Il Mangostano e le sue proprietà

Probabilmente avrai già letto qualcosa ma forse non ti ha ancora convinto o magari hai ottenuto qualche informazione parlando con gli amici o leggendo qualche rivista.
Beh, posso anticiparti che non ho alcuna intenzione di essere ripetitivo.

Non voglio convincerti di nulla, non voglio venderti alcun prodotto affermando che le sue proprietà benefiche e curative siano senza eguali. Il mio compito, come informatore, è solo quello di spiegarti quali sono le proprietà del mangostano.

Il mangostano, anche se probabilmente già lo saprai, è un frutto. Le varie popolazioni lo usavano per qualunque cosa: problemi intestinali, cura di gengiviti, tonico e addirittura tagliato a fette e posto su una parte dolorante (ma non si usava la bistecca?).

Sì, difficile contare gli svariati usi del mangostano da parte delle tribù indigene, ma credo che questo sia di poco rilievo visto che può portarci su un’unica direzione: confonderti le idee!

Il mangostano ha solo la proprietà di combattere lo stress ossidativo e ostacolare i processi infiammatori presenti nel tuo organismo.

Personalmente non sono a conoscenza che possa fare altro.

Il frutto del mangostano può avere favolose proprietà antiossidantiQuindi, se in questo momento non hai alcuna infiammazione in atto e il tuo livello di stress ossidativo è sotto controllo, allora, è inutile che tu continui a leggere. Se vuoi saperne di più, invece, ti consiglio di leggere qualcosa sugli...

ATTENZIONE: Se sai già tutto sul mangostano e vuoi provare i suoi effetti benefici, allora scopri di più sulla purea di mangostano.

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Insalata buona anche d’inverno

Postato il 21/01/2015

Capiamo bene che l’insalata, vista come piatto unico e non come accompagnamento di arrosti e secondi piatti, può non essere considerato un piatto invernale, anzi è tra quelli più gettonati quando le temperature salgono e il sole non si nasconde dietro minacciose nuvole. Ma, mangiare l’insalata fa bene per questo andrebbe fatto tutto l’anno.

Mangiare l’insalata non solo d’estate fa bene alla salute.

InsalataL’idea di mangiare un’insalata alcuni possono trovarla poco allettante ma, soprattutto dopo le feste può essere un ottimo modo per depurarsi. Ma, se l’insalata è ben condita, arricchita con frutta secca o atre prelibatezze, siamo sicuri che anche con tanto freddo non potrete rinunciarvi. Il termine insalata è erroneamente utilizzato per indicare ciò che in realtà si chiama lattuga. Con il termine di insalata indichiamo un insieme di ingredienti serviti freddi in una ciotola.

Esistono in commercio differenti tipi di lattuga:

Lattuga Iceberg: è una lattuga cappuccio, di forma rotonda, dalle foglie molto larghe, concave e rugose, e dalla consistenza croccante. Questa varietà è tra le più utilizzate in cucina. Inoltre, sopportando bene il calore, è quella che generalmente viene inserita negli hamburger.

Lattuga romana: è una lattuga dalla forma molto allungata e consistenza croccante. Il suo utilizzo è vario, cruda nelle insalate o cotta brasata o stufata all’interno di gustose minestre.  

Lattuga riccia: viene impropriamente chiamata indivia riccia. Ha foglie arricciate dal sapore leggermente amarognolo. Viene sempre consumata cruda, generalmente combinata con altre varietà di insalata con le quali fa contrasto il suo tocco amaro e la sua ruvidezza.

Trocadero: dalle foglie larghe arrotondate che formano dei cespi con testa compatta e sferica. Ha un sapore dolce e croccante. In cucina l’abbinamento perfetto è in insalate con pomodoro o altri ortaggi.

