Il Mangostano e le sue proprietà

Probabilmente avrai già letto qualcosa ma forse non ti ha ancora convinto o magari hai ottenuto qualche informazione parlando con gli amici o leggendo qualche rivista.
Beh, posso anticiparti che non ho alcuna intenzione di essere ripetitivo.

Non voglio convincerti di nulla, non voglio venderti alcun prodotto affermando che le sue proprietà benefiche e curative siano senza eguali. Il mio compito, come informatore, è solo quello di spiegarti quali sono le proprietà del mangostano.

Il mangostano, anche se probabilmente già lo saprai, è un frutto. Le varie popolazioni lo usavano per qualunque cosa: problemi intestinali, cura di gengiviti, tonico e addirittura tagliato a fette e posto su una parte dolorante (ma non si usava la bistecca?).

Sì, difficile contare gli svariati usi del mangostano da parte delle tribù indigene, ma credo che questo sia di poco rilievo visto che può portarci su un’unica direzione: confonderti le idee!

Il mangostano ha solo la proprietà di combattere lo stress ossidativo e ostacolare i processi infiammatori presenti nel tuo organismo.

Personalmente non sono a conoscenza che possa fare altro.

Il frutto del mangostano può avere favolose proprietà antiossidantiQuindi, se in questo momento non hai alcuna infiammazione in atto e il tuo livello di stress ossidativo è sotto controllo, allora, è inutile che tu continui a leggere. Se vuoi saperne di più, invece, ti consiglio di leggere qualcosa sugli...

ATTENZIONE: Se sai già tutto sul mangostano e vuoi provare i suoi effetti benefici, allora scopri di più sulla purea di mangostano.

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Le proprietà del cetriolo

Postato il 24/05/2016

Con l’arrivo della bella stagione compare sulle nostre tavole un ortaggio rinfrescante, il cetriolo, che arricchisce le insalate e che molti mangiano anche da solo. Ma quanto di quello che mangiamo conosciamo davvero? Sappiamo, ad esempio, quanto fa bene il cetriolo alla nostra salute? Sappiamo che ha ampio impiego non solo in cucina? Impariamo a conoscere questo straordinario ortaggio.

Il cetriolo fa bene alla salute e alla bellezza

cetrioloIl cetriolo, il cui nome scientifico è Cucumis sativus L., è un ortaggio che appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae ed è originario dell’India. Ha una forma allungata, molto simile a quella della zucchina, con cui spesso viene confuso. La sua buccia è spessa, leggermente bitorzoluta e di colore verde. La polpa è bianca e succosa con semi nella parte centrale. Non viene mai consumato cotto, ma solo crudo in insalate o come guarnizione di altri piatti freddi. In alternativa viene conservato sotto aceto o sott’olio. Il cetriolo contiene numerose proprietà che fanno bene alla nostra salute:

Kcal/100 g: 14

Grassi: 0,5 g

Proteine: 0,7 g

Glucidi: 1,8 g

Fibre: 0,8 g

Colesterolo: 0

Vitamine: tiamina (vit. B1) 0,02 mg; riboflavina (vit. B2) 0,03 mg; niacina (vit. B3) 0,60 mg; acido folico (vit. B9) 9,00 mcg; vit. A tr.; vit. C: 11 mg.

Sali minerali: sodio 13 mg; potassio 140 mg; ferro 0,3 mg; calcio 16 mg; fosforo 17 mg; zinco 0,1 mg.

Tutte queste proprietà rendono il cetriolo ottimo non solo per curare la nostra salute ma anche prenderci cura della nostra bellezza. Iniziamo col vedere quali sono i benefici che questo ortaggio apporta al nostro benessere:

Lassativo: il cetriolo non è esplicitamente utilizzato con questa funzione, ma, grazie all’alta percentuale di acqua e fibre che contiene, favorisce la pulizia dell’intestino.

Protettivo dei reni: il cetriolo evita la formazione di calcoli ai reni e si prende cura anche della vescica.

Combatte il diabete: La dose di 500-700 g di cetrioli crudi con buccia ha un effetto curativo per le persone che soffrono di diabete, poichè i principi contenuti nella buccia del cetriolo stimolano le funzioni del pancreas e regolano la glicemia.
Questa abitudine, di assumere giornalmente una dose di cetriolo, riduce o cura anche altre malattie legate al pancreas come la pancreatite.

Iposodico: grazie alle basse quantità di sodio e le alte percentuali di potassio il cetriolo ha proprietà capaci di abbassare la pressione arteriosa.

Diuretico: Il cetriolo è un alimento decisamente diuretico grazie al suo alto contenuto di acqua e sali minerali. Si consiglia di consumarne 500-700 g al giorno per tenere alla larga le infezioni del tratto urinario. Inoltre previene i calcoli renali, elimina la ritenzione di liquidi nel corpo stimolando la funzione renale ed ha un potente ruolo disintossicante.

Digestivo: Gli enzimi e le fibre contenute nella buccia del cetriolo favoriscono una corretta digestione oltre a migliorare i processi metabolici del fegato. Per alleggerire i cibi pesanti e grassi si consiglia di abbinarli proprio ad un’insalata di cetrioli che aiutano a migliorarne la digestione senza creare disturbi di sorta.

Antitumorale: È dimostrato che il cetriolo può ridurre gli effetti tossici che coinvolgono l’apparato digerente e annullare l’effetto di alcuni composti cancerogeni come i nitrati e nitriti dei salumi, che promuovono il cancro del colon. I cetrioli combattono anche gli effetti cancerogeni delle sostanze contenute negli oli fritti. È bene, quindi, consumarli quotidianamente.

Combatte l’obesità: I cetrioli contengono molta acqua, poche calorie, sono diuretici e depurativi, tutto questo li rende ideali per aiutarci a perdere peso. Si consigliano almeno 500 gr di cetrioli crudi al giorno per beneficiare degli effetti.

