Il Mangostano e le sue proprietà

Probabilmente avrai già letto qualcosa ma forse non ti ha ancora convinto o magari hai ottenuto qualche informazione parlando con gli amici o leggendo qualche rivista.
Beh, posso anticiparti che non ho alcuna intenzione di essere ripetitivo.

Non voglio convincerti di nulla, non voglio venderti alcun prodotto affermando che le sue proprietà benefiche e curative siano senza eguali. Il mio compito, come informatore, è solo quello di spiegarti quali sono le proprietà del mangostano.

Il mangostano, anche se probabilmente già lo saprai, è un frutto. Le varie popolazioni lo usavano per qualunque cosa: problemi intestinali, cura di gengiviti, tonico e addirittura tagliato a fette e posto su una parte dolorante (ma non si usava la bistecca?).

Sì, difficile contare gli svariati usi del mangostano da parte delle tribù indigene, ma credo che questo sia di poco rilievo visto che può portarci su un’unica direzione: confonderti le idee!

Il mangostano ha solo la proprietà di combattere lo stress ossidativo e ostacolare i processi infiammatori presenti nel tuo organismo.

Personalmente non sono a conoscenza che possa fare altro.

Il frutto del mangostano può avere favolose proprietà antiossidantiQuindi, se in questo momento non hai alcuna infiammazione in atto e il tuo livello di stress ossidativo è sotto controllo, allora, è inutile che tu continui a leggere. Se vuoi saperne di più, invece, ti consiglio di leggere qualcosa sugli...

ATTENZIONE: Se sai già tutto sul mangostano e vuoi provare i suoi effetti benefici, allora scopri di più sulla purea di mangostano.

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Il carciofo: il re della verdura inverale.

Postato il 22/09/2014

Il suo nome scientifico è Cynara cardunculus ma tutti lo conosciamo con come carciofo, parola che deriva dall’arabo. La pianta del carciofo nasce come pianta selvatica ma, sembrerebbe che proprio gli italiani, in epoche remote, siano stati i primi a coltivarla. Non a caso in Sicilia è possibile trovare degli esemplari della prima cultivar ottenuta dalla domesticazione del cardo selvatico.

Mangiare carciofi fa bene alla salute.

Ma perché i medici consigliano il consumo del carciofo? Questa pianta è conosciuta proprio per i grandi benefici che può apportare alla salute dell’uomo: aiuta a ridurre gli effetti dell’anemia, abbassa il livello del colesterolo e stimola la diuresi. È inoltre particolarmente indicata per chi soffre di problemi di digestione, disturbi gastro-intestinali, stitichezza, nausea, vomito e reflusso gastroesofageo.

Abbiamo parlato della frutta e della verdure tipici della stagione invernale ed il carciofo rientra tra questi. Per mangiare carciofi di buona qualità bisogna aspettare ottobre quando inizia la prima raccolta. Questo prodotto è, però, disponibile fino al mese di aprile. Per i più golosi, vogliamo specificare che il carciofo da il meglio di se nei mesi di dicembre e gennaio, quando è altamente consigliato consumarlo.

Re dello spot di un noto liquore pubblicizzato negli anni ’90, il carciofo non è solo un potente digestivo ma, al suo interno, contiene numerose sostanze nutritive. Vediamo quali:

Fibre

Permetto un aumento della massa fecale, accelerano il transito intestinale favorendo l’evacuazione.

Calcio

Stimola muscoli e nervi e favorisce la coagulazione del sangue. Svolge, inoltre, attività di tipo enzimatico ed è un elemento strutturale di ossa, denti e cellule.

Fosforo

Rappresenta il componente dei legami di fosfato ricchi di energia. Anche questo è uno degli elementi che compongono ossa, denti e cellule.

Magnesio

Funge da attivatore enzimatico e agisce da modulatore dell'attività elettrica della muscolatura.

Ferro

È il legante dell'ossigeno nella molecola di emoglobina e in altri trasportatori di ossigeno.

Potassio

Interviene nella trasmissione nervosa e nella regolazione dell'equilibrio acido-base e del bilancio idrosalino.