La lattuga, per essere gustata la meglio, deve essere acquistata quando il cespo è ancora ben compatto, in questo modo freschezza e sapore sono assicurati. Ma come scegliere l’insalata migliore? Scegliete scegliere cespi di lattuga il più possibile sodi con poche foglie sciupate o avvizzite dal colore verde intenso. Una volta a casa, conservatela in frigorifero avvolta da un panno umido. In questo modo durerà più a lungo senza marcire. Consumate la vostra insalata in 3-4 giorni per evitare che si sciupi e che siate, quindi, costretti a buttarla via.

Tutte le varietà di lattuga contengono elevate quantità di vitamine, come la A e la C, sali minerali come calcio, ferro, magnesio, potassio e fibre solubile, particolarmente efficace nella prevenzione dell'arteriosclerosi. L’apporto nutrizionale è completo, soprattutto per chi conduce un regime alimentare ipocalorico. Inoltre, la lattuga ha proprietà calmanti, rinfrescanti, analgesiche, antiossidanti e stimolanti dell'appetito.

È importante, però, abbinarla a cibi che contengano proteine e carboidrati per poterlo considerare un pasto completo. Ecco, quindi, alcune insalata tra le più conosciute ed apprezzate al mondo che possono saziarci contenendo vari ingredienti naturali e sani: la Ceasar salad e l’insalata caprese.

La Caesar salad è una rinomata insalata creata per la prima volta dallo chef italiano Cesare Cardini, emigrato negli Stati Uniti dopo la prima guerra mondiale. Nel 1924 Cesare apre ristorante a Tijuana, in Messico ed è qui che crea questa insalata che diverrà nota negli Stati Uniti per poi sbarcare anche in Europa. Ciò che vi occorre per realizzarla è:

 Insalata

  • 4 cespi di lattuga romana
  • 2 fette di pane raffermo
  • 100 gr di parmigiano reggiano a scaglie
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 cucchiaino di salsa Worcestershire
  • 1 uovo
  • 3 fettine di pancetta
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale e pepe

Procediamo alla preparazione. Selezioniamo le foglie migliori della nostra lattuga romana, laviamole ed asciughiamole con un canovaccio pulito. In una pentola anti aderente fate scaldare dell’olio con uno spicchio di aglio. Intanto tagliate a pezzetti minuti il pane raffermo e mettetelo nella padella ad insaporire. In quella stessa padella, dopo aver eliminato il pane ben tostato, cuoceremo le fette di pancetta fino a farle diventare ben croccanti. Passiamo alla preparazione della salsa. In un mixer mette l’uovo, l’aceto, l’aglio, la salsa Worcestershire, sale e pepe. Frullate il tutto e iniziate a versare a filo l’olio, come fareste per una maionese. Quando la salsa sarà cremosa mettiamola da parte e passiamo ad assemblare il piatto. In una ciotola mettiamo le foglie di insalata spezzettate, il pane tostato, le scaglie di grana, la pancetta, un filo di olio, il sale e la salsa. Per finire un pizzico di pepe appena macinato.

Un’altra tipica insalata che fa da piatto unico è l’insalata caprese. Di origine napoletana è ormai un piatto reperibile quasi ovunque. Per creare una perfetta caprese vi occorrono:

Insalata

  • 2 pomodori grandi e ben sodi
  • 1 mozzarella, meglio se di bufala
  • Basilico fresco
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale e pepe
  • Origano fresco

Creare la caprese è davvero un gioco da ragazzi. Lavate i pomodori e tagliateli a fette non troppo sottili. Fate lo stesso con la mozzarella. In un piatto adagiate ad intervalli una fetta di pomodoro, una di mozzarella ed una di basilico e di nuovo una fetta di pomodoro, una di mozzarella ed una di basilico e così via. Condite il tutto con del sale, olio e una macinata di pepe. Per chi lo gradisce la caprese si accompagna perfettamente anche con del buon origano fresco.

