Il Mangostano e le sue proprietà

Probabilmente avrai già letto qualcosa ma forse non ti ha ancora convinto o magari hai ottenuto qualche informazione parlando con gli amici o leggendo qualche rivista.
Beh, posso anticiparti che non ho alcuna intenzione di essere ripetitivo.

Non voglio convincerti di nulla, non voglio venderti alcun prodotto affermando che le sue proprietà benefiche e curative siano senza eguali. Il mio compito, come informatore, è solo quello di spiegarti quali sono le proprietà del mangostano.

Il mangostano, anche se probabilmente già lo saprai, è un frutto. Le varie popolazioni lo usavano per qualunque cosa: problemi intestinali, cura di gengiviti, tonico e addirittura tagliato a fette e posto su una parte dolorante (ma non si usava la bistecca?).

Sì, difficile contare gli svariati usi del mangostano da parte delle tribù indigene, ma credo che questo sia di poco rilievo visto che può portarci su un’unica direzione: confonderti le idee!

Il mangostano ha solo la proprietà di combattere lo stress ossidativo e ostacolare i processi infiammatori presenti nel tuo organismo.

Personalmente non sono a conoscenza che possa fare altro.

Il frutto del mangostano può avere favolose proprietà antiossidantiQuindi, se in questo momento non hai alcuna infiammazione in atto e il tuo livello di stress ossidativo è sotto controllo, allora, è inutile che tu continui a leggere. Se vuoi saperne di più, invece, ti consiglio di leggere qualcosa sugli...

ATTENZIONE: Se sai già tutto sul mangostano e vuoi provare i suoi effetti benefici, allora scopri di più sulla purea di mangostano.

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L’alimentazione per la dermatite seborroica

Postato il 02/09/2015

Prurito alla testa, chiazze bianche sul cuoio capelluto, bruciore e fastidio sono solo alcuni dei sintomi, quelli più evidenti, della dermatite seborroica. Questa patologia del cuoio capelluto e non solo, colpisce il 5% della popolazione mondiale. Ne sono affetti soprattutto i bambini durante l’età infantile e l’adolescenza oppure gli anziani. Nei casi in cui l’insorgenza si presenta da giovanissimi, le probabilità che perduri anche da adulti sono elevate.

Cos’è la dermatite seborroica e come si può curare con il cibo?

dermatite seborroicaQuesta forma abbastanza diffusa di dermatite colpisce soprattutto il cuoio capelluto ma, non raramente, è possibile individuare chiazze rossastre anche il altre parti del corpo come viso, orecchie e torace, cioè tutte quelle aree ricche di ghiandole sebacee. La dermatite seborroica si presenta con una desquamazione della cute e del cuoio capelluto con la comparsa di arrossamenti anche associati a forti pruriti, chiazze biancastre o giallognole untuose soprattutto sotto la chioma. In casi particolarmente gravi possono formarsi lesioni e croste e, nei casi più estremi, si può arrivare anche alla perdita di capelli.

Ma quali sono le cause della dermatite seborroica? Molti sono stati gli studi ma non si è ancora stati in grado di individuare con precisione le cause di questa patologia. Sembrerebbe, però, che in molti casi sia stata individuata un elevata concentrazione, nelle zone affette da dermatite seborroica, di un fungo del genere Malassezia, in particolare Malassezia furfurMalassezia globosa. Non ci sono però testimonianze scientifiche che confermino questa teoria.

Inoltre, è altrettanto poco chiaro se l’infiammazione spesso associata a questo disturbo sia una possibile causa oppure né è solo uno degli effetti. In realtà, questo tipo di dermatite non è dovuta ad una produzione di sebo in eccesso ma ad una trasformazione della composizione di esso in qualcosa che irrita ed aggredisce la pelle. Questo comporta, se colpisce il cuoio capelluto, oltre ai sintomi già citati, capelli crespi, sfibrati e unti soprattutto alle radici. Nonostante le numerose teorie sulle cause della dermatite seborroica ve n’è una più accreditata di altre.

Si ritiene che l’atrofia dei capillari sanguigni, così come per la forfora, sia tra le cause più probabili.  Questa atrofia è dovuta agli ormoni catabolici surrenali come l’adrenalina ed il cortisolo che vengono prodotti dall’organismo in casi di elevato stress. Proprio chi soffre di stress cronico è più soggetto a questa patologia così fastidiosa. A conferma di questa teoria c’è il fatto che è stato dimostrato che l’utilizzo di agonisti corticosteroidei allevia temporaneamente i sintomi. I fattori che si ritiene scatenino la dermatite seborroica sono:

  • una predisposizione genetica
  • Anomalie del sistema immunitario, come potrebbe essere l’infezione da HIV
  • Fattori ambientali esterni
  • Esposizione a detergenti o agenti irritanti
  • Condizioni ormonali
  • Malattie neurologiche
  • Ipertensione
  • Depressione
  • Alterazioni dell’umore
  • Stress
  • Privazione di sonno
  • Carenze vitaminiche
  • Toccarsi i capelli molto spesso con le mani non pulite
  • Intolleranze