 

Queste sono tutte le sostanze benefiche che assimiliamo ogni qual volta mangiamo dei carciofi. Ma parlando di mangiare e di tavola, sapete quante sono le varietà  di carciofo coltivate? E quali sono i carciofi migliori ed i più conosciuti? Ve lo diciamo noi. Ecco la top five del carciofo:

Mammola: questa varietà di carciofo comprende due “sottovarietà”, il tondo di Paestum ed il romanesco. Privo di spine e con poco barba interna ha origini antichissime. Sembra che sia stato ritratto dagli antichi Etruschi a decorazione delle loro tombe.

Spinoso: Lungo ed affusolato è dotato di spine rigide alle estremità superiore del frutto. La coltivazione di questa varietà va da settembre a maggio e si concentra soprattutto della zona della Sardegna.

Violetto: Comprende sia la tipologia dello spinoso che quella della mammola essendo queste due varietà caratterizzate da un colore tendente al viola.  Tra le più pregiate vi sono il precoce di Schito, il carciofo della Val di Cornia, il violetto di Sant’Erasmo e quello catanese.

Precoce: in questa categoria rientrano i carciofi prodotti nelle località di Jesi, Catania, Chioggia. Sono tutte caratterizzate da un frutto dal colore chiaro e foglie tenere.

Bianco: il carciofo bianco si coltiva esclusivamente nel Parco nazionale del Cilento, tra i 300 ed i 700 metri d’altezza. Caratteristica principale è il suo sapore delicato.

Prima di concludere, vogliamo regalarvi due chicche su questa straordinaria pianta che è il carciofo:

  • Nel 1949 la diva Marylin Monroe fu incoronata Regina del carciofo in un festival dedicato a questa pianta organizzato ogni anno in California;
  • Pablo Neruda, nel 1971, dedicò un poema al carciofo dal titolo Oda a la Alcachofa

La frutta invernale: tutti i suoi benefici

Postato il 18/09/2014

Una mela al giorno toglie il medico di torno, questo ce lo siamo sentiti ripetere innumerevoli volte ma, la mela non è l’unico frutto che fa bene al nostro corpo. La frutta contiene numerosissime sostanze benefiche per la nostra salute ma, per poterne godere a pieno è importante scegliere la frutta giusta, quella di stagione.

La frutta invernale è ricca di sostanze benefiche. Vediamo quali.

Frutta invernaleGeneralmente è ormai possibile trovare frutta di qualunque stagione durante tutto l’anno. Infatti, ci sono coltivazioni in serra in grado di permetterci di gustare fragole d’inverno e mele d’estate. Ma perché consumare cibi fuori stagione se, la natura ce ne fornisce di gustosi e diversi ogni mese dell’anno?

Infatti seppur apparentemente gustosi, i frutti fuori stagione sono spesso coltivati mediante l’utilizzo di prodotti chimici che ne alimentano la crescita, che fanno, cioè, quello che farebbe il sole e l’aria ai frutti che crescono nella loro epoca dell’anno.

Nel periodo invernale i prodotti della natura che abbiamo a disposizione sono molteplici. Vediamone alcuni:

Arancia: è uno dei frutti invernali con maggiore quantitativo di vitamina C. Questa vitamina aumenta le difese del sistema immunitario riducendo i rischi di contrarre malattie da raffreddamento legate alla stagione fredda. Una spremuta di arance ogni mattina è altamente consigliabile.

Limone: ricco anche questo di vitamina C, ammettiamo che il limone sia poco gradevole consumarlo come un tradizionale frutto a causa del suo sapore aspro seppur rinfrescante. Ripiegate, quindi, sulla preparazione di qualche dolce oppure un gelato al gusto di limone. Studi recenti hanno dimostrato che mezzo limone premuto in un bicchiere d’acqua e consumato ogni mattina prima di iniziare la giornata ha poteri benefici straordinari: anti tumorali, anti ossidi nati, disinfettanti.