Queste sono due ricette tradizionali semplici e gusto ma, vogliamo darvi una ricetta sfiziosa per realizzare un’insalata gustosa prettamente invernale grazie all’utilizzo delle arance, frutta di stagione dei mesi più freddi. Ecco cosa vi occorre:

  • 16 gamberi
  • 2 arance rosse intere
  • Del succo di arance rosse
  • Insalata icerberg
  • Foglie di basilico fresco
  • Salsa Worcester
  • Olio extravergine d'oliva
  • Sale e pepe

Pelate a vivo le arance eliminando i filamenti bianchi e lasciando solo la succosa polpa. Lavate e asciugate l’insalata e fatela a pezzetti non troppo grandi. A parte sgusciate i gamberi, privateli delle teste e del budellino nero. Sciacquateli con cura ed asciugateli bene. Con l’aiuto di una pentola per la cottura a vapora cuocete i crostacei per circa 3 minuti, non di più. In una piccola ciotola mescolate insieme il succo di arancia con l’olio, il sale, il pepe e la salsa Worcester. Disponete in un piatto l’insalata icerberg sul fondo, l’arancia al di sopra ed i gamberi a guarnire il tutto. Irrorate con l’emulsione precedentemente realizzata ed aggiungete qualche foglia di basilico.

La lattuga è una pianta davvero versatile e ve lo abbiamo dimostrato.

I principi attivi dei cachi

Postato il 13/01/2015

Il suo nome scientifico è Diospyros kaki ma noi tutti lo conosciamo con il semplice nome di cachi. Dal colore aranciato tendente al rosso intenso, il caco è un frutto da albero originario dell’Asia orientale. È conosciuto in Cina da pi di 2000 anni e si ritiene sia una delle più antiche piante da frutta mai coltivate dall’uomo. Il suo nome scientifico è l’unione di de parole greche diós (Dio) e pyrós (frutto), letteralmente 'frutto degli dei'.

Scopri con noi i tanti principi attivi dei cachi.

Ma per alcuni il cachi è la mela d’Oriente il cui albero i cinesi hanno chiamato l’Albero delle sette virtù:

  • vive a lungo
  •  dà una grande ombra
  • Permette agli uccelli di nidificare tra i suoi rami
  • non è attaccato da parassiti
  • le sue foglie giallo-rosse in autunno sono decorative
  • la sua legna dà un bel fuoco
  • la ricchezza in sostanze concimanti per la caduta dell'abbondante fogliame

È giunto da noi solo moltissimi anni dopo che i cinesi ne hanno scoperto le potenzialità, intorno alla metà dell'Ottocento. In Italia, la prima regione a realizzare impianti per la produzione del caco fu la Campania e pi specificatamente la zone del salernitano, nell'Agro Nocerino, a partire dal 1916. Oggi possiamo dire di produrre annualmente circa 65.000 tonnellate concentrate soprattutto nelle regione della già citata Campania, per  35.000 tonnellate e dell’Emilia, per 22.000 tonnellate.

Qualcuno ha definito il cachi l'albero della pace, perché alcuni esemplari di questa specie vegetale sopravvissero al bombardamento atomico di Nagasaki nell'agosto 1945. Ma a rendere ancor più noto questo straordinario frutto dalle origini cinesi è sicuramente la sua ricchezza nutrizionale.  Secondo analisi dettagliate, un etto di kaki corrisponde a circa 65 calorie. Il frutto è composto quasi all'80% d'acqua, fino al 18% di zuccheri, e ha percentuali bassissime di proteine e grassi, rispettivamente 0,80%e 0,40%, mentre presenta circa un 2,5% di fibre. Contiene vitamina C e betacarotene. Tra i minerali il più presente è il potassio, in notevole quantità, seguito da fosforo, magnesio, calcio e sodio. 

Il frutto ha una forma arrotondata molto simile a quella di una pesca ma più grande. La sua buccia è lucida e sottile di un colore arancio intenso fino al rosso. La polpa è succosa, dolce e carnosa. Tra le qualità più apprezzate dei cachi vi è di sicuro il suo apporto energetico, proprio come la frutta secca. Per questa ragione è ampiamente consigliato a bambini ed anziani e a chi pratica sport con frequenza.