Le cause posso essere diverse, come abbiamo visto ma, le cure spesso risolvono il problema solo temporaneamente. Diventa allora, fondamentale alimentarsi nel modo corretto. Esistono, infatti alcuni cibi utili per ridurre i sintomi della dermatite seborroica ed altri che li aggravano. Sarebbe l’ideale puntare su alimenti a basso contenuto glicemico come frutta e verdura, cibi proteici e cereali integrali. Ogni pasto deve comprendere una fonte proteica come pesce, uova e carne, meglio se bianca, preparata senza l’aggiunta di grassi come olio o burro. In associazione vanno mangiati legumi  e a carboidrati integrali tra cui pane, pasta e riso.

dermatite seborroicaMa cosa va evitato da chi soffre di dermatite seborroica? Prima di tutto grassi e fritti che comportano una difficoltà di assorbimento oltre che un aggravarsi delle condizioni infiammatorie della cute. Quindi addio al cibo spazzatura come patatine fritte, hamburger e cibi ipercalorici. Abbiamo detto che è bene consumare pane e pasta ma meglio se integrali, poiché una dieta ricca di carboidrati produce picchi di insulina che promuove l’incremento di infiammazioni. L’insulina, infatti, influisce sul sistema immunitario e lo porta ad agire come se stesse combattendo un virus. Di conseguenza viene prodotto  un maggiore quantitativo di sostanze chimiche che stimolano i globuli bianchi e causano infiammazioni.

Abbiamo anche parlato delle intolleranze alimentari. Nonostante ad alcuni possa sembrare strano, una condizione allergica può portare all’insorgere della dermatite seborroica. Fate particolare attenzione ad alcuni tipi di allergeni come  quelli provenienti dagli agrumi.  Ecco quindi che diventa necessario un piccolo sforzo per riorganizzare una dieta adatta e seguirla ma, con un po’ di sacrifici si può arrivare ad alleviare quasi del tutti i sintomi di questa forma di dermatite.

Non va dimenticato di aggiungere sempre alla dieta una porzione di frutta e verdura poiché sono una ricca fonte di antiossidanti, fondamentali per combattere le infiammazioni. Ecco quindi che per apportare un buon quantitativo di omega 3 a proprio organismo dovranno essere assunti alimenti come:

Semi di lino. Danno molti benefici all’organismo e sono utilissimi contro la dermatite seborroica ma anche contro la stitichezza, la pressione alta, il colesterolo e patologie legate al muscolo cardiaco. Il quantitativo indicato da assumere giornalmente per un ottimo apporto di omega 3 è di 2 cucchiai.

Semi di chia. Meno conosciuti di quelli di lino sono altrettanto ricchi di omega 3. Inoltre regolarizzano le funzioni intestinali, sono ricchi di fibre e favoriscono la resistenza fisica e la stabilità emotiva.

Salmone. Insieme a sardine, gamberi, granchi e ostriche, il salmone è ricco di Omega 3, proteine, vitamine e minerali. Un alimento ricco e nutriente può essere consumato anche più volte a settimana.

Olio di pesce. Il modo migliore per assumerlo è tramite capsule acquistabili presso farmacie ed erboristerie. Ricche di omega 3 possono essere assunte con regolarità ma senza esagerare.

Noci. La frutta secca come le noci è una delle fonti principali di nutrienti, fibre, proteine e ferro. Le noci sono spesso utilizzate come integratore energetico da di chi pratica molto sport ed inoltre contenengono bassi livelli di colesterolo. Per soddisfare il fabbisogno giornaliero ne andrebbero assunte almeno 3.

Semi di soia. Non è necessario che si tratti di semi veri e propri. Ormai, infatti, si producono diversi alimenti a base di soia come il latte, un bicchiere al giorno è sufficiente per il dovuto apporto di omega 3. I semi di soia, inoltre, sono ricchi di fibre, ferro, calcio, proteine, vitamina K e folati.

Uova. Utilizzate da tutti in numerosi modi diversi, a colazione come a pranzo o cena. L’ideale sarebbe accompagnarle con verdure e pane integrale. Sono fonte di proteine e Omega 3, ma dato il loro elevato livello di colesterolo non è il caso di esagerare soprattutto per chi soffre di certe patologie ad esso legate.

Cavolfiore. Probabilmente non tutti sanno che il cavolfiore è l’ortaggio tra i più ricchi di Omega 3 come di potassio e magnesio utili a mantenere in forma il cuore ed i vasi sanguigni, oltre che a combattere le infiammazioni.

Olio di canola. La canola possiede elevate virtù per il benessere del cuore ed è molto ricca di Omega 3. L’olio è perfetto per cucinare perché meno grasso di quelli tradizionalmente utilizzati. Provate a sostituire l’olio d’oliva con quello di canoe e noterete la differenza.