Tonico per il cuore: I cetrioli aiutano il nostro organismo in caso di malattie cardiache come le aritmie e l’ipertensione poiché contiene grandi quantità di minerali come il potassio e il magnesio.

cetrioloEcco solo alcuni dei benefici che il cetriolo dona al nostro organismo aiutandolo a mantenersi sano e d in forma. Ma, come dicevamo, questo ortaggio non trova impiego solo nel campo culinario, anzi, le sue qualità sono sfruttate anche nella cosmesi. Prenderci cura del nostro corpo ci aiuta a stare in salute. Ecco, quindi, che il cetriolo può essere utilizzato per:

Bagno rinfrescante: Dopo una giornata intensa, soprattutto d’estate, sotto il sole cocente, un bagno rinfrescante e quello che tutti vorremmo che ci attendesse a casa. Niente di così difficile da realizzare, anzi. Immergete in acqua tiepida alcune fettine di cetriolo, delle foglie di menta e mezzo bicchiere di sale grosso. Se ne avete la possibilità, preferite il sale marino integrale, perché ha un elevato contenuto di oligoelementi, come ferro, fluoro, iodio zinco e manganese. Questo bagno può tornare utile anche dopo una giornata al mare, per alleviare il rossore delle scottature solari.

Curare gli occhi gonfi: l’abbiamo visto fare tante volte nei film, per attenuare il gonfiore degli occhi, possiamo applicarvi sopra due fettine di cetriolo. Il cetriolo aiuta veramente a ridurre il gonfiore degli occhi e delle aree circostanti provocando una contrazione dei capillari. Perché abbia effetto è consigliabile lasciare agire l’ortaggio per almeno 10-15 minuti, noterete non solo una bella sensazione di fresco, ma vi accorgerete che il gonfiore è diminuito.

Pulire il viso: è possibile realizzare un ottimo tonico per il viso a base di cetriolo, che sia al contempo rinfrescante e lenitivo. Ecco cosa occorre:

– 1 cetriolo

– alcune foglie di salvia

– 4 cucchiai di acqua distillata

Tagliate a cubetti il cetriolo e sminuzzate finemente la salvia, metteteli in un mixer e frullateli insieme. Filtrate il tutto conservando solo il liquido ottenuto, mettetelo in una bottiglietta di vetro ed aggiungetevi l’acqua distillata. Conservate in frigo per non più di 2-3 settimane.

Trattare la couperose: Se soffrite di couperose, arrossamenti delle guance o di altre parti del corpo, potrebbe essere di grande utilità realizzare questo rimedio fatto in casa da avere sempre a portata di mano. Ciò che vi servirà è:

– mezzo cetriolo

– 1 albume

– olio essenziale di rosmarino

Con l’aiuto di un frullatore riducete in crema il cetriolo. A parte montate l’albume ed unitelo al cetriolo frullato, mescolando per bene. Aggiungete infine due o tre gocce di olio essenziale di rosmarino, ottimo per il suo rapido effetto lenitivo.  A questo punto, applicate il composto sulla zona interessata da couperose e lasciate agire per 15 minuti. Rimuovete con l’aiuto di un panno umido e risciacquate.

Creare un balsamo per capelli: Per chi ha i capelli ricci o mossi, il balsamo è un must che non può mancare. È possibile crearne, però, uno in casa, per donare una nuova vitalità ai capelli stressati, specie in vista dell’estate, del sole e dei bagni al mare. Questo balsamo può essere utilizzato una volta a settimana ed è davvero semplice da fare. Ecco cosa occorre:

– 1 uovo

– 1 cucchiaino d’olio extravergine d’oliva

– ¼ di cetriolo

Aiutandovi con un frullatore, tritate insieme tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema soffice e omogenea. Applicatela sui capelli dopo il lavaggio, ma prima di asciugarli. Lasciate in posa qualche minuto e poi risciacquate. Procedete con l’asciugatura e la piega a cui siete abituate. I capelli risulteranno morbidi, lucenti e sani.

Realizzare una lozione al miele e cetriolo: quando la pelle è particolarmente irritata, il cetriolo può essere di grande aiuto. Possiamo realizzare in casa una lozione che attenui il bruciore e l’arrossamento utilizzando proprio questo ortaggio tanto ricco di proprietà benefiche. Vi serviranno:

– 1 cetriolo

– 1 cucchiaino di miele

Eliminate la buccia del cetriolo e riducetelo a cubetti. Tritatelo con un frullatore e filtratelo. Mettete il liquido così ottenuto in una bottiglietta ed unitevi il miele. Ecco fatto, ora non resta che applicare la lozione aiutandovi con un batuffolo di cotone. Il composto può essere conservato in frigorifero per non più di 7 giorni.

Creare saponette al cetriolo: se avete in casa un pezzo di sapone di marsiglia neutro e vegetale, potrete in men che non si dica create una saponetta al cetriolo rinfrescante e lenitiva. Iniziare con lo sbucciare e tagliare a pezzetti il cetriolo, anche in questo caso dovrete tagliarlo in piccoli pezzi. A parte fate sciogliere a banognomaria il sapone di marsiglia. Quando sarà completamente sciolto, unitevi il cetriolo e mescolate. Aggiungete anche una decina di gocce di olio essenziale di limone per profumare ed un cucchiaino di olio essenziale di benzoino, che vi aiuterà a legare gli ingredienti. Versate la miscela negli stampini (utili anche quelli del ghiaccio per creare piccole saponette) e lasciate asciugare per diverse ore. Trascorso il tempo indicato, avrete ottenuto delle utilissime saponette al cetriolo.

cetrioloRealizzare maschere purificanti: il cetriolo aiuta anche la nostra pelle a mantenersi pulita e purificata. In questo caso, è possibile realizzare delle maschere viso che sfruttino le proprietà di questo ortaggio. La prima maschera è quella all’avocado e cetriolo. Vi occorrerà:

– 100 gr. di cetrioli

– 100 gr. di avocado

– 1 albume

– 2 cucchiaini di amido (di mais o riso)

Tagliate a pezzetti il cetriolo dopo averlo privato della buccia, sminuzzate la polpa d’avocado e metteteli in un frullatore insieme agli altri ingredienti. Tritate il tutto ed applicatelo sul viso dopo averlo lavato con cura. Per un effetto ancora più rinfrescante, potete lasciar riposare la maschera così ottenuta per un’ora in frigorifero. Lasciate agire per 10 minuti e poi risciacquate. Noterete la pelle più luminosa e tonica.

