Il Mangostano e le sue proprietà

Probabilmente avrai già letto qualcosa ma forse non ti ha ancora convinto o magari hai ottenuto qualche informazione parlando con gli amici o leggendo qualche rivista.
Beh, posso anticiparti che non ho alcuna intenzione di essere ripetitivo.

Non voglio convincerti di nulla, non voglio venderti alcun prodotto affermando che le sue proprietà benefiche e curative siano senza eguali. Il mio compito, come informatore, è solo quello di spiegarti quali sono le proprietà del mangostano.

Il mangostano, anche se probabilmente già lo saprai, è un frutto. Le varie popolazioni lo usavano per qualunque cosa: problemi intestinali, cura di gengiviti, tonico e addirittura tagliato a fette e posto su una parte dolorante (ma non si usava la bistecca?).

Sì, difficile contare gli svariati usi del mangostano da parte delle tribù indigene, ma credo che questo sia di poco rilievo visto che può portarci su un’unica direzione: confonderti le idee!

Il mangostano ha solo la proprietà di combattere lo stress ossidativo e ostacolare i processi infiammatori presenti nel tuo organismo.

Personalmente non sono a conoscenza che possa fare altro.

Il frutto del mangostano può avere favolose proprietà antiossidantiQuindi, se in questo momento non hai alcuna infiammazione in atto e il tuo livello di stress ossidativo è sotto controllo, allora, è inutile che tu continui a leggere. Se vuoi saperne di più, invece, ti consiglio di leggere qualcosa sugli...

ATTENZIONE: Se sai già tutto sul mangostano e vuoi provare i suoi effetti benefici, allora scopri di più sulla purea di mangostano.

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Il dizionario del vegetariano

Postato il 28/08/2014

Il vegetariano è chi, per scelta o per bisogno, sceglie di escludere rigorosamente dalla propria dieta alimentare carni di qualsiasi animale. Per chi si avvicina a questo “stile di vita” può risultare difficile sostituire le sostanze nutritive, soprattutto le proteine, contenute nella carne con altri alimenti. Ma, ormai, grazie anche alle conoscenze di molti messe a disposizione per i neo vegetariani, non è più così problematico.

Il dizionario del vegetariano, per chi vuole saperne di più.

Dizonario del vegetarianoLegumi di ogni tipo sostituiscono la carne ed il pesce sulle tavole dei vegetariani. Ma, non tutti sanno che esistono altri prodotti in grado di fornire un notevole apporto di sostanze nutritive al pari degli alimenti che si è scelto di escludere dalla

propria alimentazione.

Per questo motivo abbiamo deciso di proporvi un piccolo dizionario del vegetariano. In seguito troverete informazioni utili non solo sugli alimenti sostitutivi della carne ma anche di quei termini, ormai entrati a far parte della vita del vegetariano, che potreste avere difficoltà ad identificare, soprattutto per quanti hanno da poco deciso di modificare la propria dieta.

Alghe: Nori, wakame, hiziki, dulse ed altre sono spesso consigliate per chi non vuole consumare cibi di origine animale. Si ritiene contengano elevate quantità di Sali minerali e vitamina B12. Spesso, però, queste sostanze scarseggiano o non sono affatto presenti nei prodotti acquistati a prezzi molto elevati. La lavorazione e l’essiccazione posta alla perdita di sali minerali e vitamine riducendo l’alga a qualcosa di per nulla sostanzioso. Nessun apporto quindi, o quasi, alla vostra dieta come hanno comunicato molte associazioni vegetariane.

Anemia: è una patologia che spesso colpisce quanti hanno l’emoglobina nel sangue al di sotto del range di normalità. Questa malattia è spesso stata erroneamente associata ad una scarsa assunzione di carni e, di conseguenza, si è ritenuto i vegetariani ad elevato rischio anemia. Niente di più sbagliato. Ne soffrono anche assidui consumatori di carne rossa ed è, in realtà, legata ad un’alimentazione sbagliata, a diete drastiche o a fattori genetici.

