Il Mangostano e le sue proprietà

Probabilmente avrai già letto qualcosa ma forse non ti ha ancora convinto o magari hai ottenuto qualche informazione parlando con gli amici o leggendo qualche rivista.
Beh, posso anticiparti che non ho alcuna intenzione di essere ripetitivo.

Non voglio convincerti di nulla, non voglio venderti alcun prodotto affermando che le sue proprietà benefiche e curative siano senza eguali. Il mio compito, come informatore, è solo quello di spiegarti quali sono le proprietà del mangostano.

Il mangostano, anche se probabilmente già lo saprai, è un frutto. Le varie popolazioni lo usavano per qualunque cosa: problemi intestinali, cura di gengiviti, tonico e addirittura tagliato a fette e posto su una parte dolorante (ma non si usava la bistecca?).

Sì, difficile contare gli svariati usi del mangostano da parte delle tribù indigene, ma credo che questo sia di poco rilievo visto che può portarci su un’unica direzione: confonderti le idee!

Il mangostano ha solo la proprietà di combattere lo stress ossidativo e ostacolare i processi infiammatori presenti nel tuo organismo.

Personalmente non sono a conoscenza che possa fare altro.

Il frutto del mangostano può avere favolose proprietà antiossidantiQuindi, se in questo momento non hai alcuna infiammazione in atto e il tuo livello di stress ossidativo è sotto controllo, allora, è inutile che tu continui a leggere. Se vuoi saperne di più, invece, ti consiglio di leggere qualcosa sugli...

ATTENZIONE: Se sai già tutto sul mangostano e vuoi provare i suoi effetti benefici, allora scopri di più sulla purea di mangostano.

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La corretta alimentazione per il tuo cane

Postato il 18/04/2015

Mangiare bene è importante e non lo è solo per noi. Una corretta alimentazione per il tuo cane è fondamentale per farlo crescere forte e sano. Abbiamo parlato dell’alimentazione vegana per cani ma, non tutti sono d’accordo nel dar da mangiare a cane e gatti alimenti che non contengano né carne né pesce. Indipendentemente da cosa scegliamo esistono due diversi tipi di alimentazione: quella casalinga e quella commerciale.

Scopri qual è la corretta alimentazione per il tuo cane.

Corretta alimentazione per il tuo caneL’alimentazione casalinga è quella a base di alimenti che noi stessi prepariamo appositamente per il nostro animale da compagnia e non si deve confondere con gli avanzi di cibo. I cani non si posso alimentare come noi esseri umani, hanno bisogno di una dieta specifica. Certo, da sempre gli animali domestici vengono alimentati con ciò che resta dei nostri pasti ma, non è il modo corretto per prendersi cura di loro. È importante tenere presente che un  cane adulto dovrebbe mangiare sui 30-40 grammi di cibo umido per ogni chilo di peso al giorno. Naturalmente il peso dell’animale non è l’unico fattore su cui basarsi per calcolare la quantità di cibo da dargli. Animali molto dinamici hanno bisogno di più cibo così come quelli che si muovo poco non devono esagerare. Un cane sovrappeso può avere problemi cardiaci e di circolazione che mettono a rischio la sua vita.

Il cibo deve essere diviso in un 40% di carne, 40% di pasta o di riso e il resto di verdure. La carne non deve essere cruda ma bollita o arrostita e senza alcun tipo di condimento. La pasta deve essere ben cotta perché sia facilmente digeribile dall’animale. Le verdure posso essere carote o zucchine, in entrambi i casi vanno lessate. In base alla taglia del cane è possibile aggiungere alla sua dieta un cucchiaino di olio di girasole o di olio di semi al giorno, per fornire gli acidi grassi. L’alimentazione casalinga è quelle più consigliata perché priva di conservanti e di alimenti di dubbia provenienza. Certo non tutti possono cucinare per il cane tutti i giorni. Per questa ragione a volte è necessario ricorrere all’alimentazione commerciale.