Spinaci. Questa verdure è povera di calorie ma ricca di minerali e ferro oltre che di omega 3. Una bella porzione di spinaci più volte alla settimana è indicata anche per combattere la dermatite seborroica.

La salute del nostro organismo è legata anche e soprattutto all’alimentazione. Mangiare bene vuol dire mantenersi in salute.

Le proprietà dei frutti rossi

Postato il 26/08/2015

La frutta fa bene ma vi sono frutti che, a differenza di altri, contengono delle sostanze nutritive fondamentali per il nostro organismo e, soprattutto, utili per rallentarne l’invecchiamento. Il nostro organismo è dotato di un sistema in grado di combattere i radicali liberi, dannosi per la salute ma, quando un’eccessiva esposizione al sole, l’abuso di farmaci, un’alimentazione povera di frutta e di verdura ne favoriscono l’accumulo è necessario correre ai ripari assumendo alimenti utili a questo scopo come lo sono i frutti rossi.

Scopri con noi le innumerevoli proprietà dei frutti rossi

Iniziamo col capire bene cosa sono i radicali liberi. Nel 1956 il dott. Denham Harman avanzò una teoria secondo la quale con il passare degli anni i radicali liberi si accumulerebbero nell’organismo causando un azione ossidante molto dannosa. Questi radicali liberi colpirebbero soprattutto il DNA e i mitocondri, ovvero le strutture indispensabili per la produzione dell’energia. In condizioni fisiologiche ottimali il nostro organismo è in grado di eliminare i radicali liberi tramite dei meccanismi antiossidanti dell’organismo. A volte, però, la produzione di questi è eccessiva e questo può creare danni che a lungo andare causano l’usura di corpo e mente.

Ed è qui che entrano i gioco i frutti rossi. Mirtilli, more, lamponi, fragole e ribes sono ricchissimi di vitamine, polifenoli e sostanze contro l’invecchiamento cellulare. I frutti rossi appartengono al VI e VII gruppo degli alimenti proprio per la grande abbondanza di vitamina C che contengono. Inoltre sono anche ricchi di fibre, acqua, sali minerali, sostanze fenoliche e fruttosio. Tante sostanze utili all’organismo racchiuse in frutto spesso molto piccoli ma dal sapore intenso e gustoso. C’è da aggiungere che, grazie alla scarsa quantità di calorie e al rapido senso di sazietà che donano sono particolarmente indicati per chi segue diete o regimi alimentari controllati.

Ma vediamo i principali frutti rossi nel dettaglio:

Mirtilli

frutti rossiQuesti deliziosi frutti dalla forma rotonda e dal colore blu violaceo rientrano tra quelli che consideriamo frutti rossi o frutti di bosco per l’habitat in cui sono soliti crescere. Sono ricchi di tanti minerali come il calcio, il manganese ed il fosforo e contengono grandi quantità di vitamina C e A e di carotenoidi. Ma ciò che rende i mirtilli davvero straordinari  sono delle sostanze in essi contenute che svolgono una funzione antibatterica naturale: gli antociani, preziosi per la salute e per la circolazione perchè proteggono e rinforzano le pareti dei capillari e delle vene. Ma non solo, i mirtilli sono utilissimi anche per combattere e ritardare l’aggravarsi di patologie legate alla vista come la miopia o la degenerazione della retina, questo grazie alle antocianine che operano sui capillari della retina, proteggendola, e migliorano il funzionamento dell’intero apparato oculare. Parlando di radicali liberi e di invecchiamento cellulare, i mirtilli agiscono sulle cellule della pelle rendendola più elastica e ritardando la comparsa di antiestetiche rughe. Agiscono anche sul cuore​ aumentando la resistenza del miocardio.

Fragoline di bosco

Le fragoline di bosco sono simili alle classiche fragole ma hanno dimensioni molto più ridotte ed un sapore leggermente più aspro ma comunque delizioso. Sono ricche di vitamina C e di minerali come ferro, fosforo, magnesio e calcio, e svolgono un’azione diuretica e depurativa per l’organismo. Sono un toccasana per combattere la ritenzione idrica per questo fondamentali per chi soffre di cellulite e gambe gonfie. La grande quantità di vitamina C fa delle fragoline di bosco un ottimo rimedio per rafforzare il sistema immunitario, soprattutto nelle stagioni fredde quando i malanni tendono a colpirci con maggiore frequenza. Come gli altri frutti rossi contengono molte sostanze antiossidanti e per questo aiutano a mantenere la pelle giovane ed elastica e a rallentare i processi di invecchiamento cellulare.

