acquetta giallognola hanno storno il naso e fatta colare via dal barattolo nel lavandino. Bhè, quello era il siero del latte ma, c’è poco da fare gli schizzinosi, infatti, esso contiene proteine e vitamina B12, oltre che minerali come calcio e fosforo. La cosa migliore è mescolare lo yogurt dopo averlo aperto e prima di mangiarlo in modo da inglobare il siero al resto del prodotto e consumarlo apportando non pochi benefici al nostro organismo. Inoltre, sappiate che aggiungendo lo yogurt a pietanze calde come zuppe o passati questo renderà il tutto più cremoso, senza dubbio, ma non apporterà alcun beneficio alla pietanza perché questi verranno distrutti dalle alte temperature.

Probabilmente molte di queste abitudini non le conoscevate e molte, invece, eravate abituati a seguirle pur non sapendo quanto bene facessero alla salute. In cucina basta qualche piccola accortezza per non vanificare la bontà dei prodotti che scegliamo con cura per la nostra alimentazione sana e genuina.

La frutta per il tuo cane

Postato il 14/07/2015

Gli amici a quattro zampe hanno bigno di tante cure ed amore. Questo lo si vede anche da come li facciamo mangiare. Se qualcuno preferisce un’alimentazione vegana per il cane o il gatto possiamo comunque dire che così come per l’uomo anche per i cani è importanissimo mangiare la frutta. Soprattutto in questo periodo dell’anno di particolare caldo e spossatezza dovuta alle alte temperatura il nostro fido preferisce qualcosa di sì nutriente ma fresco. Via, quindi, i croccantini che posso essere adeguatamente sostituiti con una bella affettata di frutta fresca.

Chi l’ha detto che non va bene la frutta per il tuo cane?

la frutta per il tuo caneGeneralmente un’alimentazione tradizionale per un cane prevede riso e carne in scatola e croccantini. Niente da dire se non che forse la carne confezionata potrebbe traquillamente essere cambiata con della carne fresca che voi dovrete solo arrostire. Quello che di solito scarseggia, però, nella dieta di un animale domestico è proprio la frutta, eppure sappiamo bene quanti benefici apporta all’uomo, lo stesso vale per i cani.

Spesso si cerca di adeguare l’alimentazione in base all’età, alla stazza o evenutalmente alle patologie di cui soffre il cane. Nel caso della frutta, non si hanno questi problemi perchè tutti i cani possono mangiarla. Ogni pasto dovrebbe ontenere almeno un 10% di frutta ma questo, lo sappiamo succede molto di rado. Vediamo quali sono i frutti preferiti dai cani, quelli che mangiano più volentieri.

Mele

Gli animali in generale ed i cani in particolare adorano questo delizioso frutto. Contiene pochissime proteine e grassi sono quasi assenti infatti 100 grammi di mela corrispondono a circa 40 calorie, 10 grammi di zuccheri e grandi quantità di potassio, vitamina B, acido citrico e acido malico. Inoltre è presente in essa la vitamina B1, che combatte inappetenza, stanchezza e nervosismo che colgono l’animale in questa stagione estremamente calda dell’anno e la B2 che facilita la digestione, protegge le mucose della bocca e dell’intestino. Ha circa il 2% di fibre tra cui la pectina, nota per i suoi numerosi benefici.

Pere

Le pere sono ricche di calcio e aiutano a rinforzare le ossa del nostro animale soprattutto se non più giovanissimo o se è appena cucciolo. Contengono in grande quantità anche il boro, alleato del cervello, migliorano la prontezza di riflessi.. Le pere contengono anche molta fibra: bastano 2 pere per coprire il 32% del fabbisogno giornaliero. La maggior parte si trova nella buccia ed è per questo che potete dar da mangiare il frutto senza necessariamente sbucciarlo in modo da trarne tutti i vantaggi. È possibile trovare anche una tipo di fibra conosciuto con il nome di pectina che forma uno strato viscoso nell’intestino che si lega al colesterolo favorendone l’evacuazione insieme alle feci.