Principi attivi dei cachiInoltre ha proprietà lassative e diuretiche che agevolano il lavoro dell’apparato intestinale rendendo la digestione facile, ed epatoprotettive, capaci, cioè, di favorire la crescita del tessuto epatico e la sintesi biliare. A causa della suo elevato contenuto di zuccheri, utili a chi ha bisogno di energia, sono, però, altamente sconsigliati a quanti soffrono di diabete. Questa è l’unica controindicazione che possiamo dare su questo ricchissimo frutto.

Si consiglia di consumarlo crudo, in questo modo potremo godere di tutte le proprietà benefiche in esso contenute. Il cachi acerbo, infatti, contiene i tannini, sostanze dalle potenti proprietà astringenti. Vi sarà capitato, dopo aver mangiando un cachi poco maturo, si sentire la bocca stoppacciosa e impastata. Questo è dovuto proprio alla presenza dei tannini. Quando il frutto matura, la quantità di queste sostanze si riduce lasciando spazio agli zuccheri, caratteristici del cachi.  

Analizzando nel dettaglio le sue proprietà vediamo che:

  • La presenza del potassio rende il cachi un buon diuretico dall’elevato potere depurativo;
  • L’elevata concentrazione di fibre lo elegge uno dei migliori rimedi naturali contro la stitichezza;
  • È consigliato anche in caso di disturbi epatici, emorragie o problemi legati alla compromissione della flora intestinale;
  • Efficace rimedio naturale contro lo stress ma, anche in casi di stanchezza, spossatezza, depressione, affaticamento ed astenia;
  • Il cachi svolge un'importante attività protettiva nei confronti di alcuni organi del nostro corpo come la milza, il pancreas, lo stomaco e l’intestino tenue.

Un frutto dalle mille proprietà che può essere consumato da adulti e piccini senza nessuna controindicazione se non per chi è a dieta a causa dell’elevato apporto di zuccheri. Se non avete di questi problemi non lasciatevi sfuggire l’occasione di gustarvi un frutto delizioso come il cachi, vi sentirete rinati. 

Consigli utili per depurarsi dopo le feste

Postato il 09/01/2015

Le feste natalizie sono ormai volte al termine. Finalmente, direbbe qualcuno. Infondo tornare alla normalità è necessario e non sempre spiacevole. Soprattutto se si tratta di alimentazione. Le grandi abbuffate di questi giorni di festa hanno messo a dura prova molti di noi. Pasta fresca, carne e pesce a volontà, dolci di ogni genere hanno imbandito le nostre tavole per forse troppi giorni. Ora occorre tornare ad un’alimentazione regolare ed equilibrata.

Depurarsi dopo le feste, è il nostro corpo a chiedercelo.

I pranzi e le cene di questi giorni hanno apportato grandi quantità di calorie al nostro organismo e, seppur deliziose, molte delle pietanze delle feste non sono equilibrate, troppi grassi, troppi carboidrati, troppe proteine, troppi zuccheri. Per questo è necessario depurarsi dopo le feste, seguire un regime alimentare controllato per eliminare tutte queste sostanze in eccesso prima di riprendere a mangiare normalmente.

Esistono alcuni alimenti disintossicanti e depurativi come i finocchi, broccoli, fagiolini, uva che possiamo mangiare proprio dopo grandi abbuffate. Ma proviamo a vedere qualche interessante ricetta per rendere appetitosi anche questi ortaggi e frutta leggeri ma gustosi. Partiamo dalle zuppe che sono piatti leggeri, sostanziosi ma che non appesantiscono. Inoltre sono tipicamente invernali perché vanno servite ben calde.