Lamponi

frutti rossiPiccoli, succosi, rossi e dolcissimi, i lamponi sono un frutto davvero gustoso spesso utilizzato per realizzare splendidi dolci ma, altrettanto spesso, vengono consumati al naturale come qualsiasi altro frutto. I lamponi hanno proprietà diuretiche, rinfrescanti e depurative. La vitamina C che contengono in elevate quantità danno al frutto grandi proprietà antinfiammatorie e contribuiscono a migliorare le difese immunitarie dell’organismo. Ma forse non tutti sanno che molte delle proprietà sono contenute non solo nel frutto ma anche e soprattutto nelle foglie. Per questo in molti le utilizzano per decotti e infusi. Queste bevande contengono anche flavonoidi, utilissimi contro la ritenzione idrica.

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Molto simili ai lamponi ma dal colore viola scuro quasi nero. Il loro sapore è intenso e delizioso soprattutto se consumate fresche e di stagione. Sono ricche di betacarotene, sali minerali, fibre e vitamina C ed E. Proteggono il cuor e mantengono pulite le arterie. Anche le more, come gli altri frutti di bosco, hanno un’azione antiossidante che combatte i radicali liberi. Inoltre,  aiutando l’organismo nello smaltimento dell’acido urico, sono utili per chi soffre di patologie delle ossa come i reumatismi. Abbassa il colesterolo e i trigliceridi grazie alla presenza di acido folico che aiuta anche a mantenere bassi i livelli di omocisteina nel sangue. Vengono spesso utilizzate come disinfettanti per bocca e gola per le loro buone capacità astringenti.

Ribes

frutti rossiPiccole sfere dal colore rosso intenso raccolte a piccoli grappoli, questi sono i ribes. Questo frutto contiene un’elevata concentrazione di vitamine del gruppo A, B, C e K, ma anche di minerali come calcio, ferro, sodio, zinco, fosforo e potassio. Contiene anche fibre come la peptina che ha proprietà depurative diuretiche, digestive e lassative ed è indicato a chi soffre di reumatismi o calcoli renali. Il succo di ribes rosso aiuta anche a eliminare le tossine e per questo viene utilizzato per ripulire l’organismo dalle le sostanze nocive che si accumulano.

I frutti rossi sono utilissimi per la nostra salute e bisognerebbe imparare a mangiarli con maggiore frequenza, visti i benefici che apportano. Ma, qualche anno fa, sono stati al centro di un grave polemica proprio legata alla salute. Nel 2013, in alcuni paesi europei compresa l’Italia, fu riscontrato un aumento vertiginoso di casi di contagio da “virus A”. Tante ed approfondite furono le indagini a riguardo con l’obiettivo di individuare la fonte responsabile. Test e studi portarono a stabilire che i prodotti coinvolti nell’insorgenza di epatite A sulla popolazione potevano essere proprio i frutti rossi importati da paesi come la Polonia, la Bulgaria, le Serbia e dal Canada. Il virus dell’epatite A è termolabile, cioè viene annientato con la cottura. Ma, purtroppo, spesso i frutti rossi vengono consumati crudi e di qui l’esplosione di contagi. Fu stabilito dalla autorità competenti, dopo accurati controlli, di ordinare il ritiro dal mercato delle partite di frutti rossi provenienti da questi paesi. Fortunatamente ora tutto è tornato alla normalità e i frutti rossi possono essere consumati in totale tranquillità sia crudi che sotto.

Tōfu: cos’è e come si mangia

Postato il 25/08/2015

Caglio di semi di soia ecco cos’è il tōfu. La cagliatura del succo estratto dalla soia viene pressato all’interno di blocchi dalla forma rettangolare. La sue origini sono orientali ma viene ormai utilizzato da qualche anno, anche nei paesi occidentali come l’Italia. Per la produzione del tōfu vengono utilizzati antichi metodi e antiche procedure ma, nonostante questo, non si sa ancora di preciso dove il tōfu fondi le sue origini. L’unica cosa nota è che viene prodotto sin da tempi molto antichi e che è ampiamente diffuso in Asia.

Il tōfu è un alimento perfetto non solo per i vegani

TōfuNonostante non vi siamo certezze sulla nascita del tōfu non mancano le teorie. Una di queste farebbe risalire l’invenzione di questo straordinario prodotto al 164 a. C. nel Nord della Cina dal nobile Liu An, un principe vissuto durante il periodo della Dinastia Han. Altri, invece, ritengono che il tōfu e la sua produzione siano stati scoperti per puro caso durante la fase di bollitura della soia con il sale grosso, combinazione che, per la presenza di magnesio e calcio, ha dato vita alla formazione del caglio e quindi del tōfu. Altri ancora ritengono che la antichissime tecniche di cagliatura siano state apprese dai mongoli. Queste restano comunque teorie non avvallate da fonti certe.

Il tōfu è ricco di proprietà nutritive utili al nostro organismo. In 100 grammi di prodotto vi sono soltanto 80 calorie, di cui circa il 10% di carboidrati, il 37% di proteine e il 53% di grassi. Inoltre, è totalmente privo di colesterolo e le proteine vegetali sono accompagnate da 10 amminoacidi essenziali, tra cui lisina, cistina e lecitina. Tra i sali minerali disponibili, i principali sono il potassio, il ferro ed il fosforo. Il quantitativo di calcio, invece, dipende dal tipo di caglio utilizzato. Tra le vitamine disponibili, invece, si elencano la A, la C e la B9.