Per creare, invece, una maschera al cetriolo e yogurt, perfetta per chi ha bisogno di riequilibrare la pelle mista, vi occorreranno:

– mezzo cetriolo

– un cucchiaio di yogurt bianco

Frullate il cetriolo con un mixer, sempre dopo aver eliminato la buccia. Unitelo ad un cucchiaio di yogurt e mescolate. Applicate il composto su viso e collo massaggiandolo con movimenti circolari e lasciate agire per 5-10 minuti. Dopo risciacquate il viso con acqua tiepida e la pelle apparirà soda e liscia.

I tanti benefici dell’aglio

Postato il 20/05/2016

L’aglio è uno degli aromi maggiormente utilizzato nella nostra cucina, insieme alla cipolla. Non esiste soffritto che non includa queste due pianticelle dal sapore intenso ma gustoso. Quanto conosciamo l’aglio? Cosa sappiamo di questo prodotto che nell’immaginario collettivo è spesso associato ai vampiri? A parte gli scherzi, scopriamo cos’è e quali sono i benefici dell’aglio.

Ma quanto fa bene l’aglio!

aglioL’aglio, il cui nome scientifico è Allium sativum L., è una pianta bulbosa che fa parte della famiglia delle Liliaceae. Lo sappiamo tutti, il suo principale utilizzo è in cucina, ma non è l’unico. Ormai viene coltivato in tutto il mondo, ma la sua origine è orientale, da dove poi si è diffuso in tutto il bacino mediterraneo. È utilizzato sin da tempi antichissimi, basti pensare che ve ne erano tracce già nell’antico Egitto. Il suo odore così caratteristico ed intenso è dovuto ai numerosi composti organici di zolfo che esso contiene, tra cui l’alliina ed i suoi derivati, come l’allicina ed il disolfuro di diallile. L’agio è prodotto anche da noi in Italia in differenti cultivar tra cui:

  • Aglio di Caraglio: viene prodotto a Caraglio, un paese della provincia di Cuneo. Questa tipologia di aglio ha un caratteristico aroma particolarmente delicato. Questo è dovuto al clima ed ai terreni calcarei, dolomitici e cristallini delle montagne della Valle Grana. Questa cultivar è nata nel 2009 per mano del Consorzio di tutela e valorizzazione.
  • Piacentino bianco.
  • Aglio rosso di Sulmona: una delle pochissime varietà italiane che ha una fase di fioritura.
  • Aglio di Vessalico: di grande valore, non a caso è presidio Slowfood.
  • Serena
  • Aglio rosso di Nubia: nasce in una frazione di Paceco (Trapani) ed è presidio Slowfood. Il bulbo è costituito da dodici spicchi, con la parte esterna di colore bianco, in perfetto contrasto che quella interna di un intenso color rosso vivo. Il suo sapore è intenso tanto quanto il suo profumo.
  • Aglio di Voghiera: ha un sapore molto delicato e per questo adatto alla realizzazione di piatti a base di verdure.
  • Aglio di Resia: presenta un bulbo di piccole dimensioni, rossastro. Il loro odore e sapore è più accentuato degli agli che generalmente troviamo in commercio.
  • Aglio Rosso di Proceno: è coltivato si da tempi molto antichi. Ha un profumo intenso ed un sapore forte ma gradevole.

Di sicuro tutti conoscono le proprietà culinarie dell’aglio e il suo ampio utilizzo in questo campo. Ma, forse pochi ne sono a conoscenza, l’aglio ha anche grandi proprietà curative. Vediamone insieme le più conosciute:

  • Antiossidante grazie alla presenza di alcuni solfuri, del selenio e delle vitamine dei gruppi B e C.
  • Contro raffreddore e influenza, è un antibiotico naturale.
  • Anticoagulante grazie all’allicina, uno dei principi attivi più importanti contenuti nell’aglio, contrasta, l’aggregazione piastrinica, cioè la tendenza e la capacità delle piastrine di aggregarsi formando pericolosi coagulinel circolo sanguigno causa di trombosi ed ictus.
  • Vasodilatatore, cioè garantisce un’azione ipotensiva, di prevenzione dell’ipertensione, tenendo sotto controllo la pressione sanguigna.
  • Combatte il colesterolo cattivo, nemico della salute del cuore e della circolazione in generale.
  • Grande allato contro batteri, virus, parassitie funghi, funge da antisettico, antibatterico e immunostimolante, cioè capace di rafforzare le difese immunitarie dell’organismo.
  • Tiene sotto controllo i livelli di glicemianel sangue, grazie agli alcaloidi che contiene.
  • Ha proprietà antinfiammatoriee antisettiche, prestandosi alla perfezione come rimedio fitoterapico per combattere molti malanni di stagione, come, in particolare, le infezioni delle prime vie aree, tipiche dei disturbi da raffreddamento.
  • Antispastico, utile per prevenire spasmi muscolarie dolori addominali.
  • Svolge un’azione chelante, che contrasta il pericoloso accumulo di metalli pesantiche si insinuano nell’organismo annidandosi tra le polveri sottili dello smog, per esempio.

aglioLe sue proprietà sono dovute alle numerose sostanze benefiche in esso contenute:

Calorie 149

Grassi 0,5 g

Acidi grassi saturi 0,1 g

Acidi grassi polinsaturi 0,2 g

Acidi grassi monoinsaturi 0 g

Colesterolo 0 mg

Sodio 17 mg

Potassio 401 mg

Carboidrati 33 g

Fibra alimentare 2,1 g

Zucchero 1 g

Proteine 6 g

Vitamina A 9 IU

Vitamina C 31,2 mg

Calcio 181 mg

Ferro 1,7 mg

Vitamina D 0 IU

Vitamina B6 1,2 mg

Vitamina B12 0 µg

Magnesio 25 mg

Ammattiamo che l’aglio andrebbe mangiato crudo, per poterne sfruttare le proprietà a pieno, ma il suo sapore non è dei più apprezzati, senza contare che, dopo averlo mangiato, diventa difficile socializzare con le persone a causa del cattivo odore che lascia in bocca. Oltre a questo, esistono altre controindicazioni al consumo di aglio crudo. È sempre bene non esagerare con le quantità. Proprio come se si trattasse di un vero e proprio medicinale, dovremmo consumare aglio crudo poco per volta e al momento del bisogno. Si consiglia di non superare mai la dose di 4 grammi di aglio crudo al giorno, in modo da godere dei benefici senza soffrire dei disturbi che il consumo eccessivo comporta. Questo, però, non vuol dire che il quantitativo va bene per tutti. Per alcuni, infatti, questa quantità potrebbe risultare eccessiva. Esistono, però, delle valide alternative, i preparati erboristici a base di aglio. Tra gli effetti collaterali di un consumo eccessivo di aglio crudo ci sono l’irritazione delle pareti intestinali e l’anemia. Come fare allora? Esistono dei piccoli trucchi che ci aiutano a mangiare l’aglio crudo ovviando gli inconvenienti.