Biologico: spesso si lega questo termine al vegetarianismo ma, in realtà, tutti gli alimenti, compresi carne e uova, dovrebbero essere biologici. Ma cosa significa biologico? Un alimento è da considerarsi biologico se nella sua produzione o allevamento non vengono utilizzati farmaci, ormoni e antibiotici. Di sicuro è più facile trovarli nelle carni poiché assunti da animali malati per essere curati. Ma, spesso, vengono utilizzati anche per aumentare la produzione e le dimensioni di frutta e verdura. Per questo motivo, è sempre bene scegliere alimenti liberi da queste sostanze. Ricordate, però, che con il termine bio, a volte, vengono definiti alimenti che bio non sono. Controllate bene le etichette e la provenienza dei cibi che consumate.

vegetariano“Carne” di soia: è composta da proteine di soia generalmente trattate con prodotti chimici e solventi. Spesso chi inizia una dieta vegetariana è portato ad optare per prodotti di questo genere. Statene alla larga! Preferite, invece, legumi come lenticchie e ceci che sono ricchi di acidi grassi polinsaturi, fibre e polifenoli. Inoltre, la cosiddetta “carne” di soia deve essere comunque associata a questi alimenti ben più nutritivi per poter essere davvero valida. Per cui perché spendere soldi per qualcosa che è solo all’apparenza simile alla carne?

Fish-vegetarian: non rientrano nella categoria dei vegetariani così come la considerano i veri puristi. Si definiscono fish-vegetarian quanti evitano il consumo di carne di terra come pollo, maiale o vitello ma mangiano pesce e crostacei.

Germe di grano: rientrano tra gli alimenti poco noti ma che, per chi inizia ad avvicinarsi al modo del vegetarianismo, è importante conoscere. Sono ricche di vitamina E, molte vitamine del gruppo B, zinco, ferro, magnesio ed acidi grassi essenziali. Si possono usare nello yogurt o per arricchire insalate e minestroni. Evitate, però, l’olio di germe di grano che si deteriora con facilità.

Integratori: consumati spesso senza controllo da quanti hanno deciso di non mangiare più carne. Ve ne sono di ogni tipo: sali minerali, vitamine, aminoacidi isolati, estratti, principi attivi e chi più ne ha più ne metta. Ma, essendo sostanze isolate, risultano inefficaci se non addirittura dannosi. Quindi, è sempre preferibile assumere queste sostanze attraverso quegli alimenti vegetali che ne sono ricchi.  

Latte di soia: usato soprattutto da chi ha intolleranze al lattosio, può rientrare nella dieta del vegetariano. Ricordate, però, che non ha aminoacidi, sali, vitamine, vitamina D, vitamina B12, iodio e calcio assimilabile ed il suo sapore non ha nulla a che vedere con il latte vaccino.

Quinoa: ricco di lisina può, però, per alcuni soggetti, essere sconsigliato l’uso abbondante e regolare. Meglio optare per legumi e cerali come avena, grano saraceno, orzo e farina integrale che non hanno controindicazioni.

Seitan: è glutine di grano. L’apporto proteico è piuttosto basso quindi va sempre associato a uova, legumi o latticini. È possibile acquistarlo in negozi specializzati a costi piuttosto elevati oppure realizzarlo in casa, magari con l’aggiunta di sostanze che ne arricchiscano l’apporto nutrizionale.

Tofu: conosciuto anche come “formaggio” di soia si ottiene dalle proteine cagliate del seme di soia. Il sapore è piuttosto insipido per questo motivo viene spesso cucinato con legumi, riso e cereali.

Queste sono solo alcuni dei termini in cui vi imbattere se deciderete di avvicinarvi alla dieta vegetariana. Come abbiamo visto, molti dei prodotti sostitutivi di carne e pesce, sono costosi e carenti si quelle sostanze che andrebbero assimilate avendo eliminato i cibi animali. Consigliamo, quindi, un bel piatto di legumi decisamente più sostanzioso e nutriente. 