Per alimentazione commerciale si intende i croccantini  e le scatolette di cibo per animali. Purtroppo anche in questo caso il risparmio non aiuta. Scatolette e croccantini vanno valutati con attenzione. Leggete sempre le etichette che spiegano cosa è contenuto nel cibo che stiamo per dare al nostro amico a quattro zampe. Anche nel caso in cui decidiamo di utilizzare le scatolette vige sempre la regola dei 30-40 grammi per chilo di peso, ma se utilizziamo i croccantini  dobbiamo ridurre il quantitativo: un etto di crocchette è equiparabile a circa tre etti di cibo in scatola o di cibo preparato in casa questo perché i croccantini sono privi di acqua. I pregi delle crocchette sono che:

  • non deperiscono tanto facilmente
  • sono già pronte
  • se scegliete le migliori sono perfettamente bilanciate per l0’alimentazione del cane.

In ogni caso esistono alcuni alimenti che il cane proprio non deve mangiare perché rischierebbero di danneggiare gravemente la sua salute e, in alcuni casi, causarne la morte:

  • sughi, fritti, ragù e affini
  • cioccolato: è un veleno per il cane
  • leguminose: provocano flatulenza
  • patate: contengono troppi amidi
  • cipolle e aglio: sono causa di una forma di anemia emolitica potenzialmente letale
  • ossa: se di pollo o coniglio, cioè di piccole dimensioni o comunque friabili posso essere causa di perforazione intestinale
  • funghi
  • uva e uvetta
  • dolci di qualsiasi tipo e genere: provocano l’insorgere di diabete mellito nel cane
  • alcolici

Corretta alimentazione per il tuo caneDopo aver capito cosa dar da mangiare al proprio cane è importante capire quando e con quale frequenza. L’ideale per un cane adulto è un minimo di due pasti, uno al mattino e uno alla sera o al massimo tre. Fondamentale è non superare le dosi giornaliere consigliate. Evitate quindi gli errori più comuni:

  • alimentarlo con una dieta dissociata cioè un giorno la pasta e un giorno la carne. La dieta giornaliera dell’animale deve essere ben equilibrata, quindi contenere sia carboidrati che proteine.
  • lasciare sempre il cibo a disposizione. Niente di più sbagliato. L’animale deve capire che siete voi ad avere il controllo sul cibo, non lui. Ovviamente non esistono gli spuntini fuori pasto.
  • dare cibo dal tavolo. È una pessima abitudine che spinge il cane a prendersi delle libertà che non dovrebbe.
  • dare un solo pasto al giorno non va bene. I cani di grossa taglia che mangiano ogni 24 ore tendono a sviluppare la sindrome della dilatazione o torsione dello stomaco. Per quelli di piccola taglia, mangiare a così lunghi intervalli comporta un’eccessiva produzione di succhi gastrici che può causare vomito.
  • lasciare acqua sempre a disposizione. Alcuni seguono la regola inversa sbagliando. L’animale deve sempre avere a disposizione acqua fresca, soprattutto nelle stagioni più calde dell’anno.

L’amore per il vostro cane passa anche dall’alimentazione. Prendetevene cura facendolo mangiare bene e vedrete che condurrà una vita lunga e serena.

Disturbi dell’alimentazione

Postato il 18/04/2015

Per disturbi dell’alimentazione si intendono quei comportamenti alimentari volti a controllare e mantenere il peso entro certi limiti. Non stiamo parlando di diete o regimi alimentari controllati a cui molti di noi si sottopongono periodicamente per eliminare i chili in eccesso. I disturbi di cui vogliamo parlare sono quelli che vedono uomini e donne mangiare o digiunare in maniera incontrollata e per lungo tempo che hanno in queste patologie solo una manifestazione di un disagio interiore molto più grave e complesso. I disturbi alimentari se non curati possono portare anche alla morte.

Impariamo a conoscere i disturbi alimentari.

Disturbi dell'alimentazioneI disturbi alimentari possono colpire indiscriminatamente uomini e donne particolarmente sensibili. La società impone standard fisici che colpiscono l'autostima di quanti non rientrano nell’idea del fisico perfetto. Non solo, i disturbi alimentari sono fondamentalmente legati ad una visione distorta del proprio corpo. Ci si vede troppo grassi quando in realtà il proprio peso è perfettamente normale. Di qui nasce la necessità di perdere i chili suppostamente in eccesso riducendo drasticamente il cibo. La bilancia diventa il nemico con cui fare i conti.   