Per la produzione di questo alimento ormai diffusissimo in tutto il mondo potrebbe essere prodotto da qualsiasi latte di soia già confezionato ma, i più seri produttori preferiscono realizzare loro stessi il latte dalle fave di soia che vengono prima ammollate e frantumate, poi lessate e poi colate e filtrate. Ottenuto il latte di soia si passa alla cagliatura. Questo procedimento può avvenire utilizzando differenti tipi di caglio come:

  • Solfato di calcio(anidrite) o cloruro di calcio: questo è il caglio tradizionale, quelle che generalmente viene utilizzato per realizzare il tipico tōfu cinese che ha una consistenza morbida e soffice. Questa sostanza non da alcun sapore specifico al prodotto ma lo arricchisce di calcio.
  • Glucono delta-lactone(GDL): è un acido organico utilizzato anche per la produzione di formaggio. Il risultato dell’utilizzo di questo caglio sarà un tōfu vellutato, gelatinoso e dal sapore leggermente acido.
  • Succo di limone.

La scelta del caglio è fondamentale per ottenere la consistenza ed il sapore desiderato. Ed è per questo che spesso vengono utilizzati più cagli. Esistono differenti forme di tōfu. Vi è il soft silken tōfu o tōfu delicato, il tōfu flower o tōfu floreale, che si ottiene facendo cagliare il latte di soia direttamente nelle confezioni. Ma,il metodo più diffuso in Oriente prevede l’utilizzo di un tessuto dalla trama fine che viene utilizzato per filtrare il latte di soia in eccesso e poi pressarlo. Nonostante le tante varietà in commercio esistono due grandi categorie in cui possiamo dividere il tōfu:

Fresco

Questa versione si ottiene direttamente dal latte di soia. In base al quantitativo d’acqua che si toglie alla cagliata si distingue in:

  • Tōfu delicato o tōfu liscio: è quello che trattiene la maggior quantità di liquido. Soffice e delicato ricorda la consistenza del budino ed è per questo che viene spesso utilizzato per preparare dolci. Stesso discorso vale per il tōfu floreale.
  • Tōfu solido asiatico: viene sottoposto alla pressatura e all’asciugatura ma, nonostante questo, trattiene comunque una minima quantità di liquido ed ha una consistenza più compatta ma comunque soffice e delicata. È facilmente riconoscibile dalla trama della tela in cui era avvolto.
  • Tōfu secco occidentale: questa tipologia di tōfu h pochissimi liquidi, è compatto e leggermente elastico. Diventa molto friabile e viene venduto in fette lunghe e piatte, spesse solo 2 millimetri.

TōfuConservato

Del tōfu conservato si ottiene dalla lavorazione del tōfu fresco. Ne esistono tantissime varianti probabilmente dovute alla necessità di conservar più a lungo il prodotto senza che venisse danneggiato. Esistono, infatti:

  • Tōfu in salamoia: è un tōfu secco a generalmente venduto a cubetti. La sua essiccazione avviene all’aperto sotto il fieno. Viene poi immerso in un liquido composto da acqua salata, liquore cinese, aceto, pepe. Esiste, inoltre, una particolare varietà chiamata tōfu in salamoia rosso. Il suo sapore è molto simile a quello dei formaggi poiché il tōfu tende ad assorbire il sapore ed il profumo del liquido in cui è immerso, essendo di natura insapore ed inodore.
  • Tōfu puzzolente: questo tipo di tōfu viene messo a fermentare in una speciale salamoia dal sapore ed odore pungente. Viene spesso mangiato fritto, stufato o cotto al vapore accompagnato con salse piccanti.
  • Tōfu dolce: questa varietà viene utilizzata quasi esclusivamente per preparare dolci e comprende il tōfu all’arachide, il tōfu alla mandorla, il tōfu al mango e il tōfu al cocco. Per dare questi differenti sapori al tōfu si uniscono al latte di soia lo zucchero, la frutta acida e gli aromatizzanti.
  • Tōfu salato o tōfu all’uovo: è il tipo di tōfu salato e aromatizzato più conosciuto ed utilizzato. Per ottenerne il sapore, prima del caglio, vengono filtrate e incorporate nel latte di soia uova intere sbattute. È proprio la presenza dell’uovo che da a questo tōfu un colore giallo pallido. Ha un consistenza corposa ed un sapore moto delicato.

Il tōfu è ricco di proteine ed è per questo che viene utilizzato dai vegani, insieme ai legumi, come sostituto della carne così come avviene per il seitan, altro prodotto orientali importato in occidente con grande successo. Il tōfu non ha sapore né odore ed è per questo che viene utilizzato per esaltare il gusto di dolci, minestre e salse. Altri, però, preferiscono mangiarlo grigliato con verdure di accompagnamento. Il suo utilizzo in Asia è innumerevole: crudo, stufato, fritto, messo nelle minestre, cotto con salse, o farcito.