Kiwi: la vitamina C è contenuta in molti frutti, sia estivi ch invernali, ed il kiwi non fa eccezione. Oltre alla vitamina C, però, vi sono anche la vitamina E e numerose fibre, importantissime per regolarizzare l’intestino e migliorarne le sue funzioni. Potete consumarlo durante tutto l’arco della giornata sia a colazione che a merenda.

Mandarino: l’inverno è ricco di agrumi e come tali, anche i mandarini aumentano le difese immunitarie e ci tengono lontani da raffreddore e tosse.  

Mela: ormai la mela è reperibile durante tutto l’anno ma è l’inverno il periodo in cui questo frutto da il meglio di se. Ricchissime di fosforo, fibre, potassio, ferro e vitamina C. Mangiabili sia sole che in insalata. Ottime anche nei dolci.

Pera: cugine delle mele anche le pere possono essere mangiate sia d’estate che d’inverno ma solo d’inverno è possibile trovarle davvero fresche e di buona qualità. Fibre, molte vitamine, acido follico, tannini e acido caffeico rendono la pera un frutto davvero appetibile per la nostra salute.

Ananas: è un frutto tropicale che cresce nelle zone di coltivazione durante l’estate ma quando qui da noi, nell’emisfero nord è inverno. Ricco di acqua e con davvero pochissime calorie è delizioso e succoso.

Questi sono i frutti invernali che non posso mancare sulla vostra tavola durante la stagione più fredda dell’anno. Gustateli come meglio preferite e non fatene mai a meno, la vostra salute vi ringrazierà. 

Antiossidanti: combattono tosse e raffreddore

Postato il 14/09/2014

Si abbassano le temperature ed aumenta il rischio di contrarre malanni, tosse e raffreddore. Restare a letto nei freddi giorni invernali può essere piacevole ma non se bisogna combattere con gola arrossata, naso che cola, occhi lacrimanti.

 

Frutta e verdura contro tosse e raffreddore: gli antiossidanti.

Per ridurre il rischio di ammalarsi, spesso dovuto agli sbalzi di temperatura tra ambienti esterni ed ambienti interni o a colpi di freddo dovuti ad un abbigliamento ancora troppo leggero, esistono dei cibi, frutta e verdura, che se consumati con regolarità migliorano il nostro sistema immunitario. Quando il nostro corpo è forte e sano, pochi sono i rischi di contrarre malattie da raffreddamento.

La frutta e la verdura, ma anche pesce e carne, contengono sostanze nutritive eccezionali:

  • la vitamina A: dona elasticità alla pelle ed, insieme ai carotenoidi, è un potente antiossidante;
  • la vitamina C: antiossidante che combatte i radicali liberi, importante nella formazione del collagene, che rende elastica la pelle e previene le rughe;
  • la vitamina E: che ripara dai danni provocati dal sole sulla pelle;
  • le fibre: importanti per il normale funzionamento dell'intestino e contribuiscono a prevenire la stipsi e la diverticolosi;
  • il calcio: Il calcio è utilizzato dall'organismo per la formazione dei denti e dello scheletro e per il mantenimento della massa minerale dell'osso;
  • il ferro: Il ferro è un minerale indispensabile per il trasporto dell'ossigeno da parte dei globuli rossi. 

Queste sono solo alcune delle sostanze di cui frutta, verdura, carne e pesce sono ricchi. Ma oggi vogliamo soffermarci su un elemento in particolare: gli antiossidanti. Gli antiossidanti, che possono essere molecole, ioni, radicali, sono delle sostanze chimiche che rallentano o riducono il rischio dell'ossidazione di altre sostanze. L'ossidazione è una reazione chimica che comporta il trasferimento di elettroni da una sostanza ad una altra che è un ossidante.

Ciò che deriva da queste reazioni chimiche possono essere i radicali liberi, causa del deterioramento e del danneggiamento delle cellule del corpo umano. Per evitare ciò, gli antiossidanti bloccano tali reazioni di ossidazione evitando di innescare la reazione. Per questo loro comportamento sono scientificamente definiti agenti riducenti.