Il più diffuso disturbo alimentare legato alla percezione del nostro corpo come troppo grasso è l’anoressia. Questa si manifesta nel rifiuto di mangiare con lo scopo di  mantenere il peso corporeo nella norma. Chi è affetto da questa patologia arriva a perdere fino all’85% in più di quanto ci si aspetterebbe dal proprio sesso, età e statura. Il terrore degli anoressici è quello di ingrassare e la forma fisica ed il peso del corpo assumono un’influenza eccessiva sul proprio livello di autostima.  Perché ad una donna sia diagnosticata l’anoressia è necessaria l’assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi, causati dall’eccessiva perdita di peso. L’anoressia colpisce soggetti di ogni classe sociale e, con maggiore frequenza, i soggetti di sesso femminile. Queste sono circa 90% dei malati di questa patologia. Gli anoressici sono più donne che uomini perché è soprattutto dalle donne che ci si aspetta una forma fisica impeccabile.

L’anoressia si presenta generalmente nell’adolescenza, sono pochi, infatti, i casi donne oltre i 40 anni affette da questo disturbo alimentare.  Esistono due differenti forme di questo disturbo: l’anoressia restrittiva e bulimia. La prima impone la perdita di peso attraverso una dieta ferrea, il digiuno e l’eccessiva attività fisica. La bulimia, invece, affianca ad una rigida restrizione alimentare episodi di grandi mangiate, caratterizzate dall’assunzione di enormi quantità di cibo in breve tempo accompagnata dal senso di colpa. A queste si accompagnano episodi di vomito autoindotto, uso eccessivo di lassativi o diuretici, per rimediare all’assunzione incontrollata di cibo.

Esistono dei comportamenti specifici che posso aiutarci a diagnosticare la bulimia:

  • abbuffate ricorrenti, indipendentemente dal desiderio di fame, a cui si accompagna una sensazione di perdita di controllo. Questi episodi sono vissuti in genere con grande e disagio e spesso sono associati a momenti di solitudine, di stress, di sensazione psicologica di vuoto o di noia. In questi casi il cibo viene ingerito senza alcun controllo.
  • condotte di compenso con lo scopo di eliminare gli effetti delle abbuffate, come il vomito autoindotto l’assunzione impropria di lassativi e diuretici, o la pratica eccessiva di esercizio fisico.
  • continua ed estrema preoccupazione per il peso e le forme corporee.
  • errata percezione del proprio corpo, vissuto come sgradevole e perennemente inadeguato.
  • diminuzione non solo del peso ma anche della concentrazione, della memoria e della capacità di giudizio critico.
  • iperattività, irritabilità, asocialità e i disturbi del sonno.

Disturbi dell'alimentazioneQuando la patologia diventa cronica o comunque la perdita di peso è superiore al 25%, si arriva a soffrire di complicazioni mediche che rendono necessario l’intervento di uno specialista. A differenza di chi soffre di anoressia, che presenta un’eccessiva magrezza arrivando anche alla soglia dei 40 chili in soggetti che dovrebbero pesarne 60, i bulimici generalmente hanno un peso normale e questo rende difficile vedere il problema. I disturbi alimentari comportano:

  • scompensi dell’equilibrio elettrolitico
  • riducono i livelli ematici di potassio, che sono la causa di problemi cardiaci, renali e cerebrali
  • Gastriti, esofagiti, emorroidi, prolasso rettale
  • permanente perdita dello smalto dentale
  • invecchiamento della pelle

Queste sono solo alcune conseguenze dei disturbi legati all’alimentazione. Se non trattati in tempo ed in maniera adeguata, questi disordini alimentari possono, nei casi più gravi, portare alla morte, che solitamente avviene per suicidio o per arresto cardiaco. Per questo è fondamentale riconoscere i sintomi di anoressia e bulimia e chiedere aiuto. Esistono in Italia numerosi centri specializzati per la cura di queste patologie che affiancano cure mediche ad un supporto psicologico fondamentale per poter guarire. Infatti, i disturbi alimentari nascono nella testa del malato che non si ritiene idoneo a ciò che la società ci si aspetta da lui.