Gli alimenti che contengono polifenoli, come spinaci, prezzemolo e menta, insieme a bevande come limonata e tè verde, aiutano ad eliminate l’odore dell’aglio dall’alito. Quando, però, questo non basta, ecco cosa fare:

Mela

Un rimedio semplicissimo contro l’alito cattivo lasciato dall’aglio è la mela. Infatti questo frutto, consumato crudo, aiuta a combattere il forte odore di aglio. Mangiatene una dopo aver consumato aglio crudo e noterete che ogni cattivo odore sarà sparito.

Olio extravergine

L’olio extravergine d’oliva può aiutare a neutralizzare l’odore dell’aglio. In questo caso poterete godere dei benefici dell’aglio senza alitosi, tritando uno o due spicchi d’aglio, lasciandolo riposare per 15 minuti per attivare gli enzimi utili e cospargerlo su una bella fetta di pane integrale con un filo di olio extravergine.

Dolcificante naturale

Per poter camuffare il sapore forte dell’aglio può essere utile assumerlo tritato dopo averlo aggiunto ad un cucchiaino di dolcificante naturale come lo sciroppo d’acero o lo sciroppo di agave. O, meglio ancora, al miele.

aglioHummus di ceci

Esistono, poi, delle ricette che prevedono l’utilizzo di aglio crudo unito ad altri ingredienti che ne nascondono il sapore inteso. Uno di questi piatti è l’hummus di ceci, una crema di colore chiaro tipica della cucina araba, ma ampiamente utilizzata anche nel nostro paese. In questo piatto, l’aglio da all’hummus il tipico sapore caratteristico, ma allo stesso tempo i ceci contribuiscono ad attenuare gli effetti dell’aglio sull’alito, poiché molto più dolci e delicati.

Salsa guacamole

Stesso discorso vale per un’altra ricetta che utilizza aglio crudo, il guacamole, salsa di origine messicana a base di avocado a cui si aggiungono pomodori, peperoni, cipolla ed appunto aglio. Gli ingredienti mitigheranno il sapore deciso dell’aglio lasciandone però intatte le proprietà benefiche.

Aceto di mele

L’aceto di mele può essere una soluzione utile da abbinare all’aglio ed alle erbe aromatiche, ottima basa per realizzare una salsa per il condimento di alcuni piatti, come ad esempio verdure grigliate, insalate, arrosti, carni alla brace. Olio, aceto di mele, aglio tritato, rosmarino possono essere un buon condimento ottimo anche per la salute.

Estratto secco

Ma se proprio non riuscite a sopportare il sapore dell’aglio e non volete fare a meno delle sue proprietà potete optare per i preparati fitoterapici a base di aglio. Sono reperibili nelle erboristerie e si trovano sotto forma di capsule e di composti a base di estratto secco di aglio. Chiedete all’erborista che di sicuro saprà indicarvi le quantità e le modalità di assunzione a seconda dei vostri problemi di salute.

Frutta esotica: il cocco

Postato il 19/05/2016

Per molti l’estate vuol dire cocco, un frutto fresco che non manca mai sulle nostre spiagge, dove venditori ambulanti offrono a poco prezzo deliziosi bastoncini dalla polpa bianco latte. Nonostante siano in molti ad apprezzarlo, conosciamo davvero il cocco? Il frutto deriva dalla palma da cocco, una pianta della famiglia delle Arecacee tipica dei paesi caldi. Il fusto è sottile e slanciato il cui diametro alla base è di 50–70 cm, mentre è più sottile in cima, circa 25–35 cm. La palma può raggiungere altezze anche di 40 m. La corteccia è di colore grigio, segnata da anelli segno delle foglie e dei racemi caduti. Termina all’apice con una corona di grandi foglie.

Il cocco fa bene alla salute

coccoI frutti sono quelle che comunemente chiamiamo noci di cocco, raggiungono il peso di circa 1 kg e si formano dopo 2 settimane dalla fioritura. Hanno un n guscio strettamente aderente al seme che racchiude. Il seme è costituito dalla polpa della noce. Il cocco, o noce di cocco è ricco di proprietà benefiche per la salute. Questo straordinario frutto è molto apprezzato soprattutto dagli abitanti delle isole del Pacifico che lo considerano un vero e proprio toccasana per la salute. Non a caso la palma da cocco viene soprannominata “Albero della Vita”. Vediamo insieme quali sono i valori nutrizionali di 100 gr di cocco:

Calorie 354

Grassi 33 g

Acidi grassi saturi 30 g

Acidi grassi polinsaturi 0,4 g

Acidi grassi monoinsaturi 1,4 g

Colesterolo 0 mg

Sodio 20 mg

Potassio 356 mg

Carboidrati 15 g

Fibra alimentare 9 g

Zucchero 6 g

Proteina 3,3 g

Vitamina A 0 IU

Vitamina C 3,3 mg

Calcio 14 mg

Ferro 2,4 mg

Vitamina D 0 IU

Vitamina B6 0,1 mg

Vitamina B12 0 µg

Magnesio 32 mg

Ma dalla noce di cocco non si ricava solo il frutto. Aprendone uno ancora verde, al suo interno, è possibile ricavata l’acqua di cocco, una bevanda molto dissetante e ricca di sali minerali. Ma non solo, dal cocco si ottiene anche il latte di cocco, liquido vegetale molto simile per proprietà al latte di mandorle o a quello di riso, e l’olio di cocco, utilizzato come prodotto di bellezza ma anche come ingrediente per cucinare e condire, soprattutto nei paesi orientali. Il cocco è ottimo per la salute soprattutto grazie al suo contenuto di sali minerali. Questo frutto, infatti, è un importante fonte di potassio ma non solo, contiene anche altri minerali come magnesio, rame, fosforo, zinco e ferro. È ricco di zuccheri naturali e amminoacidi. Dona anche un grande apporto vitaminico in particolare di vitamine del gruppo B, della vitamina C, della vitamina E e della vitamina K. La noce di cocco contiene fibre vegetali e acqua, ma anche una parte grassa, che lo rende un frutto molto nutriente e per questo anche molto calorico. Quando lo si assume è bene considerare che che 100 grammi di polpa di cocco, considerando dunque soltanto la parte commestibile, apportano 354 calorie, non poche per un frutto.