I 3 frutti dell’estate: anguria, albicocca e pasca

Postato il 18/08/2014

Con il caldo molti di noi preferiscono mantenersi leggeri, abbandonare i pranzi abbondanti tipici delle stagioni più fredde e optare per qualcosa di sì gusto ma fresco e leggero: la frutta. Ormai, però, sulle bancarelle è possibile trovare frutta di ogni tipo, anche non di stagione. Spesso i frutti fuori stagione, coltivati in serra o importati, risultano poco gustosi.

I 3 frutti dell’estate, economici e saporiti.

Per questo motivo è sempre bene sapere qual è la frutta di stagione per poter consumare un prodotto genuino, saporito e soprattutto delle nostre terre. Inoltre la frutta di stagione la si trova a prezzi di  molto ridotti rispetto al resto dei prodotti. Un aiuto alla natura e al nostro portafoglio.

Ecco, quindi, i 3 frutti dell’estate, quelli che non devono mancare sulle vostre tavole, quelli che saranno perfetti per una macedonia da consumare come pasto unico in questi giorni di caldo e afa.

Anguria

i 3 frutti dell'estate

L’anguria è tra i frutti più amati dell’estate. Ricca di acqua aiuta a mantenere il nostro corpo idratato e disseta. Il nome scientifico è Citrullus lanatus ma noi la conosciamo come anguria o cocomero, è una pianta della famiglia delle Cucurbitaceae, originariamente proveniente dall'Africa tropicale. L’anguria è una pianta annuale, con fusto rampicante, foglie grandi e frutto di grandi dimensioni,  rotondo oppure ovale che può raggiungere anche i 20 kg di peso.

Esternamente è verde e liscio con striature e chiazze bianche o gialle. David Livingstone, un famoso esploratore dell'Africa, nei suoi viaggi scoprì che l'anguria cresceva abbondante nel deserto del Kalahari, dove si ritiene abbia avuto origine. Lì il frutto cresce selvaggio ed è conosciuto come Tsamma.

Non è ben chiaro quando sia iniziata la coltivazione dell'anguria ma, attestato da alcuni geroglifici, sembra che i primi a crescere piante di anguria siano stati gli egiziani più di 5000 anni fa. Nel X secolo d.C. l'anguria era coltivata in Cina, che attualmente risulta essere il primo produttore mondiale. Giunse in Europa, però, solo 2 secoli dopo.

La polpa dell'anguria, dal colore rosso intenso e ricca di semi, è composta per oltre il 90% di acqua. Nel suo succo, però, si trovano anche zuccheri e vitamine A, C, B e B6. Ma vediamo nel dettaglio la composizione di questo frutto tipicamente estivo:

  • Proteine: 0,6 mg
  • Grassi: 0,15 mg
  • Carboidrati: 7,55 g
  • Fibre: 0,4 g
  • Calcio: 7 mg
  • Sodio: 1 mg
  • Potassio: 112 mg
  • Magnesio: 10 mg
  • Fosforo: 11 mg

L’anguria è davvero poco calorica, contiene, infatti, circa 30 kcal per 100 grammi di prodotto.

L’anguria è consigliata a chi soffre di ipertensione e malattie cardiache grazie alla presenza, nella sua polpa, di citrulina. Inoltre, abbassa i livelli di colesterolo nel sangue e migliora la qualità del sonno stimolando la produzione di serotonina.  

Albicocca

L'albicocca è il frutto dell'albicocco il ci nome scientifico è Prunus armeniaca, appartenente alla famiglia delle Rosacee, la stessa famiglia e genere di frutti quali la ciliegia, la pesca e la prugna. Il frutto cresce su alberi con tronco e rami sottili che possono raggiungere i 12-13 metri allo stato selvatico. L’albicocca è un frutto di piccole dimensioni dalla buccia pelosa e la polpa carnosa, con un nocciolo duro all’interno.