La zuppa di broccoli e spinaci: entrambe queste verdure sono adatte a questa fase post feste. Serviranno 500 gr di broccoli, 200 gr di spinaci, una patata, una cipolla, del brodo vegetale, sale e pepe. Lavate con cura le verdure sciacquandole più volte e riducetele a pezzi grossolani. Immergeteli nel brodo e cuoceteli, in questo modo saranno molto più saporiti. Unitevi la cipolla sminuzzata e la patata tagliata in piccoli cubi. Una volta cotte le verdure e ritirato un po’ il brodo frullate il tutto con un mixer ad immersione. Regolate di sale e di pepe e servite ben calda, magari con qualche crostino di accompagnamento.

La zuppa di carote e zenzero: altrettanto facile da preparare vi basteranno 500 gr di carote, 2 cipolle, uno spicchio di aglio, del brodo vegetale e dello zenzero fresco. Come per la ricetta precedente lavate gli ortaggi, in questo caso le carote e cuocetele nel brodo insieme alle cipolle, all’aglio e ad una grattatina di zenzero. Il suo sapore, soprattutto se è fresco, è molto inteso quindi fate attenzione e regolatevi sulle quantità in base al vostro personale gusto. Quando le carote saranno cotte aggiungete il sale ed il pepe e frullate tutto. Servite in una ciotola con un filo di olio extra vergine di oliva.

In una dieta a basso apporto calorico non possono di certo mancare le insalate, saporite e gustose anche in pieno inverno. Ma abbandoniamo l’idea della classica insalata verde per provare qualcosa di più adatto a questa stagione:

L’insalata di cavolo rosso: è ricco di antiossidanti e altamente depurativo. Realizzare un’insalata con questo ortaggio è semplicissimo. Taglia il cavolo a listarelle e lavale con cura sotto l’acqua corrente. Asciuga la verdura con un panno asciutto e versala in una ciotola. Aggiungi qualche chicco di melograno, carote tagliate a striscioline e qualche mandorla spezzettata. Un giro di olio, sale e pepe ed è fatta.

Per un piatto più completo e sostanzioso potete provare un’insalata alternativa:

L’insalata di nasello e radicchio: il pesce è sempre adatto a diete controllate purchè sia cotto nella maniera adeguata. In questo caso cuoceremo il nasello al vapore. Utilizzate uno di quei cestelli di vimini tipici per questo tipo di cottura, adagiatevi all’interno il nasello sopra ad alcune foglie di insalata, in questo modo il pesce si cuocerà senza seccarsi troppo. Se volete potete mettere nell’acqua sottostante qualche erba aromatica per dare un sapore in più al vostro piatto. Su una piastra ben calda arrostite i pezzi di radicchio precedentemente lavato. Disponete pesce e verdura sul piatto e condite con sale, pepe ed olio d’oliva.

Per concludere volevamo darvi qualche dritta su un piatto, se così possiamo chiamarlo, che si rivela fondamentale per purificare il nostro organismo, il frullato. Ve ne sono di diversi tipi quelli di frutta sono i migliori. Ecco alcune idee sfiziose da provare in questi giorni:

Il frullato dell’inverno: abbiamo sempre consigliato di consumare frutta e verdura di stagione. Questo frullato è l’emblema della nostra teoria che questo tipo di frutta sia migliore di quella coltivata in serra. Utilizziamo la frutta invernale. Uniamo nel frullatore 2 pere, 2 mele, dello yogurt magro ed un po’ di latte. Mettiamo in moto l’apparecchio e dopo pochi secondi avremo una bevanda nutriente per una colazione o una merenda.

Il frullato al melograno: la procedura è la stessa di qualsiasi frullato. Versate nel bicchiere dell’elettrodomestico i semi di 2 melograni, una banana, una mela e dello yogurt magro. Frullate il tutto e servite a grandi e piccini.