Mangostano e invecchiamento della pelle

Postato il 10/04/2015

Il mangostano è un frutto originario delle isole dell’Arcipelago malese e delle zone tropicali come Caraibi, Africa, Sud America e Australia. È un frutto dalla buccia rosso porpora che racchiude spicchi bianchi. La pianta superare l’altezza di 20 metri e prende il nome di Garcinia Mangostana. Per anni è stato considerato uno dei frutti esotici più costosi al mondo. A far lievitare il prezzo di questo straordinario frutto è il fatto che coltivazioni di questa pianta possono aversi solo in zone  al di sopra dei 20° di latitudine e inizia a produrre frutti soltanto dopo diversi anni dopo essere stato piantato.  Il frutto ha una polpa interna bianca e cremosa che rappresenta la parte commestibile.

Mangostano e invecchiamento della pelle: efficacia al 100%. 

Mangostano e invecchiamentoIn questi ultimi anni si è scoperto che il mangostano è ricco di catechina, sostanza contenuta anche nelle foglie di tè verde, che è un antibatterico naturale. Inoltre questo frutto è in grado di rafforzare le difese immunitarie, contribuire a ridurre il colesterolo e i trigliceridi. L’alta concentrazione di proantocianidine, gli stessi polifenoli che si trovano nei semi di uva, svolge un’importante azione contro i radicali liberi. I poteri antinvecchiamento di questa sostanza sono fino a venti volte superiori a quelli della vitamina C. Ma, il mangostano ha una marcia in più rispetto ad altri frutti utilizzati per combattere e rallentare l’invecchiamento cellulare: gli xantoni.

Questi sono dei fitonutrienti tra i più efficaci al mondo, presenti soprattutto nel pericarpo: “Ne racchiude 43 sui 200 presenti in natura - spiega Felice Strollo, endocrinologo specializzato in  Nutrizione e Benessere e docente presso il Dipartimento di scienze farmacologiche e biomolecolari della Statale di Milano - . Rispetto ad altri frutti in voga, penso alla papaya e al melograno, come antiossidante è cinque volte più potente”. Da pochi anni si è iniziato a conoscere questo frutto miracoloso anche nel nostro Paese, soprattutto come integratore alimentare e alimento fondamentale di diete energizzanti.  

È stato spesso consigliato anche per combatte i tumori, il diabete e per aumentare le difese immunitarie perché ricchissimo di antiossidanti. Inoltre, il mangostano riduce il colesterolo cattivo e i trigliceridi nel sangue. E adesso sta prendendo piede anche nel settore della cosmesi. Questo frutto viene ormai usato in cosmetica sia sotto forma di estratto secco sia sotto forma di fluido, in gocce. Fruttando i suoi potenti antiossidanti, combatte l’invecchiamento cutaneo, contrasta l’insorgere di rughe, stimola l’idratazione della pelle e potenzia anche l’efficacia dei filtri solari contro il foto-invecchiamento. Per questo se ne fa ampio uso in creme per il viso e per il corpo. Queste, oltre a ridurre le rughe, migliorano l’elasticità della pelle e combattono persino l’acne.

Alcuni anni fa, precisamente nel 2013, in occasione della Fashion week tenutasi a Roma proprio quell’anno, sono stati lanciati prodotti a base di mangostano, prodotti per la cura della pelle e soprattutto creme anti età. Da allora sempre più case cosmetiche si sono cimentate nella realizzazione di unguenti, maschere ed impacchi che sfruttassero i principali benefici del mangostano, gli antiossidanti. Queste creme assicurano efficacia sin dalle prime applicazioni, assolutamente naturali e non invasive. L’obiettivo è quello di ridurre sempre di più il ricorso al bisturi e puntare su prodotti davvero benefici e completamente naturali.

Mangostano e invecchiamentoSpesso, però, prodotti per la cura della bellezza, soprattutto se di grandi marchi, sono costose e non alla portata di tutti. Senza contare che, in alcuni casi, le ricette di queste creme includono sostanze tutt’altro che benefiche per la pelle e per l’ambiente. La cosa migliore sarebbe creare un prodotto fai da te in casa proprio con il frutto del mangostano. Ecco per voi una ricetta per una maschera antietà per il viso:

INGREDIENTI

  • Miele
  • 1 uovo
  • Yogurt bianco
  • Olio extravergine d’oliva
  • 1 mangostano

PREPARAZIONE

In una ciotola mescolate un cucchiaino di miele, il tuorlo di un uovo, due cucchiai di yogurt bianco, un cucchiaino di olio extravergine d’oliva e la purea di mangostano. Mescolate con cura tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto cremoso e omogeneo. Lasciate riposare il composto per almeno 10 minuti. Passate poi all’applicazione. Dopo aver lavato il viso ed eliminato lo sporco, asciugatelo bene e passate ed applicare la maschera al mangostano sul viso. Evitate il contorno occhi. Lasciate agire per circa mezz’ora e poi risciacquate con acqua tiepida.