Mense scolastiche ed il cibo migliore per i bambini

Postato il 19/08/2015

Ormai quasi tutti i bambini mangiano alla mensa scolastica. Gli orari prolungati ed i genitori lavoratori rendo questo servizio indispensabile. Le scuole, quindi, si sono organizzate per fornire il servizio di mensa agli studenti iscritti. In alcuni casi gli istituti sono dotati di una cucina dove le pietanze vengono preparate da personale esperto. In altri casi si ricorre a servizi di ristorazione esterni. In entrambi i casi non ci si può limitare a sfamare i bambini facendoli cibare di pietanze non controllate. Anche e soprattutto i più piccini hanno bisogno di un’alimentazione controllata, nutriente, adatta alla loro età.

Cosa mangiano i bambini nelle mense scolastiche?

cibo migliore per i bambiniUn’alimentazione fatta nel modo corretto è fondamentale per chi è in una fase di crescita e di sviluppo come i bambini e non è ammissibile lasciare al caso quello che finirà nei loro piatti. Per questo il Ministero della Sanità ha redatto un documento unico dove sono indicate le direttive per la gestione delle mense scolastiche. Questo si è potuto avere grazie alla spinta dei genitori che ritenevano inadeguati gli alimenti che certe mense somministravano ai bambini, non solo perché spesso non freschi ma surgelati ma anche perché poco vari e di scarso valore nutrizionale.

Diventa quindi fondamentale tenere presente alcuni dati allarmanti sui bambini italiani. Infatti, secondo dati recenti, testimoniano che il 12,3% dei bambini è obeso e il 23,6% sovrappeso. Ed è proprio da qui che si dovrebbe partire quando si parla di alimentazione dei bambini. Il Ministero, infatti, ha stabilito alcune regole:

  • preferire prodotti del territorio e di stagione, in modo da poter servire cibi freschi e nutrienti, oltre che meno cari rispetto a quelli importati e fuori stagione;
  • regolare le porzioni in base all’età del bambino. Uno studente di 6 anni mangerà meno di uno di 11;
  • niente menù etnici proposti da alcune mense scolastiche. L’eccezione può verificarsi solo una volta al mese. Per il resto dei giorni si mangeranno cibi realizzati secondo ricette locali;
  • totale rispetto per le limitazioni alimentari per questioni religiose. Ad un bambino mussulmano non verrà servito del maiale.

Queste solo alcune delle norme che il Ministero ha reso obbligatorie per i gestori delle mense scolastiche. Ma ve ne sono altre riguardanti la preparazione dei singoli pasti:

  • Pasta(alternata a riso, orzo e mais) e pane tutti i giorni
  • Legumi come secondo piatto due volte alla settimana, o piatto unico se associati ai cereali (come la pasta e fagioli)
  • Un secondo a scelta tra carne, pesce, uova e formaggi
  • Una porzione giornaliera di verdura e di frutta che proponga almeno tre varianti a settimana
  • Pizza o lasagne presentate come piatto unico solo una volta a settimana
  • Affettati e insaccati solamente due volte al mese
  • Preferire l’olio extra vergine d’oliva per i condimenti, mentre il burro andrà usato raramente.

cibo migliore per i bambiniIl tutto è volto a creare un’alimentazione variegata, sana e controllata che consenta ai bambini di nutrirsi nel miglior modo possibile senza eccessi. Inutile dire che sono banditi i cibi pronti e quelli eccessivamente grassi come i fritti. Ecco un esempio del pasto settimanale di una mensa scolastica:

LunedìMartedìMercoledìGiovedìVenerdì
Ravioli di magro olio e salviaPasta con sugo di merluzzo al pomodoroMisto insalata e pomodoriPasta al pomodoro biologico e basilicoRisotto alla parmigiana
Pollo marinato alla senape, limone e rosmarinoFormaggio (caciotta biologica)Pizza margheritaBastoncini di pesceTortino con ricotta erbette e cannellini
Carote brasateFagiolini all’olioGelatoCarote juliennePomodori in insalata
Frutta fresca di stagioneFrutta fresca di stagioneFrutta fresca di stagioneFrutta fresca di stagione

I cibi devono avere degli standard stabiliti dal regolamento e, nel caso, questi non vengano rispettati vanno puntualmente segnalati a chi di dovere. Ecco alcune cose da tenere presente per valutare la qualità del cibo:

  1. Temperatura non conforme. Nel momento in cui il cibo giunge in mensa questo deve avere una temperatura di circa 65°C se il cibo va servito caldo, di massimo 10°C se, invece, va servito Nel momento della somministrazione, la temperatura non deve essere scesa al di sotto dei 45°C per i piatti caldi, né salita sopra i 25°C per quelli freddi.
  2. Piatti rifiutati dagli allievi. Nel caso in cui più di 1/3 degli allievi di un istituto rifiuta di consumare una pietanza è fondamentale controllare  se il difetto sia nella qualità del cibo, in qualche errore nella preparazione o più semplicemente se si tratti di un piatto poco gradito come potrebbe esserlo un risotto al gorgonzola per un bimbo di 8 anni.
  3. Quantità insufficiente. Ogni mensa deve fornire una tabella con i quantitativi di ogni singola porzione. Se una di queste dovesse essere di molto inferiore a quanto indicato il piatto deve essere mandato indietro.