coccoTutte le sue proprietà rendono in cocco utile per regolare gli zuccheri nel sangue, abbassare il colesterolo e aiutare l’organismo a mantenere la corretta idratazione, meglio ancora se oltre alla polpa si consuma anche l’acqua di cocco. Mangiare cocco aiuta anche a migliorare la digestione, supporta il sistema immunitario, è utile nella difesa da virus e infezioni e contribuisce a regolare il metabolismo e a mantenere sotto controllo il proprio peso. Inserire questo straordinario frutto nella propria dieta, consente lo sviluppo di ossa e denti forti e sani, aumentando la capacità del nostro corpo di assimilare il calcio e il magnesio. Si ritiene inoltre che il cocco sia in grado di aiutare a prevenire l’osteoporosi, una condizione in cui le ossa diventano fragili e perdono la loro densità e che colpisce soprattutto le donne un po’ più in là con l’età. Ecco quindi che il cocco diventa perfetto per il necessario apporto di calcio nell’organismo, senza dover per forza ricorrere a latte e derivati, soprattutto nei casi in cui si soffre di intolleranze a questi alimenti oppure si segue un regime alimentare, come quello vegano, che non li include. Il cocco, poi, per il suo contenuto di acido laurico, è considerato benefico sia per il sistema nervoso che per il cervello. Ma non solo, il cocco ha altre numerose proprietà:

  1. Uccide i virus che causano l’influenza, herpes, morbillo, epatite C, etc.
  2. Uccide i batteri che provocano le ulcere, le infezioni alla gola, le infezioni del tratto urinario, le malattie delle gengive e delle cavità, polmonite, gonorrea.
  3. Uccide funghi e lieviti che provocano la candidosi, la tigna, il piede dell’atleta, il mughetto, la dermatite da pannolino e altre infezioni.
  4. Espelle i vermi ed ha funzioni vermifughe. Nel lavaggio dei capelli è indicato contro i pidocchi ed altri parassiti.
  5. Fornisce una fonte nutrizionale di energia rapida.
  6. Aumenta l’energia e la resistenza, migliorando le prestazioni fisiche ed atletiche.
  7. Migliora la digestione e l’assorbimento di altri nutrienti come vitamine, minerali e aminoacidi.
  8. Migliora la secrezione di insulina e l’utilizzo di glucosio nel sangue.
  9. Allevia lo sforzo del pancreas aumentando gli enzimi nel corpo.
  10. Riduce i sintomi associati alla pancreatite.
  11. Aiuta ad alleviare i sintomi e ridurre i rischi per la salute associati al diabete.
  12. Riduce i problemi associati alla sindrome da malassorbimento e la fibrosi cistica.
  13. Migliora l’assorbimento di calcio e magnesio e sostiene lo sviluppo di ossa e denti forti.
  14. Aiuta a proteggere contro l’osteoporosi.
  15. Aiuta ad alleviare i sintomi associati alla malattia della colecisti.
  16. Allevia i sintomi associati al morbo di Crohn, colite ulcerosa, e le ulcere gastriche.
  17. Migliora la digestione e la funzione intestinale.
  18. Allevia il dolore e l’irritazione causata da emorroidi.
  19. Riduce l’infiammazione.
  20. Supporta la guarigione del tessuto e la riparazione.
  21. Supporta e rafforza il sistema immunitario.
  22. Aiuta a proteggere il corpo dai tumori del seno e del colon.
  23. Abbassa il colesterolo LDL riducendo il rischio di malattie cardiache.
  24. Protegge le arterie dal danno che provoca l’aterosclerosi e quindi protegge contro le malattie cardiache.
  25. Aiuta a prevenire la malattia parodontale e le carie.
  26. Funziona come antiossidante protettivo.
  27. Aiuta a proteggere il corpo dai dannosi radicali liberi che favoriscono l’invecchiamento precoce e le malattie degenerative.
  28. Migliora l’utilizzo degli acidi grassi essenziali e li protegge dall’ossidazione.
  29. Aiuta ad alleviare i sintomi associati alla sindrome da stanchezza cronica.
  30. Allevia i sintomi associati con iperplasia prostatica benigna (ingrossamento della prostata).
  31. Riduce le crisi epilettiche.
  32. Aiuta a proteggere contro le malattie renali e le infezioni della vescica.
  33. Dissolve i calcoli renali.
  34. Aiuta a prevenire le malattie del fegato.
  35. Supporta la funzione della tiroide.
  36. Promuove la perdita di peso, aumentando il tasso metabolico.
  37. Aiuta a prevenire l’obesità e problemi di sovrappeso.
  38. Applicata sulla cute, aiuta a formare una barriera chimica sulla pelle per allontanare le infezioni.
  39. Riduce i sintomi associati alla psoriasi, eczema e dermatite.
  40. Supporta il naturale equilibrio chimico della pelle.
  41. Ammorbidisce la pelle e aiuta ad alleviare la secchezza e la desquamazione.
  42. Previene le rughe, rilassa la cute e riduce le macchie di età.
  43. Promuove la salute dei capelli.
  44. Assicura la protezione dagli effetti dannosi delle radiazioni ultraviolette del sole.
  45. Aiuta a tenere sotto controllo la forfora.
  46. Non ha effetti collaterali nocivi.

Tantissimi benefici per la salute in un frutto tanto delizioso. Ricordiamo, allora, durante l’estate di non farci mai mancare una fettina di cocco.