Le ricette per creare creme e maschere fai da te al mangostano sono tante e tutte efficaci. Per quanti, invece, soffrono di acne, il mangostano si è dimostrato altamente efficace per combattere brufoli e punti neri. Una ricetta semplice per questo tipo di problema:

INGREDIENTI

  • 1 limone
  • 1 cetriolo
  • Yogurt bianco
  • 1 mangostano

PREPARAZIONE

Estraete dal limone il succo che ha grandi poteri astringenti efficaci contro la formazione di brufoli. Unitelo al cetriolo e al mangostano che avrete precedentemente ridotto in poltiglia. Mescolate il tutto con un vasetto di yogurt bianco. Anche in questo caso applicate la maschera sul viso asciutto e poi risciacquate con cura. Tenete in posa per almeno 10 minuti. Potete conservare questa maschera in un vasetto da tenere in frigo ma, poiché non sono stati aggiunti conservati, si consiglia di utilizzarla nei successi 2-3 giorni.

Vegcoach: cos’è?

Postato il 09/04/2015

Vegcoach è una parola nata dalla fusione dei due vocaboli vegan: vegano e coach: allenatore. Da tempo ormai la cultura e l’alimentazione vegane stanno prendendo sempre più piede, ma, molti di quelli che si avvicinano a questo mondo hanno bisogno di qualcuno che insegni loro le basi di un’alimentazione che esclude totalmente il consumo di carne e pesce. Questi alimenti sono tra quelli maggiormente consumati a tavola e sostituirli non è facile. È qui che entra in gioco il vegcoach.

Convertirsi al veganesimo con l’aiuto del vegcoach.

VegcoachNel nostro paese ben il 6% degli abitanti hanno deciso di convertirsi alla cultura vegan non solo per migliorare il proprio stile di vita ma anche per rispettare l’ambiente ed i suoi abitanti. Studi di settore hanno stabilito che un pasto completamente vegetariano consente di far risparmiare circa 3 kg di CO2 e più di 1500 litri di acqua rispetto ad uno che preveda il consumo di carne. Se tutti riducessero l’assunzione di questo alimento tanto combattuto dai vegetariani, il risparmio sarebbe notevole e non solo di denaro ma si otterrebbero notevoli benefici anche per l’ambiente.

Senza contare la drastica riduzione che subirebbe la macellazione degli animali che spesso sono sottoposti ad atroci sofferenze prima di raggiungere le nostre tavole. Combattere tutto questo è una motivazione sufficientemente forte per spingere qualcuno a cambiare completamente il proprio stile di vita ma, in meglio. Proprio per venire incontro a quanti si avvicinano a questo mondo, la biologa italiana Roberta Bartocci ha inventato la figura del vegcoach e spiega: “Ho ideato la nuova figura del Vegcoach per dare risposte a tutti coloro che sono interessati a mettere in pratica la riduzione dei consumi di carne e di altri prodotti di origine animale o ad alimentarsi correttamente nell’ambito di un regime vegetariano o vegano”.

La Bertocci parla con cognizione di causa infatti, da molti anni ha eliminato carne e pesce dalla propria alimentazione e, con il supporto della propria professione, ha deciso di mettere la propria esperienza a disposizione di quanti “desiderino avvicinarsi a stili alimentari sostenibili e per facilitare chi già si è avvicinato al green food e necessita di un supporto”. Vegetariana convinta, la biologa ha fatto del proprio stile di vita una professione. Dopo più di 15 anni di alimentazione priva di carne e pesce assicura di essere in grado di “consigliare i marchi migliori da acquistare, il tipo di preparazione di un certo alimento che non è stato mai provato prima”.