Inutile dire che la pietanza può essere rimandata indietro se vi è all’interno un corpo estraneo o se non rispetta specifiche diete. Infatti è necessario che gli istituti tengano in considerazione eventuali allergie ed intolleranze proponendo menù specifici per i bambini che soffrono di queste patologie.

Di recente le mense scolastiche sono entrate nell’occhio del mirino di chi da anni combatte gli sprechi di cibo. Il vice segretario generale di Cittadinanzattiva, Anna Lisa Mandorino, in collaborazione con Action Aid e Slow Food hanno lanciato la campagna “Italia, sveglia!” per combattere gli sprechi delle mense dove si consumano 380 milioni di pasti l’anno. I dati parlano chiaro: ”Dall’indagine che abbiamo svolto emerge che solo in tredici regioni si utilizzano esclusivamente contenitori e stoviglie riutilizzabili” spiega la dottoressa Mandorino: “Nelle altre si adoperano sia contenitori riutilizzabili che mono uso, ad eccezione del Molise che predilige sempre l’usa e getta”. E i cibo che finisce nella spazzatura? Di questo  il 23% sono verdure, il 19% pasta ed il 16% pane.

Gli sprechi sono tanti soprattutto perché ciò che manca è una vera e propria educazione all’alimentazione. Bisognerebbe insegnare ai propri figli sin da piccoli il rispetto del cibo, per tutto il cibo, anche le verdure che fanno spesso torcere loro il naso. Solo così si sarà in grado non solo di avere dei bambini più consapevoli ma anche, in futuro, adulti responsabili.

Pelle perfetta con i cibi giusti

Postato il 17/08/2015

Ormai sia gli uomini che le donne aspirano and avere una pelle perfetta ed ecco che si punta su prodotti di bellezza anche molto cari che prometto di cancellare le rughe e ridonare splendore e lucentezza al volto. Molte di queste sono vane promesse soprattutto se le imperfezioni del viso sono già in stato avanzato. Per donare elasticità alla pelle e ritardare la comparsa delle rughe bisogna idratarla, nutrirla, curarla sin da giovani. Le creme per il viso sono utili in questo senso ma, ciò che fa davvero la differenza è l’alimentazione.

Mangiare bene per avere una pelle perfetta

Pelle perfetta con i cibi giustiEsistono, infatti, dei cibi che aiutano la nostra pelle a mantenersi bella e tonica. Quali sono questi cibi “miracolosi”? Ecco per voi i cibi giusti per una pelle perfetta:

Pesce e frutti di mare

Da sempre il pesce è consigliato nelle diete perché fa bene alla salute. Quelli, poi, particolarmente ricchi di omega 3 riducono le infiammazioni e la secchezza della pelle. Infatti la pelle poco idratata tende a sviluppare con più facilità inestetismi come le rughe. Inoltre gli acidi grassi omega 3 aiutano in casi di malattie della pelle dovute ad infiammazioni come la psoriasi. Maggiormente indicati sono i pesci grassi come il salmone e il tonno e i frutti di mare come le ostriche.

Caffè

Da tempo vengono effettuati studi sulla pelle e sulle malattie che la colpiscono, il cancro della pelle è una delle patologie più diffuse. Sembrerebbe che per ridurre le possibilità di sviluppare questo male sia utile bere una sola tazza di caffè. Questo lo ha dimostrato uno studio condotto su un campione di 94.000 donne che, grazie all’assunzione giornaliera di caffeina in quantità ridotte e controllate, hanno ridotto il rischio di cancro del 15%. Questo perché la caffeina elimina te le cellule cutanee precancerose e quelle danneggiate dai raggi UV.

Agrumi

La Vitamina C è presente in grandi quantità nella frutta e nella verdura ma sono le arance ed i limoni a contenerne di più. Per questa ragione questi frutti sono spesso utilizzati nel campo della cosmesi e della cura del corpo. Infatti, la Vitamina C aiuta la produzione di collagene che è quella sostanza che dona elasticità alla nostra pelle. Assumendo questi frutti ma anche kiwi, mirtilli, ciliegie la pelle diventerà più tonica e soda. E forse, non tutti sanno che esiste un frutto composto quasi totalmente di Vitamina C, questa è l’acerola, una pianta spontanea dell’America centrale e meridionale i cui frutti hanno una forma piccola e arrotondata e dal colore rosso acceso.