Oli essenziali: cosa sono e come si usano

Postato il 13/05/2016

Gli oli essenziali o oli eterici sono prodotti naturali, ottenuti grazie all’estrazione delle essenza da elementi vegetali come erbe e piante officinali, chiamate anche aromatiche. Una volta estratti, si presentano come sostanze oleose, liquide,volatili, e dall’intenso profumo, identico a quello della pianta da cui provengono. Vengono erroneamente chiamati oli, ma di questi non hanno proprio nulla. Infatti non hanno la consistenza spessa e pesante dei classici oli vegetali, come l’olio d’oliva o l’olio di cocco, ma, anzi, sono elementi volatili, solubili in alcol e olio, ma non in acqua. Da una pianta se ne possono estrarre determinate quantità, tutto dipende dalla specie, dal clima e dal tipo di terreno. Perché gli oli essenziali sono tanto preziosi?

Le infinite proprietà degli oli essenziali

oli essenzialiQuando annusiamo il profumo di una pianta, le molecole aromatiche raggiungono la nostra mucosa olfattiva, ricca di cellule. Queste cellule olfattive trasformano l’odore, lo stimolo chimico, in impulso elettrico. Tale impulso raggiunge così il cervello, dove si lega a una precedente impressione olfattiva, richiamando emozioni più o meno belle. Sicuramente vi sarà capitato di sentire un profumo che richiamasse alla memoria un ricordo. È per questo che l’inalazione è l’applicazione più diretta e immediata, in quanto le stimolazioni olfattive sono le sole a passare direttamente nella corteccia cerebrale, senza essere filtrate dal centro recettore del talamo, per un’analisi preliminare. Ecco perche un odore o un profumo è in grado di evocare istantaneamente ricordi estremamente vivi di esperienze vissute, anche molto tempo prima. Su questo principio, si basa una tecnica che si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni, l’aromaterapia, dove gli oli essenziali vengono impiegati per riequilibrare la sfera psichica ed emozionale. Ecco quindi che si parla di bagni aromatici, i suffumigi, saune.

In alternativa, però, possono essere applicati anche mediante massaggi con creme, unguenti e lozioni che contengono oli essenziali. Questo favorisce il loro assorbimento epidermico. Infine, alcune essenze possono essere assunte anche per via interna diluendone 2 gocce nel miele. Nonostante ogni olio essenziale sia dotato di una propria attività specifica, tutti gli oli essenziali hanno proprietà antisettiche e antibiotiche e sono in grado di sostenere le nostre difese immunitarie. Ecco, allora, quali sono gli oli essenziali più diffusi e quali sono le loro funzioni:

Oli essenziali ricavati dai fiori

Olio essenziale di lavandaAntisettico, sedativo, diuretico, antidepressivo, fluidifcante
Olio essenziale di camomillaRilassante, antispasmodico, calmante
Olio essenziale di chiodi di garofanoAntisettico, anestetico, antalgico
Olio essenziale di geranioAntispasmotico, sedativo, riequilibrante
Olio essenziale di Ylang-ylangSedativo, tonico, antisettico
Olio essenziale di malaleuca (albero del tè)Antibatterico, cicatrizzante, antipiretico, immunostimolante

 Oli essenziali estratti dalle bucce

Olio essenziale di arancio dolceAntinfiammatorio, sedativo, antipiretico, depurativo
Olio essenziale di arancio amaroCardiotonico, antinfiammatorio, sedativo, depurativo
Olio essenziale di mandarinoAntidepressivo, calmante, anticoagulante
Olio essenziale di limoneAntisettico, stimolante, antiossidante, antireumatico
Olio essenziale di bergamottoCalmante, antidepressivo, disinfettante

Oli essenziali ricavati dalle foglie

Olio essenziale di abete e di pinoAntisettico, antireumatico, espettorante
Olio essenziale di eucaliptoAntinfiammatorio, febbrifugo, antivirale
Olio essenziale di salviaDisinfettante, antispasmotico, diuretico
Olio essenziale di basilicoAntisettico, antivirale, digestivo
Olio essenziale di mentaDisinfettante, antinfiammatorio, digestivo, rinfrescante

Oli essenziali ricavati dai frutti

Olio essenziale di gineproAnticatarrale, diuretico, antidolorifico
Olio essenziale di vanigliaRilassante, ansiolitico
Olio essenziale di cardamomoDigestivo tonificante

Oli essenziali ricavati dai semi

Olio essenziale di finocchioDigestivo, antispastico, cardi otico, espettorante
Olio essenziale di aniceDigestivo, antispasmotico
Olio essenziale di cacaoTonico, diuretico, antidepressivo

Oli essenziali ricavati dalla radice

Olio essenziale di angelicaDigestivo, stimolante, antisettico, battericida
Olio essenziale di sandaloAntisettico, sedativo, idratante
Olio essenziale di cannellaStimolante del sistema nervoso, antibatterico, tonico
Olio essenziale di zenzeroDigestivo, epatoprotettore, ipotensivo, analgesico

Una volta individuate le proprietà degli oli essenziali cerchiamo di capire, in base al disturbo, qual è l’olio essenziale più adatto per alleviarne i sintomi:

Oli essenzialiAcne: O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, rosmarino,tea tree e calendula. Applicazioni: compresse fredde, acque floreali.

Agitazione e ansia: O.e. di melissa, bergamotto, lavanda vera. Massaggi sul corpo, spalle e collo, bagni caldi, nei diffusori.

Catarro: O.e. di eucalipto, lavanda vera, pino palustre o silvestre, tea tree. Massaggi al petto, inalazioni.

Calli: O.e. di ginepro, limone. Una goccia al giorno sul callo.

Contusioni, strappi, distorsioni: O.e. di lavanda vera. Compresse fredde, applicazione in loco di o.e. in olio vettore.

Dolori agli arti, alla schiena, reumatismi, artrite: O.e. di lavanda vera, camomilla comune o romana, rosmarino. Massaggi, compresse calde, bagni caldi.

Dolori mestruali: O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, salvia sclarea o spagnola. Compresse calde, massaggi al basso ventre.

Eczema: O.e. di camomilla comune o romana, lavanda vera. Applicazioni di olio in olio vettore sulla parte, acqua floreale, bagni tiepidi.

Emorroidi: O.e. di cipresso, achillea millefoglie. Compresse fredde, bagni tiepidi.