Ma cosa fa il vegcoach? Prima di tutto è un supporto psicologico. Non è facile alimentarsi in modo da rispettare l’ambiente, soprattutto in un mondo i cui questa cultura sì si sta diffondendo ma, viene ancora poco rispettata ed accetta. Il vegcoach, inoltre, propone corsi di cucina a tema, supporti familiari, conferenze di approfondimento anche per piccoli gruppi. Alla dottoressa Bertocci possono rivolgersi anche aziende che hanno deciso di abbracciare e far abbracciare questa filosofia ai propri impiegati. In questo caso propone menu e ricette esclusive e percorsi di formazione ed eventi.

VegcoachL’incontro con la biologa prevede una visita medica che. Ci spiega lei stessa: “ha la durata di circa un’ora e prevede la raccolta di dati antropometrici: peso, altezza, circonferenze, plicometria e bioimpedenziometria per la valutazione della composizione corporea e un lungo colloquio che include anamnesi del peso, dello stile alimentare, dell'attività fisica e degli obiettivi”. Dopo circa una settimana dalla visita, viene organizzato un secondo colloquio durante il quale viene consegnato al paziente un programma con le indicazioni alimentari personalizzate, compresi suggerimenti di ricette e modalità di cottura dei cibi e “viene effettuato un colloquio con tecniche di counseling per supportare l'adozione di comportamenti corretti in modo efficace ed attivo, rendendo l'alimentazione sana un piacere”.

Tra i principali dubbi di quanti vogliono e decidono di diventare vegetariani o vegani (coloro che elimina dalla propria dieta qualsiasi alimento di origine alimentare come latte e latticini, miele e uova) vi è quello di come sostituire le proteine ed in ferro che generalmente sono apportati dal consumo di carne. Non tutti sanno, però, che molti vegetali sono una ricchissima fonte proprio di ferro. Quello vegetale viene assorbito a seconda dei bisogni dell’organismo mentre, quello proveniente dalla carne, chiamato ferro eme, viene assorbito anche se i depositi di ferro presenti nell’organismo sono pieni, predisponendo i soggetti al diabete. Stessa cosa vale per le proteine presenti in carne e legumi. Questi ultimi sono da preferire ai primi perché più facilmente assorbibili e meno dannosi per la salute.

La dottoressa Bertocci ci spiega perché è da preferire una dieta vegetariane o vegana rispetto a quella che prevede consumo di carne: “A parità di apporto energetico rispetto ad un regime onnivoro, gli stili alimentari prevalentemente o esclusivamente vegetali proteggono dalle principali patologie degenerative al primo posto nelle statistiche di mortalità e morbilità dei paesi industrializzati: diversi tipi di cancro, sovrappeso e obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e sindrome metabolica, osteoporosi” e conclude: “l’unico stile onnivoro compatibile con una eccellente salute del resto è quello in cui i cibi di origine animale sono consumati sporadicamente e in quantità residuali. Chiaramente anche la qualità dei cibi ha una rilevanza fondamentale: stagionalità, grado di lavorazione e raffinazione, metodo di coltivazione”. Poiché difficilmente si è in grado di assicurare che alimenti animali siano rispettosi delle norme che ne assicurano la qualità è sempre meglio optare per frutta e verdura.

L’aiuto di un vegcoach può davvero rivelarsi fondamentale per riuscire ad affrontare il cambio di alimentazione senza traumi e, soprattutto senza rinunciare al gusto ed al sapore degli alimenti. In natura esistono prodotti in grado di sostituire gli alimenti di origine animale senza intaccare la prelibatezza dei manicaretti. Ormai anche torte e dolci si possono realizzare senza l’utilizzo di uova o latte ed il loro gusto non ha nulla da invidiare a quelli di pasticcini o biscotti con burro e altri grassi animali. È fondamentale conoscere i prodotti di cui ci si alimenta e la loro versatilità, imparare a contaminare la nostra cucina con quella di paesi in cui il vegetarianesimo ed il veganesimo sono già ampiamente diffusi e, soprattutto sperimentare. Solo così sarete in grado di alimentarvi in maniera sana e gustosa.

Tè: origini e proprietà

Postato il 03/04/2015

Il è tra le bevande più antiche e più conosciute in tutto il Mondo. Se ora viene spesso bevuto a diverse ore del giorno, soprattutto in occidente, un tempo era parte fondamentale di cerimoniali ma anche della medicina. Il tè è a basso contenuto calorico ma, contiene tante sostanze benefiche per la nostra salute, per questo è particolarmente indicato per chi vuole seguire un’alimentazione sana.