La pianta dell’albicocco è originaria della Cina nordorientale, nelle zone al confine con la Russia. La sua origine risale a più di 4000 anni fa. Dall’Oriente si estese lentamente verso l'Asia centrale fino a raggiungere l’Armenia, da cui prese il nome, dove, si racconta Alessandro Magno la scoprì. Ma furono i Romani ad importarla in Italia e in Grecia nel 70-60 a.C. Ma chi diffuse questo frutto nell’intero bacino del Mediterraneo furono gli Arabi, infatti Albicocco deriva dalla parola araba Al-barquq.

L'albicocca è uno de i 3 frutti dell'estate ed è ricca di vitamina B, C, PP, ma soprattutto di carotenoidi. Contiene elevate quantità di vitamina A che protegge le superfici dell'organismo, interne ed esterne.

L’albicocca è composta da:

  • Proteine: 1,4 mg
  • Grassi: 0,39 mg
  • Carboidrati: 11,12 g
  • Fibre: 2 g
  • Calcio: 13 mg
  • Sodio: 1 mg
  • Potassio: 259 mg /100gr
  • Magnesio: 10 mg
  • Fosforo: 23 mg

 Il consumo di albicocche è indicato per chi soffre di secchezza della pelle e delle mucose respiratorie, digerenti e urinarie, di rottura delle unghie, di capelli fragili e opachi, di fragilità ossea. Il frutto ha un contenuto di 28 calorie ogni 100 grammi di peso. 

Pesca

Il pesco, il cui nome scientifico è Prunus persica è una specie del genere Prunus che produce un frutto commestibile chiamato pesca. Le pèsche sono frutti carnosi e zuccherini, hanno la buccia di colore giallo-rossastra che può essere sottile e vellutata o liscia. La polpa è succosa e dal profumo intenso che, a seconda della varietà, può essere gialla o bianca con venature rosse.  

Il pesco è un albero originario della Cina, dove è da sempre ritenuto simbolo d'immortalità. Dall’oriente questa straordinaria pianta arrivò in Persia e da lì giunse in Europa. È proprio dalla  Persia che deriva il nome della specie. Il frutto della pesca arrivò a Roma nel I secolo d.C. e grazie ad Alessandro Magno si diffuse in tutto il bacino del Mar Mediterraneo, proprio come le albicocche.

Anche la pesca, come molti frutti tipicamente estivi, contiene vitamine come la A, C, B1, B2 e altre sostanze nutritive come fosforo, potassio, magnesio, zolfo, ferro, manganese che vediamo nel dettaglio:

  • Proteine: 0,91 mg
  • Grassi: 0,39 mg
  • Carboidrati: 11,12 g
  • Fibre: 2 g
  • Calcio: 13 mg
  • Sodio: 1 mg
  • Potassio: 259 mg /100gr
  • Magnesio: 10 mg
  • Fosforo: 23 mg

La pesca contiene un acido molto simile all'acido citrico, che ha la proprietà di eliminare le tossine e che la rende particolarmente indicata per chi ha problemi di digestione e di circolazione. Inoltra, ha proprietà lassative e soprattutto diuretiche, giova a chi soffre di costipazione intestinale e di stipsi, e a chi ha problemi di insufficienza renale o di calcoli urinari. Aiuta anche a limitare la traspirazione per cui è perfetta in questo periodo particolarmente caldo dell’anno. Contiene soltanto 39 kcal ogni 100 g di frutto. 

Agrumi: tutta salute!

Postato il 04/08/2014

Gli agrumi hanno innumerevoli proprietà sconosciute a molti. Per agrumi si intendono tutti quei frutti che appartengono alla famiglia delle Rotuceae di cui fanno parte i generi del Citrus tra cui si annoverano gli agrumi più conosciuti come arancio, arancio amaro, limone, pompelmo, mandarino, pomelo, cedro, clementina, bergamotto, chinotto, combava, limetta. Il termine Citrus deriva dal sapore “acre” tipico dei frutti di queste piante. Così come quasi tutti gli agrumi, quelli appartenenti a questo genere  hanno origine nell'Asia sudorientale, nello specifico IndiaPakistanBirmania, fino alla Cina Meridionale, Thailandia, Malaysia ed anche Filippine e Indonesia. La coltivazione del Citrus risale a tempi antichissimi, circa 3000 anni fa, soprattutto per estrarne i profumi e per scopi ornamentali, fiori e frutti di queste piante hanno colori e forme davvero straordinari.