Gonfiori addominali: O.e. di finocchio. Massaggiare l’addome in senso orario con o.e.  in olio vettore.

Herpes labiale, foruncoli: O.e. tea tree, bergamotto. Applicazione in olio vettore sulla parte.

Insonnia, stress, tensione: O.e. di melissa, lavanda vera, camomilla romana o comune, fiori d’arancio. Massaggi al corpo, bagni caldi, vaporizzazioni.

Mal di gola: O.e. di timo, issopo, salvia sclarea. Inalazioni.

Mal di testa tensivo: O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, menta piperita. Massaggi alle tempie, compresse fredde alle tempie, vaporizzazioni.

Mal di testa pulsante: O.e. di lavanda vera. Compresse fredde alle tempie.

Punture d’insetto: O.e. di tea tree, il più efficace. Applicazione sulla parte di o.e. in olio vettore.

Raffreddore: O.e. eucalipto, pino palustre o silvestre. Bagni caldi, inalazioni.

Sinusite: O.e. di lavanda vera, pino palustre, tea tree. Inalazioni.

Tosse: O.e. di eucalipto, pino palustre o silvestre. Massaggi al petto, inalazioni.

Tosse cronica: O.e. di issopo. Incenso, mirto. Massaggi al petto, inalazioni.

Vertigini, vomito, nausea: O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, menta. Mettere 1 o 2 gocce sul fazzoletto e inalare.

Gli oli essenziali hanno infinite qualità e per questo è sempre bene averne a portata di mano. Per questo motivo abbiamo pensato di illustrarvi come ottenere in casa gli oli essenziali. Procuratevi le parti aeree di erbe e fiori come basilico o camomilla, oppure bacche di vaniglia o semi di finocchio, con i quali ottenere l’olio. Lavate e asciugate  le erbe con della carta assorbente e procediamo con il primo metodo, quello a freddo. Ciò che occorre è:

  • 250 ml di olio vegetale a scelta (oliva, mandorle dolci, cocco)
  • 1 tazza da 250 ml di foglie, erbe o fiori freschi

Oli essenzialiMettete in un busta di plastica le foglie e i fiori, chiudetela e schiacciante lievemente con l’aiuto di un pestello di legno o un mattarello. Questo serve a stimolare l’uscita dell’olio dalle parti della pianta. Subito dopo mettetele in un vaso di vetro dalla bocca larga e dotato di un tappo di sughero insieme all’olio vegetale a cui le piante officinali cederanno il loro aroma. Conservate il barattolo in un luogo tiepido per almeno 48 ore. Filtrate e conservate il tutto in una bottiglia di vetro scuro dotata di tappo contagocce, perché più comodo. In assenza potete comunque utilizzare un vasetto di vetro scuro. Avete così ottenuto il vostro olio essenziale.

Esiste un metodo alternativo, però, che prevede la cottura in olio delle erbe. In questo caso ciò che occorre è:

  • 250 ml di olio vegetale
  • 1/4 di tazza da 250 ml di foglie, erbe o fiori freschi

Mettete le erbe intatte, cioè senza averle preventivamente schiacciate, nell’olio e ponete il tutto a cuocere a bagnomaria a fuoco lento per 6 ore. Alla fine, fate  raffreddare, filtrate con una garza di cotone e poi trasferite tutto in una bottiglia scura. L’olio essenziale fatto in casa va usato entro 6 mesi dalla realizzazione.

Piatti tipici: le tagliatelle emiliane

Postato il 11/05/2016

Quando si parla di pasta per eccellenza si parla di pasta fatta a mano e tra tutte la più famosa resta quella emiliana. La tradizione culinaria dell’Emilia Romagna fonda le sue radici sulla sfoglia che, da mani esperte, viene poi trasformata in deliziosi formati come le insuperabili tagliatelle. Di certo sono conosciute in tutto il mondo, ma solo in Italia è possibile mangiare tagliatelle fatte secondo tradizione. Pochi ingredienti di qualità è tanto olio di gomito per creare una sfoglia sottile, quasi trasparente, che verrà poi tagliata per ottenere la pasta vera e propria. La storia delle tagliatelle emiliane non è molto chiara e questo ha dato adito a numerose leggende e dicerie.

L’origine delle tagliatelle emiliane

tagliatelle emilianeLa nostra cucina, quella italiana, è ricca di cibi legati alla tradizione che hanno alle spalle storie curiose più o meno veritiere. Un tempo, per dare maggiore autorevolezza ai piatti gastronomici si era soliti legare la loro invenzione a personaggi illustri o blasonati. Un esempio su tutti quello delle tagliatelle. Secondo la più diffusa leggenda che le riguarda, nel lontano 1931, l’umorista bolognese Augusto Majani decise di nobilitare la famosissima pasta all’uovo legandone l’origine ad una delle donne più famose e discusse della storia: Lucrezia Borgia. Il Majani narrò che nel 1487, Giovanni II di Bentivoglio, a quel tempo signore di Bologna, chiese al suo cuoco personale, Mastro Zefirano, di organizzare una cena maestosa in onore di Lucrezia, che sarebbe stata ospite in città. La nobildonna era diretta a Ferrara per sposare il Duca Alfonso D’Este. Vista la richiesta, il cuoco si dedicò anima e corpo all’impresa e diede vita ad un banchetto sontuosissimo, dove, tra cibi di ogni tipo, non passò inosservato un nuovo ed originale tipo di pasta. Questa venne ricavata tagliando le tradizionali lasagne e creando lunghe strisce dorate, in onore dei biondi e lunghi capelli della futura sposa. È così che nacquero le celebri tagliatelle.