Queste sono solo alcune idee per delle ricette facili e veloci che tutti possiamo ricreare a casa nostra. Nulla toglie che possiate apportare delle modifiche a vostro piacimento. Ripuliamo il nostro organismo dagli eccessi di questi giorni seguendo una dieta sana e leggera per almeno un paio di settimane. In seguito possiamo ricominciare a consumare carne rossa, dolci e altre prelibatezze sempre con parsimonia, mai esagerare.

 

Frutta secca: tutti i benefici

Postato il 02/01/2015

D’inverno, soprattutto nelle feste natalizie le tavole abbondano di frutta secca. Arachidi, noci, noccioline sono la conclusione tradizionale di ogni pasto trascorso in famiglia. Tutti avranno fatto i conti con la tovaglia carica di scorze e gusci, segno dell’apprezzamento di tutti i commensali per questa delizia tipica dell’inverno. Seppur tipica di questo periodo dell’anno, la frutta secca andrebbe mangiata tutto l’anno, nelle dosi adeguate, poiché sono tantissimi i benefici che il nostro organismo può avere dal consumo di queste leccornie.

La frutta secca fa bene se mangiata con parsimonia.

frutta seccaMa cerchiamo di entrare meglio nel mondo della frutta secca. Questo alimento si divide in due differenti categorie:

  • La frutta secca glucidica: particolarmente ricca di zuccheri e povera di grassi. Questo tipo di alimento è conosciuto anche come frutta secca non oleosa, quella ciò che viene disidratata o candita.  In questa categoria rientrano albicocche, ananas, mele, uva, banane, datteri, prugne, fichi, mirtilli, mango.
  • La frutta secca lipidica: altamente ricca di grassi e povera di zuccheri. Tra queste vi sono i tradizionali alimenti che arricchiscono i cenoni natalizia: arachidi, mandorle, nocciole, noci, noce di cocco, pinoli, pistacchi, castagne. Questo tipo di frutta è particolarmente ricca di calorie e va evitata, se si segue un regime alimentare controllato.

La frutta secca, mele o pere, nel momento della disidratazione, perde l’acqua che contiene conservando un’elevata concentrazione di sostanze nutritive.  La frutta che subisce questo trattamento, però, è molto più calorica di quella fresca. Ecco una tabella che illustra le differenze tra un frutto fresco, come la pera, e la sua versione disidratata:


x 100 grammi

Pere fresche

Pere secche

Calorie

43 Kcal

369 Kcal

Acqua

86,9 g

2,7 g

Carboidrati

10,7 g

92,2 g

Grassi

0,1 g

2,0 g

Proteine

0,4 g

1,3 g

Fibre

1,7 g

12,5 g

 

Anche la frutta secca lipidica, o frutta secca oleosa, ha elevati valori nutrizionali. Vediamoli insieme:

 x 100 grammi

Nocciole

Noci

Pinoli

Arachidi

Mandorle

Pistacchi

Acqua

4,5 g

3,5 g

4,3 g

2,3 g

5,1 g

3,9 g

Carboidrati

6,1 g

5,1 g

4,0 g

8,5 g

4,6 g

8,1 g

Grassi

64,1 g

68,1 g

50,3 g

50,0 g

55,3 g

56,1 g

Proteine

13,8 g

14,3 g

31,9 g

29,0 g

22,0 g

18,1 g

Fibre

8,1 g

6,2 g

4,5 g

10,9 g

12,7 g

10,6 g

vitamina E

15,00 mg

4,0 mg

x

x

26,0 mg

4,0 mg

Ferro

3,3 mg

2,4 mg

2,0 mg

3,5 mg

3,0 mg

7,3 mg

Calcio

150 mg

61 mg

40 mg

64 mg

240 mg

131 mg

Fosforo

322 mg

300 mg

466 mg

283 mg

550 mg

500 mg

Potassio

466 mg

603 mg

 x

680 mg

780 mg

972 mg

 

Come possiamo notare dalla tabella, questo tipo di frutta secca è ricca di proteine ed è un importante fonte energetica per il nostro organismo, per questo motivo ne fanno ampio uso sia gli sportivi che i vegetariani che, eliminando la carne dalla propria dieta riducono l’apporto proteico, sostituibile proprio mangiando la frutta secca lipidica.