Solo dopo si è passati al consumo alimentare di questi agrumi. Nonostante i luoghi di provenienza di arance, limoni, bergamotto siano i più svariati, oggi si coltivano soprattutto nell’area mediterranea, in Medio Oriente, in Brasile, in FloridaCaliforniaCaraibi, ma anche in SudafricaMozambicoAustralia. L’Italia è famosa per le sue immense coltivazioni di arancelimonimandarini e clementine.

Agrumi

Ma cos’hanno di così straordinario gli agrumi?

La parte commestibile delle piante di agrumi sono i frutti. La forma è tondeggiante, in alcuni casi, però, è leggermente schiacciata alle estremità, e diventa un po’ allungata ed appuntita nel caso, per esempio, del limone. La buccia ha un colore che varia dal giallo, al verde, al rosso, all’arancio. Si presenta rugosa all’esterno e spugnoso all’interno. All’interno il frutto è succoso e diviso in spicchi.

Sono frutti particolarmente ricchi di proprietà benefiche. Per semplificare il tutto e potervi dare un quadro d’insieme, vogliamo mostravi una tabella con i più importanti principi attivi degli agrumi:

Acido citrico

Il succo di limone ne contiene il 5-7% e l'arancia l'1% circa, ma è presente anche in quasi tutta la frutta, nei funghi, nel vino e persino nel latte. È un importante elemento nel processo di assorbimento dei carboidrati. Inoltre favorisce l’assorbimento del ferro e riduce il rischio di calcoli renali. Ha anche una leggera azione battericida ed antiartritica.

Vitamina B

Utilissima in caso di scarso appetito ed inappetenza oppure per irregolarità intestinale e cattiva digestione. Questa vitamina viene spesso prescritta anche per curare bruciori ed infiammazioni o stress, cefalea e malumore.

Vitamina C

Tra le vitamine maggiormente contenute in rutta e verdura, quella C è in grado di facilitare l'assorbimento di ferro, inoltre interviene nella produzione di collagene, una sostanza che costituisce la struttura di muscoli,ossa, cartilagini e tessuti, ha effetto antiossidante e protegge la pelle dai raggi ultravioletti.

Vitamina D

Favorisce l’assorbimento e il metabolismo di calcio e fosforo, riduce il rischio di avere raffreddori, mineralizza le ossa. Spesso viene utilizzata durante le diete per favorire la perdita di peso e, secondo studi recenti, sembra influire sul ripristino dell’agilità mentale degli anziani.

Antiossidanti

Sono sostanze chimiche come molecoleioni, radicali o agenti fisici che rallentano o prevengono l'ossidazione di altre sostanze che causa la produzione di radicali liberi. I radicali liberi velocizzano l’invecchiamento e il deterioramento delle cellule.

Magnesio

È disponibile in numerosi alimenti, non solo negli agrumi e si ritiene possa alleviare i sintomi tipici della depressione come disturbi del sonno, stati d’ansia ed irritazione. Aiuta il corpo a metabolizzare i carboidrati, a curare patologie respiratorie come l’asma e migliorano l’apprendimento e la memoria.

Betacarotene

Presente in frutta e verdura rossa, vanta proprietà antiossidanti, contrastando l'insorgere dei radicali liberi, studi stanno anche valutando la sua utilità contro la comparsa del cancro e malattie a carico dell'apparato cardiovascolare. Favorisce, e questo forse lo sappiamo tutti, la produzione di melanina che permette alla pelle di colorarsi a contatto con il sole.

Questo sono solo alcune delle innumerevoli quantità di proprietà di cui gli agrumi possono vantarsi.