Probabile non c’è nulla di vero in questa storia, ma sta di fatto che dall’inizio del XX secolo le tagliatelle fanno la loro comparsa sulle tavole italiane. Il 16 aprile 1972 la Confraternita del tortellino insieme all’Accademia italiana della cucina hanno depositato, presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, la ricetta e la misura della vera tagliatella di Bologna. non si sono limitati a questo, un esemplare della vera tagliatella realizzato in oro è esposto in una bacheca presso la Camera di Commercio. Le misure della tagliatella cotta devo essere di 8 millimetri di larghezza, equivalenti a ca. 7 mm da cruda. La misura corrisponde alla 12.270a parte della Torre degli Asinelli, celebre monumento bolognese. Per quanto riguarda lo spessore non è stato stabilito con precisione, comunque dovrebbe aggirarsi intorno ai 6 e gli 8 decimi di millimetro. La tradizione romagnola vuole le tagliatelle abbinate al più ricco e prelibato condimento: il ragù bolognese preparato con polpa di maiale, vitello e manzo. Ciò non toglie che possano essere utilizzati anche altri tipi di condimento come prosciutto, sugo di pomodoro, funghi di bosco, tartufi, frutti di mare, piselli e altro. La nostra cucina è estremamente variegata e le tagliatelle si prestano a molti tipi di companatico. In altre regioni d’Italia, come nel Lazio, le tagliatelle vengono chiamate fettuccine e sono leggermente più sottili. L’unico vero condimento per le fettuccine è il ragù, questo stabilisce la tradizione.

Nelle Marche, invece,  le tagliatelle si condiscono con vari tipi di sugo, tra cui quello preparato con carne di papera, poco diffuso nel resto della penisola, ma caratteristico della terra marchigiana. In diverse altre parti del Veneto, soprattutto nella provincia di Belluno, sono usate per la preparazione della Pasta e fasoi, variante locale della pasta e fagioli. Nell’ottobre del 1982 la delegazione di Bologna dell’Accademia italiana della cucina ha depositato presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna la ricetta ufficiale del ragù bolognese, eccola per voi:

Ingredienti

  • 500 gr di carne di suino macinata
  • 500 gr di carne bovina macinata non magra
  • 150 gr di pancetta
  • 100 gr di mortadella
  • 50 gr di sedano
  • 60 gr di cipolle
  • 50 gr di carote
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 200 gr di vino rosso
  • 2 l di acqua
  • 5 gr di sale

Preparazione

tagliatelle emilianePer preparare il ragù alla bolognese si inizia dal soffritto. Prendete il sedano, eliminate i filamenti legnosi, lavatelo e tagliatelo in piccoli cubetti. Fate la stessa cosa con la carota e con la cipolla. Una volta tritate le verdure passate a tagliare a cubetti sia la pancetta che la mortadella e passatele nel mixer fino a triturarle bene. Scaldate in una pentola capiente un filo d’olio, quindi aggiungete il sedano, la cipolla, la carota ed il composto di pancetta e mortadella tritati precedentemente. Fate rosolare il tutto per circa una decina di minuti. A questo punto aggiungete i due tipi di carne macinata e fate rosolare ben bene per almeno 10 minuti, continuamente in modo da non lasciare in pentola pezzi troppo grandi di carne. Quando i liquidi rilasciati dalla carne durante la cottura saranno completamente asciugati, sfumate con il vino rosso. Fate asciugare di nuovo, lasciando evaporare tutta la parte alcolica e aggiungete la passata di pomodoro. Aggiungete circa 1 litro di acqua e lasciate cuocere a fuoco dolce, mescolando di tanto in tanto. Quando l’acqua si sarà asciugata, aggiungete un altro litro di acqua e riprendete la cottura fino a farla asciugare nuovamente. A fine cottura, correggete di sale e pepe e utilizzate il vostro ragù alla bolognese per condire tagliatelle all’uovo.

Il ragù bolognese può essere conservato in frigorifero, chiuso in un contenitore ermetico, per 2-3 giorni al massimo. In alternativa potete sempre congelarlo.

Preparare un ottimo ragù non è cosa semplice e di certo non è veloce, ma il risultato sarà straordinario soprattutto se condirà tagliatelle fatte a mano. Ecco come si preparano le vere tagliatelle emiliane secondo tradizione:

Ingredienti

  • 300 gr di farina 00
  • 3 uova

Preparazione

La prima cosa da fare è setacciate la farina in una capiente ciotola, poi aggiungete le uova. A questo punto lavorate gli ingredienti con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo. Continuate a lavorare l’impasto su un ripiano leggermente infarinato per almeno 10-15 minuti fino ad ottenere una consistenza liscia ed elastica. Volendo potete evitare la fase della ciotola e creare una fontana con la farina direttamente sulla spianatoia. Dopo aver amalgamato e lavorato l’impasto, formate una palla e avvolgetela nella pellicola trasparente. Questo impasto dovrà riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti prima di essere lavorato. Trascorso il tempo necessario, rimuovete la pellicola e dividete l’impasto in due parti, in questo modo sarà più semplice stenderlo. Esistono due possibilità a questo punto. Quella più pratica prevede l’utilizzo della macchina per tirare la sfoglia. Passando più volte la pasta all’interno otterrete un foglio dello spessore desiderato. All’ultimo passaggio, impostate la macchina per ottenere le tagliatelle, quindi con il rullo rigato, e passatevi le sfoglie che avete realizzato. A mano a mano che realizzate le tagliatelle, infarinatele leggermente e stendetele. È possibile sia cuocerle subito, che farle seccare per qualche ora prima della cottura. Il secondo metodo, però, è quello utilizzato dalle massaie emiliane e, quindi, la vera tecnica per realizzare le vere tagliatelle. Ecco come fare: stendete la metà del panetto con un mattarello piuttosto lungo. Ad ogni passaggio arrotolate la sfoglia sul mattarello e srotolatela dall’altro verso; continuate così a stenderla accuratamente fino ad ottenere una sfoglia sottile. Questo lavoro richiederà più tempo e più fatica, ma il risultato ne varrà la pena. Una volta ottenuta una sfoglia di uno spessore di pochi millimetri, cospargete la superficie di farina e fate riposare la sfoglia per qualche minuto. Poi arrotolatela in maniera molto stretta per creare un rotolo. Tagliate il rotolo di pasta a fettine di circa mezzo cm di spessore. Allargate le tagliatelle e mettete ad asciugare per qualche ora prima di cuocerle.

tagliatelle emilianeLa tagliatelle crude possono essere congelate: riponetele su un vassoio i nidi di pasta ben distanziati e poi metteteli in congelatore per farli indurire un paio d’ore. Quando saranno congelati, metteteli in sacchetti gelo e riponeteli nuovamente in congelatore. Quando li dovrete utilizzare lessateli direttamente da congelati in acqua bollente.

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