Frutta seccaAbbiamo visto, però, che l’apporto calorico, anche per piccoli quantitativi, è elevato. Per questa ragione, nonostante studi scientifici abbiano dimostrato che il consumo di arachidi o noci sia di grande aiuto e riduca il rischio del verificarsi di patologie come il diabete, l’ipercolesterolemia e obesità, è importante non mangiarne troppa e, soprattutto consumarla lontano dai pasti.

La grande percentuale di fibre e di acidi grassi mono e polinsaturi fanno della frutta secca un favoloso alimento ma solo se non si cede alla tentazione di concludere i pasti sgranocchiando noccioline o pistacchi. In questo modo rischieremmo di accumulare calorie che ci porterebbero ad aumentare il nostro peso corporeo. La maniera ideale per mangiare queste delizie è sostituirle ai grassi di origine animale, meno salutari.

Provate quindi a mangiarla come spuntino a metà pomeriggio, magari accompagnata da un frutto fresco, purché il quantitativo di frutta secca non superi i 20 grammi a porzione. Stesso principio vale per i dolci a base di frutta secca. Riducete le porzioni e mangiateli lontano dai pasti principali, solo così si potrà godere a pieno di tutti i benefici della frutta secca. Come tutte le cose buona, anche la frutta secca va dosata, perché esagerare fa male, qualunque sia l’alimento che consumiamo. 

 

Proprietà dell’avocado: tutto quello che non sapevate di questo frutto

Postato il 30/12/2014

Le proprietà dell’avocado sono ottime per la nostra salute. Questo frutto esotico atterrato solo di recente sulle nostre tavole, è originario di una vasta area geografica che va dalle montagne centrali ed occidentali del Messico, al Guatemala fino alle coste dell'Oceano Pacifico nell'America centrale. Il suo nome deriva dalla parola messicana aguacate

Scopri le infinite proprietà dell’avocado

proprietà dell’avocadoL’albero che produce questo straordinario frutto raggiunge l’altezza di 10 metri fino ai 20. Il suo tronco è ricoperto da una corteccia di colore grigio. L’avocado ha la forma molto simile a quella di una pera della lunghezza di circa 15 cm. Esternamente ha una scorza di colore verde intenso ed una polpa dalle tinte variabili dal verde al giallo pallido. Il suo nocciolo interno è duro e compatto, di forma sferica di 4-5 cm di diametro.

Il modo migliore per aprire l’avocado e poterne gustare il sapore è quello di effettuare un’incisione lungo il perimetro del frutto, in senso verticale. Ruotando le due metà in senso opposto l’avocado si aprirà. Con un colpo secco sul nocciolo, questo, verrà via con estrema facilità. La polpa può essere asportata con l’aiuto di un cucchiaio. Il punto di maturazione ideale affinché l’avocado risulti succoso e gustoso è quando, al tatto, risulta morbido e non troppo duro.

Il clima ideale per questo albero è quello tropicale o sub-tropicale. Per questo, anche noi, possiamo coltivare questa pianta lasciando il seme in acqua fino a quando non germoglia e poi trapiantarlo in un terreno ben drenato. Ricordiamo, però, che l’avocado non sopporta temperature inferiori ai 4°C. In Italia l’avocado giunge tramite esportazione perché i maggiori produttori sono Messico, Indonesia, Stati Uniti d'America, Colombia, Brasile, Cile, Repubblica Dominicana, Perù, ed Etiopia.

Se per noi questo frutto è particolarmente indicato grazie alle sue proprietà benefiche, per i nostri animali a quattro zampe no. Le foglie, la corteccia, i frutti e i semi dell'avocado nocivi per gatti, cani, bovini, capre, conigli, ratti, cavie, uccelli, pesci e cavalli. Il suo consumo può causare seri danni fino, addirittura, alla morte. Evitate con cura questo frutto e scegliete la migliore frutta e verdura per il vostro amico a quattro zampe.