Ma il vero re degli agrumi è il limone. Studi recenti, infatti, hanno dimostrato che il frutto color dell’ora ha poteri quasi miracolosi. Ecco quali sono:

  • stimola la produzione della bile da parte del fegato, necessaria nel corso della digestione; 
  • ha un effetto depurativo e diuretico; stimola il sistema immunitario;
  • contribuisce a ridurre i livelli di acidità del sangue;
  • aiuta a contrastare i danni provocati dai radicali liberi e la formazione delle rughe;
  • contribuisce all'idratazione dell'organismo e supporta il sistema linfatico;
  • può stimolare la perdita di peso.

Agrumi

Proprio per sfruttare al massimo tutte queste proprietà si consiglia di consumare, ogni mattina, appena svegli, un bicchiere d’acqua tiepida mescolato al succo di un limone, possibilmente biologico e non trattato.

Ma l’uso degli agrumi è davvero variegato. Di recente, infatti, è nato il progetto Orange Fiber, ideato da Adriana Santanocito e Enrica Arena. L’idea partorita da queste due menti brillanti che poi è alla base del loro progetto è quella di realizzare tessuti estraendo la cellulosa presente negli scarti delle arance. Ma non saranno semplici tessuti, anzi. I capi d’abbigliamento realizzati con questi tessuti saranno vitaminici e tonificanti per la pelle. Così come i grandi marchi come Yamamay, Yves Saint Laurent, Nivea anche loro vogliono ottenere l’obiettivo di abiti di classe ma che al contempo tonifichino e facciano dimagrire. Innumerevoli premi hanno insignito le nostre conterranee e la loro innovativa ed originale idea di moda eco sostenibile

 

L’abbronzatura vien mangiando: i cibi che la favoriscono

Postato il 31/07/2014

Mangiare frutta e verdura fa bene alla salute, ce lo sentiamo ripetere da quando siamo bambini. Tutto vero ma, esistono alcuni ortaggi e frutti che oltre a fare bene alla salute sono in grado di migliorare la qualità della nostra abbronzatura. Strano vero? Eppure alcune sostanze in esse contenute permettono alla pelle di “assorbire” i raggi solari e colorarsi in tempi ridotti ed in tutta sicurezza aiutando a prevenire l’invecchiamento precoce.

Quali sono le sostanze che favoriscono l’abbronzatura e in quali alimenti possiamo trovarle?

Abbronzatura

Betacarotene

Il betacarotene è una provitamina terpenica contenuta soprattutto nei frutti rossi che stimola la produzione di melanina e svolge una funzione anti ossidante che rende la pelle più elastica e riduce i segni del tempo. Questa straordinaria sostanza la troviamo in asparagi, albicocche, anguria, carote, cavolfiore, ciliegie, fragole, indivia, lamponi, lattuga, melone, papaia, patata dolce, peperoni gialli e rossi, pesche, pomodori, spinaci, verza e zucca.

Vitamine A, C ed E

Queste vitamine sono potenti antiossidanti ma non solo, permettono il rapido assorbimento del betacarotene favorendo un’abbronzatura naturale e duratura. Troviamo queste vitamine in alimenti come anacardi, bietole, broccoli, germe di grano, olio di germe di grano, mandorle, nocciole, noci, olio di oliva, spinaci e zucchine.

Aminoacidi essenziali

Rientrano in questa categoria la fenilalanina, metionina, leucina, isoleucina, lisina, valina, treonina, triptofano. Sono fondamentali per nutrire la pelle e proteggerla dai fattori esterni come i raggi UV pur permettendo al nostro corpo di acquisire quel colorito dorato a cui tutti aspiraiamo durante la belle stagione. Possiamo trovarli nei legumi abbinati ed i cereali come possono essere pasta e fagioli, orzo e ceci, cous cous con piselli.

Vitamina PP

Interviene per ridurre le infiammazioni eventualmente causate dall’eccessiva esposizione al sole. Quando ci scottiamo queste vitamine permettono la riduzione del rossore e del fastidio ad esso legato. La vitamina PP la troviamo nelle albicocche, banane ed arachidi.