Albicocche

L’albicocca è un frutto ricco di vitamine, soprattutto carotenoidi, vitamina A e C. Contiene grandi quantità di minerali come potassio, fosforo, sodio, ferro e calcio ne fa un valido supporto in casi di anemia, spossatezza, convalescenza. Il nostro amico a quattro zampe ha bisogno di sali minerali e vitamine per poter crescere forte e sano. Il potassio poi, contenuto nelle albicocche, aiuta anche nell’attività fisica, durante i mesi estivi. È comunque ricca di acqua e fibre, quindi un aiuto per la regolarità intestinale. Occorre ricordare che le vitamine A e C hanno, tra le varie proprietà, anche una funzione antiossidante, quindi contrastano l’azione dei radicali liberi e proteggono l’organismo dall’invecchiamento mantenendo il nostro animale forte e sano.

Anguria

L’anguria è composta dal 92% di acqua e dell’8% di zuccheri comunemente presenti nella frutta. È quindi il frutto principe dell’estate visto che il nostro animale, proprio come noi, ha bisogno di mantenersi sempre fresco ed idratato. Ma non solo, all’interno dell’anguria, studi scientifici hanno dimostrato che è possibile trovare una sostanza benefica chiamata citrulina che rende questo frutto adatto a prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache.

la frutta per il tuo caneFragole

Forse non tutti lo sanno ma le fragole, e la frutta rossa in generale, contiene grandi quantità di vitamina C delle fragole, soli 5 di questi frutti contengono il quantitativo di vitamina C di un’arancia. Inoltre la vitamina più famosa favorisce l’assorbimento del ferro che è utile per la formazione dei globuli rossi e per i muscoli e per la produzione di collagene. Una proteina, il ferro, che aiuta a rallentare l’invecchiamento. Le fragole sono anche molto ricche di potassio.

Fichi

Notoriamente dolci, i fichi contengono in realtà 47 kcal per 100 gr, una quantità inferiore rispetto a quella di uva e mandarini per questo vanno preferiti a questi nell’alimentazione del nostro animale domestico. I semi, le mucillagini, le sostanze zuccherine contenute nel frutto, fresco o secco che sia, esercitano delicate proprietà lassative, utili in casi di problemi intestinali dell’animale. Nei fichi freschi sono contenuti enzimi digestivi che facilitano l’assimilazione dei cibi ma non solo. Anche grandi quantità di potassio, ferro e calcio. I fichi sono anche ricchi di vitamina B6: tre fichi ne contengono 0,18 mg, pari al 9% del fabbisogno giornaliero. Abbondano anche di vitamine del gruppo A, B1, B2, PP, C.

Banane

Questo straordinario frutto è costituito dal 75% di  acqua, del 23% di carboidrati, dal 2,6% di fibra, dall’1% di proteine e dal solo 0,3% di grassi. Per quanto riguarda le vitamine, nella banana si trovano la pro-vitamina A, le vitamine del gruppo B (B1, B2 e PP), la vitamina C e la vitamina E anche se in quantità minori.
La vitamina B6, nonostante sia presente solo in bassissime percentuali, facilita il metabolismo delle proteine. Il potassio è sicuramente il minerale più importante, quello per cui questo frutto e conosciuto ed apprezzato, vi sono anche calcio, fosforo, rame e ferro. Per la grande quantità di Sali minerali la banana svolge una funzione rimineralizzante perfetta in questa stagione di grande caldo. Il potassio svolge un ruolo fondamentale per agevolare il corretto funzionamento del sistema cardiovascolare. La banana contiene molti zuccheri semplici come il saccarosio, il glucosio e il fruttosio, utilizzati come fonte di energia dall’organismo, e carboidrati.

Questi sono solo alcuni frutti che dovremmo dare con frequenza al nostro cane per poterlo nutrire in maniera sane e naturale assicurandoci il giusto apporto giornalieri di acqua e sali minerali soprattutto in una stagione dell’anno più calde.

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