Ma veniamo a noi. Perché l’avocado fa tanto bene al nostro organismo? L’avocado è un frutto molto ricco di grassi, quindi altamente energetico, indicato soprattutto per chi pratica molto sporto o conduce una vita frenetica. Ciò non toglie che un frutto di avocado possa apportare 400-500kcal, molte se si è deciso di perdere peso. Per questo motivo va consumato con attenzione. Studi recenti, condotti dal dott. Abhimanyu Garg, hanno analizzato gli effetti dell'aumento dei grassi provenienti dall’avocado nella dieta su un campione di diabetici ipertrigliceridemici. I risultati sono stati molto interessanti. Sembrerebbe, infatti, che il consumo di questo frutto abbia portato alla diminuzione dei livelli di trigliceridi nel sangue.

Inoltre l’avocado aiuta la riduzione del colesterolo cattivo ed un aumento del colesterolo buono. L’avocado ha un elevato contenuto in potassio e magnesio che aiutano a controllare la pressione arteriosa e, soprattutto a ridurre i rischi di ipertensione. Questo frutto esotico è ricco di vitamine e soprattutto di acido folico fondamentale per lo sviluppo del feto nelle donne in gravidanza. Se scarseggia, i rischi per il nascituro posso essere gravi, per questo motivo, alcuni specialisti consigliano alle mamme in dolce attesa di mangiare almeno mezzo avocado al giorno, tutti i giorni.

Vediamo, però, nel dettaglio quali sono le proprietà dell'avocado che possiamo assimilare consumando questo frutto dal gusto delicato molto simile a quello delle noci.

Acqua

64,0g

Proteine

4,4g

Lipidi 

23,0g

Carboidrati 

1,8g

Fibra alimentare

3,3g

Energia

231,0kcal

Sodio

2,0mg

Potassio

450,0mg

Ferro

0,6mg

Calcio

13,0mg

Fosforo

44,0mg

Tiamina

0,09mg

Riboflavina

0,12mg

Niacina

1,10mg

Vitamina A

14,0µg

Vitamina C

18,0mg

Vitamina E

6,4mg

Possiamo dirlo, quindi, che l’avocado fa davvero bene ma, per cosa è particolarmente indicato?

  • aiuta a regolare la pressione sanguigna e migliora la circolazione del sangue nel nostro organismo;
  • l’olio di avocado è indicato per combattere alcune molecole d’ossigeno “cattive”, quelle che tendono a distruggere le membrane cellulari, le proteine e lo stesso DNA;
  • ha grandi proprietà idratanti, è indicato per curare le scottature prevenendo le irritazioni, ed ha anche poteri antiossidanti, aiuta cioè a ridurre le rughe;
  • è molto ricco di fibre. In un avocado di medie dimensioni vi sono ben 10 grammi di fibra. È particolarmente consigliato per regolarizzare il traffico intestinale; 
  • aiuta il nostro corpo ad assorbire le sostanze nutrienti di altri alimenti.
  • In cucina può sostituire il nostro il burro in tante ricette.

Fa bene, quindi, mangiare l’avocado sia come un frutto tradizionale, magari a fine pasto sia in quella ricetta che lo ha reso famoso in tutto il mondo: la salsa guacamole. Facilissima da realizzare, ha origini antichissime, pare, infatti, che siano stati gli aztechi ad inventarla. Ciò che vi occorre sono 4 avocado, 2 lime e del sale. Pulite i frutti e mescolate la polpa in una ciotola con il succo dei lime e il sale. Potete arricchire la ricetta base con spezie o con cipolla, pomodoro, aglio, secondo i vostri gusti. Qualunque cosa sceglierete di aggiungere, il risultato sarà sicuramente ottimo.