Il termine antiossidante originariamente era riferito ad un composto chimico che preveniva il consumo di ossigeno. Iniziarono, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, studi specifici su queste sostanze, soprattutto il loro uso nel campo industriale. Sono dopo anni, le ricerche si spostarono sull’importanza che gli antiossidanti potessero avere nei processi chimici che coinvolgevano le cellule del corpo umano.  

Vediamo nel dettaglio i principali antiossidanti presenti nei cibi:

Acido ascorbico o Vitamina C

è un monosaccaride antiossidante. Reperibile nella carne come nel pesce e nelle verdure, il nostro corpo umano non lo sintetizza così com’è, per questa ragione, questa sostanza deve essere introdotta nel nostro organismo tramite i cibi che consumiamo. L'acido ascorbico è un agente riducente e può ridurre e di conseguenza neutralizzare le sostanze che causano invecchiamento alle cellule.  

Glutatione

Il glutatione è un peptide che viene sintetizzato dalle cellule per cui non è necessario che venga introdotto attraverso la dieta. Per la sua alta concentrazione il glutatione è uno dei più importanti antiossidanti cellulari, nonché uno dei più potenti.

Tocoferolo o Vitamina E

La vitamina E è il nome che comprende al suo interno una serie di otto tocoferoli e tocotrienoli, vitamine antiossidanti liposolubili.  La più importate è l'α-tocoferolo poiché protegge le membrane cellulari dall'ossidazione reagendo con i radicali lipidici, rimuove i radicali liberi intermedi e impedisce la continuazione della reazione di propagazione.

 

Questi sono i principali antiossidanti che combatto l’invecchiamento delle cellule. Dobbiamo, naturalmente chiarire che cellule vecchie e danneggiate si ammalano più facilmente. Quindi, mantenere il proprio corpo giovane, curarlo riduce il rischio di ammalarsi. Per questo motivo gli antiossidanti sono importantissimi, soprattutto nella stagione dell’anno più fredda, per evitare di beccarsi febbre, tosse o raffreddore.

Vogliamo mostrarvi un elenco dei cibi che contengono un elevato quantitativo di antiossidanti e che consigliamo di consumare in vista dell’inverno:

  • Olio extra-vergine di oliva
  • Aglio
  • Frutti rossi e mirtilli
  • Broccoli e cavolfiori
  • Kiwi
  • Cipolle
  • Avocado
  • Pomodori
  • Spinaci e bietole
  • Melograno
  • Anguria
  • Pesce

Come abbiamo visto da questo semplice elenco, sono tantissimi i cibi apportatori di antiossidanti. Un dieta ricca ed equilibrata e soprattutto variegata fa bene al nostro organismo e ci consente di mantenerlo giovane e sano.

 

Il dizionario del vegetariano

Postato il 28/08/2014

Il vegetariano è chi, per scelta o per bisogno, sceglie di escludere rigorosamente dalla propria dieta alimentare carni di qualsiasi animale. Per chi si avvicina a questo “stile di vita” può risultare difficile sostituire le sostanze nutritive, soprattutto le proteine, contenute nella carne con altri alimenti. Ma, ormai, grazie anche alle conoscenze di molti messe a disposizione per i neo vegetariani, non è più così problematico.

Il dizionario del vegetariano, per chi vuole saperne di più.

Dizonario del vegetarianoLegumi di ogni tipo sostituiscono la carne ed il pesce sulle tavole dei vegetariani. Ma, non tutti sanno che esistono altri prodotti in grado di fornire un notevole apporto di sostanze nutritive al pari degli alimenti che si è scelto di escludere dalla

propria alimentazione.

Per questo motivo abbiamo deciso di proporvi un piccolo dizionario del vegetariano. In seguito troverete informazioni utili non solo sugli alimenti sostitutivi della carne ma anche di quei termini, ormai entrati a far parte della vita del vegetariano, che potreste avere difficoltà ad identificare, soprattutto per quanti hanno da poco deciso di modificare la propria dieta.