Il tè: la bevanda che fa bene alla salute.

TèLa pianta del tè, il cui nome scientifico è Camellia sinesi, viene coltivata allo stato erbaceo. Il tè giunse in Occidente nel 1600. Le sue origini, però, sono da cercare in Asia sud-orientale e in India. Le virtù medicamentose di questa pianta straordinaria erano ben note al popolo cinese che la utilizzava per la cura di diverse patologie, sia fisiche che psichiche. La degustazione del tè in polvere, detto anche matcha, fu introdotta in Giappone nel XII secolo grazie a monaci buddisti e, in tempi brevissimi, il suo utilizzo si diffuse come bevanda servita alla fine di pasti raffinati. Prima d'essere importato in Europa, il tè è stato consumato per duemila anni in Cina. L'Impero Britannico fu il primo ad avviare in India e poi a Ceylon le prime coltivazioni di tè. Nel 1648 il the compare a Parigi, nel 1650 in Germania e in seguito anche in Italia. I tè più pregiati vengono dal Darjeeling (Himalaya) e dallo Sri Lanka.

Tutti i tipi di tè che conosciamo derivano dalla stessa specie di pianta che presenta due differenti varietà: Camelila sinensis, a foglie piccole e Camelila assamica, a foglie grandi. La pianta del tè può arrivare fino a 15 metri di altezza ma viene mantenuta bassa, intorno a 1-1,5 metri, per rendere più semplice la raccolta delle foglie e dei germogli. La coltivazione del tè è lunga se si considera che il primo raccolto si ha solo dopo 4-5 anni ma, la stessa pianta è in grado di produrre foglie aromatiche dalle grandi proprietà per ben 50 anni circa. Ogni anno, la pianta viene spogliata delle proprie foglie per 4-5 volte, come avviene in Cina, oppure continuativamente per 8-9 mesi l'anno.

Il tè classificabile in base a criteri precisi:

  • In funzione delle dimensioni e dello stato di conservazione delle foglie
  • Dalla rottura o taglio delle foglie
  • Dall'uso particolato di piccole dimensioni usato per il confezionamento in bustine
  • Uso della polvere compressa, da noi poco diffusa

Nel 2000 la produzione mondiale di tè ha sfiorato le 3.819.000 tonnellate, mentre nel 2010 sono stati superati i 4 milioni e mezzo di tonnellate. I Paesi produttori sono circa 40, sparsi in tutto il Mondo ma, le capolista sono Cina ed India, Il consumo pro capite europeo è di circa 0,6 Kg/anno e quello italiano è di circa 0,1 Kg/anno. 

TèLe proprietà benefiche del tè hanno resto questa pianta tra le più utilizzate in campo erboristico. Infatti, consumando giornalmente tè è possibile:

  • facilitare la digestione
  • sciogliere i grassi
  • neutralizzare i veleni del sistema digerente
  • curare la dissenteria
  • contrastare le affezioni polmonari
  • abbassare la febbre
  • curare l'epilessia

La parte più ricca di sostanze benefiche sono le foglie. Queste vengono raccolte e lasciate seccare da alcune ore fino ad un giorno intero, dopodiché si stropicciano e si accartocciano. Con questa operazione si rompono le cellule del mesofillo e si favoriscono i fenomeni ossidativi. A seconda delle diverse tempistiche con cui questo metodo viene applicato, si ottengono differenti tipologie di tè, più o meno forti nel sapore. Dopo l'accartocciamento, le foglie di tè possono essere lasciate fermentare ulteriormente. In questo caso, vengono poi torrefatte tra gli 80 ed i 100°C con lo scopo di ottenere un tè nero particolarmente aromatico. Esistono 3 grandi categorie di tè: nero, oolong e verde. Queste differenze sono legate alle lavorazioni e al tipo di raccolta adottato.

Indipendentemente dal tipo di tè che sceglierete, servito in infusi o tisane, fatene comunque ampio uso durante tutto l’arco della giornata. I benefici che apporta una tazza di tè sono tantissimi ed inoltre, contenendo la teina, una sostanza molto simile alla caffeina, potete, senza problemi, sostituire il tè con il caffè per una carica di energia al mattino o durante il corso della giornata.