Abbiamo nominato un’infinità di alimenti atti a rendere l’abbronzatura più intensa e duratura ma, ecco la classifica, stilata dalla Coldiretti, dei dieci cibi che vi consigliamo di consumare durante l’estate per migliorare la vostra tintarella ma anche proteggere l'organismo dal caldo estivo:

  1. Carote
  2. Insalate
  3. Cicoria
  4. Lattughe
  5. Meloni
  6. Peperoni
  7. Pomodori
  8. Albicocche
  9. Fragole
  10. Ciliegie

Ma il semplice consumo di frutta e verdura non sempre è sufficiente. Per questa ragione ecco alcuni semplici consigli da seguire per ottenere un colorito invidiabile.

  • Bevete almeno 2 litri di acqua al giorno per mantenere l’organismo ben idratato.
  • Integrate l’assunzione di sali minerali con integratori, se fosse necessario. Con il sudore si tendono a perdere quantitativi elevati di sali minerali fondamentali per le funzioni biologiche del corpo umano.
  • Consumate la verdura cruda o cotta al vapore perché cuocendola diversamente rischierete di eliminare tutte le sostanze nutritive che rendono questi alimenti così salutari.
  • Evitate di bere alcolici o bibite gassate o ricche di zuccheri che oltre ad essere poco salutari non aiutano a combattere il caldo. Per questo sono da preferire spremute e succhi di frutta possibilmente biologici e senza l’aggiunta di zuccheri.
  • Preferite, come condimento l’olio d’oliva che aiuta l’assorbimento del betacarotene favorendo la produzione di melanina e di conseguenza facendoci abbronza di più.
  • Mangiate poco e spesso ed evitate pranzi e cene troppo abbondanti.

 Ma la frutta e la verdura non aiutano l’abbronzatura soltanto se ingeriti, esistono degli impacchi proprio a base di alimenti naturali e biologici che permettono all’abbronzatura di fissarsi meglio e ad alleviare il rossore causato dell’eccessiva esposizione al sole.

Maschera al melone

Prendete due fette di melone abbastanza grandi, meglio sei il frutto è ben maturo, e con l’aiuto di una forchetta schiacciatelo rendendolo quasi una crema. Aggiungete un paio di cucchiai di latte in polvere. Con l’aiuto di un mixer frullate il tutto con cura in modo da ottenere una crema compatta ed omogenea. Unitevi  3 cucchiai di germe di grano e mescolate con delicatezza in modo da non rompere i granuli di germe di grano. Inumidite il volto e applicate il composto. Lasciatelo in posa per circa 10 minuti durante i quali vi occuperete di massaggiare con delicatezza il viso con movimenti circolari. Risciacquate con abbondante acqua fredda. Il viso sarà fresco e luminoso.

Maschera alla carota

Iniziate preparando un infuso di camomilla con due bustine e dell’acqua calda. Intanto, a parte, lavate, pulite e riducete a tocchetti una carota o due. Lessateli fino a quando non saranno morbidi. Unite i tocchetti di carota e l’infuso di camomilla e frullate. Aggiungete del miele, non più di due cucchiai, e dello yogurt bianco e mescolate attentamente. Stendete l’impacco su viso e collo e massaggiate. Trascorsi 10 minuti risciacquate.

Ecco, quindi, come la frutta e la verdura oltre a far bene alla salute aiuta anche ad abbronzarsi proteggendo la pelle e non danneggiandola. Per questa ragione si consiglia di consumare questi alimenti tutto l’anno, non solo d’estate, in modo da preparare corpo ed organismo alla tintarella estiva

Tutta la verità su calcio, ossa e latte…

Postato il 24/07/2014

Il latte contiene il calcio, il calcio fa bene alle ossa. Siamo sicuri che è tutto vero? Ecco una scomoda verità sul calcio (e sul latte), che forse non immaginavi neppure...