Alghe: Nori, wakame, hiziki, dulse ed altre sono spesso consigliate per chi non vuole consumare cibi di origine animale. Si ritiene contengano elevate quantità di Sali minerali e vitamina B12. Spesso, però, queste sostanze scarseggiano o non sono affatto presenti nei prodotti acquistati a prezzi molto elevati. La lavorazione e l’essiccazione posta alla perdita di sali minerali e vitamine riducendo l’alga a qualcosa di per nulla sostanzioso. Nessun apporto quindi, o quasi, alla vostra dieta come hanno comunicato molte associazioni vegetariane.

Anemia: è una patologia che spesso colpisce quanti hanno l’emoglobina nel sangue al di sotto del range di normalità. Questa malattia è spesso stata erroneamente associata ad una scarsa assunzione di carni e, di conseguenza, si è ritenuto i vegetariani ad elevato rischio anemia. Niente di più sbagliato. Ne soffrono anche assidui consumatori di carne rossa ed è, in realtà, legata ad un’alimentazione sbagliata, a diete drastiche o a fattori genetici.

Biologico: spesso si lega questo termine al vegetarianismo ma, in realtà, tutti gli alimenti, compresi carne e uova, dovrebbero essere biologici. Ma cosa significa biologico? Un alimento è da considerarsi biologico se nella sua produzione o allevamento non vengono utilizzati farmaci, ormoni e antibiotici. Di sicuro è più facile trovarli nelle carni poiché assunti da animali malati per essere curati. Ma, spesso, vengono utilizzati anche per aumentare la produzione e le dimensioni di frutta e verdura. Per questo motivo, è sempre bene scegliere alimenti liberi da queste sostanze. Ricordate, però, che con il termine bio, a volte, vengono definiti alimenti che bio non sono. Controllate bene le etichette e la provenienza dei cibi che consumate.

vegetariano“Carne” di soia: è composta da proteine di soia generalmente trattate con prodotti chimici e solventi. Spesso chi inizia una dieta vegetariana è portato ad optare per prodotti di questo genere. Statene alla larga! Preferite, invece, legumi come lenticchie e ceci che sono ricchi di acidi grassi polinsaturi, fibre e polifenoli. Inoltre, la cosiddetta “carne” di soia deve essere comunque associata a questi alimenti ben più nutritivi per poter essere davvero valida. Per cui perché spendere soldi per qualcosa che è solo all’apparenza simile alla carne?

Fish-vegetarian: non rientrano nella categoria dei vegetariani così come la considerano i veri puristi. Si definiscono fish-vegetarian quanti evitano il consumo di carne di terra come pollo, maiale o vitello ma mangiano pesce e crostacei.

Germe di grano: rientrano tra gli alimenti poco noti ma che, per chi inizia ad avvicinarsi al modo del vegetarianismo, è importante conoscere. Sono ricche di vitamina E, molte vitamine del gruppo B, zinco, ferro, magnesio ed acidi grassi essenziali. Si possono usare nello yogurt o per arricchire insalate e minestroni. Evitate, però, l’olio di germe di grano che si deteriora con facilità.

Integratori: consumati spesso senza controllo da quanti hanno deciso di non mangiare più carne. Ve ne sono di ogni tipo: sali minerali, vitamine, aminoacidi isolati, estratti, principi attivi e chi più ne ha più ne metta. Ma, essendo sostanze isolate, risultano inefficaci se non addirittura dannosi. Quindi, è sempre preferibile assumere queste sostanze attraverso quegli alimenti vegetali che ne sono ricchi.  

Latte di soia: usato soprattutto da chi ha intolleranze al lattosio, può rientrare nella dieta del vegetariano. Ricordate, però, che non ha aminoacidi, sali, vitamine, vitamina D, vitamina B12, iodio e calcio assimilabile ed il suo sapore non ha nulla a che vedere con il latte vaccino.

Quinoa: ricco di lisina può, però, per alcuni soggetti, essere sconsigliato l’uso abbondante e regolare. Meglio optare per legumi e cerali come avena, grano saraceno, orzo e farina integrale che non hanno controindicazioni.