Verdure rosse

È risaputo che le verdure rosse, così come la frutta rossa tipo le arance, sono ricche di Vitamina C che, come abbiamo detto, è fondamentale per una pelle liscia e perfetta. Le verdure di colore rosso e arancione sono ricche anche di beta-carotene che viene trasformato dal nostro organismo in vitamina A, un potente antiossidante che combatte l’invecchiamento delle cellule della pelle e la comparsa delle rughe. Tra le verdure maggiormente consigliate per migliorare l’aspetto della propria pelle vi sono: i pomodori, peperoni rossi e carote.

Verdure verdi

La Vitamina A è contenuta anche nelle verdure verdi, quindi le insalate di ogni tipo, spinaci, broccoli, praticamente tutta la verdura in foglie. Le sostanze nutritive contenute nelle verdure di questo tipo aiutano il rigenerarsi delle cellule della pelle che sostituiscono quelle vecchie e danneggiate donando un aspetto fresco e giovane al nostro viso.

Frutta secca

Un’altra vitamina utile per ritardare l’invecchiamento della pelle è la Vitamina E che combatte i radicali liberi che sono la causa principale di una pelle spenta e trascurata, mantiene la pelle idratata e la protegge dai danni del sole. La vitamina E è contenuta in notevoli quantità nella frutta secca ed in particolar modo nelle mandorle. Ecco quindi che si consiglia di mangiare almeno una volta al giorno 2-3 mandorle accompagnate da prodotti ricchi di selenio, come la ricotta, che ne enfatizzano gli effetti. La frutta secca come pistacchi e noci contengono anche acidi grassi omega 3 di grande nutrimento per la pelle.

Pelle perfetta con i cibi giustiCereali integrali

I cibi integrali come pane e pasta sono ricchi di antiossidanti per questo si consiglia di preferirli a quelli di grano duro o farina tradizionale. Le germe di grano, poi, contengono biotina conosciuta anche con il nome di Vitamina H o Vitamina B7. La mancanza di biotina porta un’eccessiva secchezza della pelle che favorisce la comparsa di inestetismi. Inoltre i cereali integrali sono molto indicati anche per chi soffre di diabete, meno i prodotti realizzati con farine raffinate che possono causare picchi di insulina altamente pericolosi per chi soffre di questa patologia.

Zucca

Il suo colore dovrebbe già darci qualche utile indicazione. La zucca, infatti, contiene carotenoidi che sono importantissimi per combattere i radicali liberi. Ma non solo, la zucca contiene anche Vitamine A, C, ed E, oltre a potenti enzimi che aiutano a mantenere la pelle pulita e priva di imperfezioni.

Mais

Anche il mais contiene grandi quantitativi di carotenoidi e soprattutto di luteina. Questa sostanza protegge la pelle dai raggi UV del sole che picchiano forte in questa stagione così calda dell’anno. Capiamo bene che non è sempre possibile trovare il mais di stagione ma, non abbiate paura, potete ricorrere alle confezioni in scatola senza temere che siano privi delle sostanze benefiche che state cercando. Spesso, infatti, i prodotti in scatola e quelli surgelati sono qualitativamente uguali a quelli freschi perché quelli surgelati sono colti nel loro punto massimo di maturazione mentre, acquistando frutta e verdura al mercato si può rischiare che questi non siano così freschi come vogliono farci credere.

Uova 

Probabilmente vi abbiamo parlato delle proprietà delle uova e del fatto che da tempo ormai vengono utilizzate nell’ambito della cosmesi per donare nutrimento alla pelle ma anche ai capelli. Un modo semplice per sfruttare le proprietà delle uova al fine di migliorare la nostra pelle, soprattutto quella del viso, non è solo mangiarle ma potete creare un maschera da applicare sulla pelle. Basta sbattere un albume con del miele e del succo di limone. Non è necessario montalo a neve basta solo che gli ingredienti siano ben amalgamati. Applicate l’impacco sulla pelle del viso, lasciate agire per 10 minuti e risciacquate. La pelle sarà luminosa e nutrita.

Latte di soia

Il latte di soia contiene isoflavoni che, secondo studi scientifici specifici sembra servano a prevenire la degenerazione del collagene che è alla base di una pelle morbida, elastica e senza rughe. Dai risultati di questi test chi ha consumato latte di soia ha riportato meno danni dovuti al sole di chi non l’ha assunto. Si è ancora lontani da risultati certi e provati ma passi avanti si stanno facendo in questa direzione.

Melograno

Del melograno abbiamo parlato ampiamente e di sicuro ricorderete per cosa è famoso e ricercato questo frutto, per gli antiossidanti di cui è ricchissimo.  Potente antinfiammatorio torna utile contro acne ed arrossamenti e per tonificate la pelle e mantenerla giovane.

Una pelle belle, nutrita, luminosa non è necessariamente frutto di trattamenti speciali con prodotti o interventi chirurgici. A volte basta mangiare bene per ridonare alla pelle la lucentezza di un viso giovane e curato.

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