1. Perché il calcio è importante

Prima di svelarti la verità, voglio chiarire perchè il calcio è così importante per il corpo umano.
Le tue ossa sostengono l'intero tuo corpo, ma forsenon sai che esse possono anche essere considerate come "serbatoi" di calcio: in altre parole, il corpo mantiene giornalmente  i livelli corretti di calcio perciò, se non stai ricevendo il calcio dalla dieta, l'organismo lo "preleva" dalle ossa per sostenere altre funzioni più importanti per la sopravvivenza immediata. 
Il calcio infatti è ecessario per il corretto funzionamento di muscoli e nervi, e sorprendentemente, il calcio facilita la comunicazione tra il cervello e ogni parte del tuo corpo. Il calcio gioca anche un ruolo nel sistema circolatorio mediando l'espansione e la costrizione dei vasi sanguigni (vasodilatazione e vasocostrizione). 

Dunque, se il tuo apporto nutrizionale non compensa il calcio che viene perso dal tuo corpo, col tempo saranno le ossa a perdere questo prezioso elemento, divenendo così meno dense e co più probabilità di rompersi. Si tratta in sostanza del rischio di osteoporosi: è una malattia comune nei paesi occidentali, in particolare nelle donne in postmenopausa, ed è anche una delle principali cause di fratture negli anziani.

2. La scomoda verità:  le diete ad alto contenuto di proteine animali ed i cibi ricchi di fosforo inibiscono l'assorbimento del calcio.

Ecco perchè: le proteine animali sono acidificanti, rendono cioè il Ph del corpo più acido del dovuto. Per tornare al corretto equilibrio acido/base il corpo utilizza pertanto il calcio, soprattutto quando le riserve di bicarbonato sono esaurite. Quindi, in sostanza, il calcio che viene utilizzato per neutralizzare l'acido non viene dunque riportato nelle ossa.

E' quindi necessario evitare alimenti con proteine animali ed il fosforo, che si trova in alimenti acidificanti e bevande come bibite (acido fosforico) e .... sorpresa: latte di mucca!

3. Il latte di mucca ed il calcio: ti da 1 e ti toglie 2

Ecco come succede. Come tutte le proteine animali, il latte acidifica il pH del corpo che a sua volta innesca la correzione biologica di cui ho appena parlato. Il calcio è infatti un ottimo neutralizzatore di acido e il più grande stoccaggio di calcio nel corpo èappunto nelle ossa. Così lo stesso calcio di cui le ossa hanno bisogno è utilizzato per neutralizzare l'effetto acidificante del latte. Una volta che il calcio è tirato fuori delle ossa, il corpo lo rilascia attraverso l'urina. Il risultato è un deficit di calcio reale.

Ecco perchè perché le statistiche dimostrano che i paesi con il più basso consumo di prodotti lattiero-caseari hanno anche l'incidenza di fratture più basso tra la popolazione, come sostiene Amy Lanou Ph.D., direttore di nutrizione per il Comitato dei Medici per una Medicina Responsabile di Washington, DC.

E 'importante tenere a mente che il latte materno è un ottimo nutrimento per i neonati umani, ma la sua composizione è molto diverso dal latte di mucca. Inoltre il latte vaccino che normalmente beviamo è pastorizzato o mogeneizzato: questi processi alterano ulteriormente la chimica del latte ed aumentano i suoi effetti acidificanti dannosi.
 

4. il calcio nelle verdure viene assorbito meglio

Il mio sostituto del latte preferito è il latte di mandorla, non solo perché è alcalinizzante, ma anche perché è delizioso e un sapore molto simile al latte. In alternativa si può anche provare riso o latte di soia. Inoltre, a differenza del latte, i prodotti lattiero-caseari fermentati o coltivate come yogurt, kefir, panna acida sono acido-neutri. Lo Yogurt in particolare, è pieno zeppo di qualità benefiche. 

Ma non è finita qui: un recente studio ha confrontato il tasso di assorbimento di calcio tra cavolo verza e latte, ed i risultati sono stati chiari:nel primo il calcio è stato assorbito a un tasso del 40,9%, mentre il calcio dal latte è stato assorbito a un tasso del 32,1%. Non solo: una delle maggiori fonti vegetali (e quindi biodisponibili) di calcio è la rucola, nn ci credi? Osserva la foto in alto!