Seitan: è glutine di grano. L’apporto proteico è piuttosto basso quindi va sempre associato a uova, legumi o latticini. È possibile acquistarlo in negozi specializzati a costi piuttosto elevati oppure realizzarlo in casa, magari con l’aggiunta di sostanze che ne arricchiscano l’apporto nutrizionale.

Tofu: conosciuto anche come “formaggio” di soia si ottiene dalle proteine cagliate del seme di soia. Il sapore è piuttosto insipido per questo motivo viene spesso cucinato con legumi, riso e cereali.

Queste sono solo alcuni dei termini in cui vi imbattere se deciderete di avvicinarvi alla dieta vegetariana. Come abbiamo visto, molti dei prodotti sostitutivi di carne e pesce, sono costosi e carenti si quelle sostanze che andrebbero assimilate avendo eliminato i cibi animali. Consigliamo, quindi, un bel piatto di legumi decisamente più sostanzioso e nutriente. 

I 3 frutti dell’estate: anguria, albicocca e pesca

Postato il 18/08/2014

Con il caldo molti di noi preferiscono mantenersi leggeri, abbandonare i pranzi abbondanti tipici delle stagioni più fredde e optare per qualcosa di sì gusto ma fresco e leggero: la frutta. Ormai, però, sulle bancarelle è possibile trovare frutta di ogni tipo, anche non di stagione. Spesso i frutti fuori stagione, coltivati in serra o importati, risultano poco gustosi.

I 3 frutti dell’estate, economici e saporiti.

Per questo motivo è sempre bene sapere qual è la frutta di stagione per poter consumare un prodotto genuino, saporito e soprattutto delle nostre terre. Inoltre la frutta di stagione la si trova a prezzi di  molto ridotti rispetto al resto dei prodotti. Un aiuto alla natura e al nostro portafoglio.

Ecco, quindi, i 3 frutti dell’estate, quelli che non devono mancare sulle vostre tavole, quelli che saranno perfetti per una macedonia da consumare come pasto unico in questi giorni di caldo e afa.

Anguria

i 3 frutti dell'estate

L’anguria è tra i frutti più amati dell’estate. Ricca di acqua aiuta a mantenere il nostro corpo idratato e disseta. Il nome scientifico è Citrullus lanatus ma noi la conosciamo come anguria o cocomero, è una pianta della famiglia delle Cucurbitaceae, originariamente proveniente dall'Africa tropicale. L’anguria è una pianta annuale, con fusto rampicante, foglie grandi e frutto di grandi dimensioni,  rotondo oppure ovale che può raggiungere anche i 20 kg di peso.

Esternamente è verde e liscio con striature e chiazze bianche o gialle. David Livingstone, un famoso esploratore dell'Africa, nei suoi viaggi scoprì che l'anguria cresceva abbondante nel deserto del Kalahari, dove si ritiene abbia avuto origine. Lì il frutto cresce selvaggio ed è conosciuto come Tsamma.

Non è ben chiaro quando sia iniziata la coltivazione dell'anguria ma, attestato da alcuni geroglifici, sembra che i primi a crescere piante di anguria siano stati gli egiziani più di 5000 anni fa. Nel X secolo d.C. l'anguria era coltivata in Cina, che attualmente risulta essere il primo produttore mondiale. Giunse in Europa, però, solo 2 secoli dopo.

La polpa dell'anguria, dal colore rosso intenso e ricca di semi, è composta per oltre il 90% di acqua. Nel suo succo, però, si trovano anche zuccheri e vitamine A, C, B e B6. Ma vediamo nel dettaglio la composizione di questo frutto tipicamente estivo:

  • Proteine: 0,6 mg
  • Grassi: 0,15 mg
  • Carboidrati: 7,55 g
  • Fibre: 0,4 g
  • Calcio: 7 mg
  • Sodio: 1 mg
  • Potassio: 112 mg
  • Magnesio: 10 mg
  • Fosforo: 11 mg

L’anguria è davvero poco calorica, contiene, infatti, circa 30 kcal per 100 grammi di prodotto.

L’anguria è consigliata a chi soffre di ipertensione e malattie cardiache grazie alla presenza, nella sua polpa, di citrulina. Inoltre, abbassa i livelli di colesterolo nel sangue e migliora la qualità del sonno stimolando la produzione di serotonina.  

Albicocca

L'albicocca è il frutto dell'albicocco il ci nome scientifico è Prunus armeniaca, appartenente alla famiglia delle Rosacee, la stessa famiglia e genere di frutti quali la ciliegia, la pesca e la prugna. Il frutto cresce su alberi con tronco e rami sottili che possono raggiungere i 12-13 metri allo stato selvatico. L’albicocca è un frutto di piccole dimensioni dalla buccia pelosa e la polpa carnosa, con un nocciolo duro all’interno.

La pianta dell’albicocco è originaria della Cina nordorientale, nelle zone al confine con la Russia. La sua origine risale a più di 4000 anni fa. Dall’Oriente si estese lentamente verso l'Asia centrale fino a raggiungere l’Armenia, da cui prese il nome, dove, si racconta Alessandro Magno la scoprì. Ma furono i Romani ad importarla in Italia e in Grecia nel 70-60 a.C. Ma chi diffuse questo frutto nell’intero bacino del Mediterraneo furono gli Arabi, infatti Albicocco deriva dalla parola araba Al-barquq.

L'albicocca è uno de i 3 frutti dell'estate ed è ricca di vitamina B, C, PP, ma soprattutto di carotenoidi. Contiene elevate quantità di vitamina A che protegge le superfici dell'organismo, interne ed esterne.

L’albicocca è composta da:

  • Proteine: 1,4 mg
  • Grassi: 0,39 mg
  • Carboidrati: 11,12 g
  • Fibre: 2 g
  • Calcio: 13 mg
  • Sodio: 1 mg
  • Potassio: 259 mg /100gr
  • Magnesio: 10 mg
  • Fosforo: 23 mg

 Il consumo di albicocche è indicato per chi soffre di secchezza della pelle e delle mucose respiratorie, digerenti e urinarie, di rottura delle unghie, di capelli fragili e opachi, di fragilità ossea. Il frutto ha un contenuto di 28 calorie ogni 100 grammi di peso. 

Pesca

Il pesco, il cui nome scientifico è Prunus persica è una specie del genere Prunus che produce un frutto commestibile chiamato pesca. Le pèsche sono frutti carnosi e zuccherini, hanno la buccia di colore giallo-rossastra che può essere sottile e vellutata o liscia. La polpa è succosa e dal profumo intenso che, a seconda della varietà, può essere gialla o bianca con venature rosse.  

Il pesco è un albero originario della Cina, dove è da sempre ritenuto simbolo d'immortalità. Dall’oriente questa straordinaria pianta arrivò in Persia e da lì giunse in Europa. È proprio dalla  Persia che deriva il nome della specie. Il frutto della pesca arrivò a Roma nel I secolo d.C. e grazie ad Alessandro Magno si diffuse in tutto il bacino del Mar Mediterraneo, proprio come le albicocche.

Anche la pesca, come molti frutti tipicamente estivi, contiene vitamine come la A, C, B1, B2 e altre sostanze nutritive come fosforo, potassio, magnesio, zolfo, ferro, manganese che vediamo nel dettaglio:

  • Proteine: 0,91 mg
  • Grassi: 0,39 mg
  • Carboidrati: 11,12 g
  • Fibre: 2 g
  • Calcio: 13 mg
  • Sodio: 1 mg
  • Potassio: 259 mg /100gr
  • Magnesio: 10 mg
  • Fosforo: 23 mg

La pesca contiene un acido molto simile all'acido citrico, che ha la proprietà di eliminare le tossine e che la rende particolarmente indicata per chi ha problemi di digestione e di circolazione. Inoltra, ha proprietà lassative e soprattutto diuretiche, giova a chi soffre di costipazione intestinale e di stipsi, e a chi ha problemi di insufficienza renale o di calcoli urinari. Aiuta anche a limitare la traspirazione per cui è perfetta in questo periodo particolarmente caldo dell’anno. Contiene soltanto 39 kcal ogni 100 g di frutto.