Il Mangostano e le sue proprietà

Probabilmente avrai già letto qualcosa ma forse non ti ha ancora convinto o magari hai ottenuto qualche informazione parlando con gli amici o leggendo qualche rivista.
Beh, posso anticiparti che non ho alcuna intenzione di essere ripetitivo.

Non voglio convincerti di nulla, non voglio venderti alcun prodotto affermando che le sue proprietà benefiche e curative siano senza eguali. Il mio compito, come informatore, è solo quello di spiegarti quali sono le proprietà del mangostano.

Il mangostano, anche se probabilmente già lo saprai, è un frutto. Le varie popolazioni lo usavano per qualunque cosa: problemi intestinali, cura di gengiviti, tonico e addirittura tagliato a fette e posto su una parte dolorante (ma non si usava la bistecca?).

Sì, difficile contare gli svariati usi del mangostano da parte delle tribù indigene, ma credo che questo sia di poco rilievo visto che può portarci su un’unica direzione: confonderti le idee!

Il mangostano ha solo la proprietà di combattere lo stress ossidativo e ostacolare i processi infiammatori presenti nel tuo organismo.

Personalmente non sono a conoscenza che possa fare altro.

Il frutto del mangostano può avere favolose proprietà antiossidantiQuindi, se in questo momento non hai alcuna infiammazione in atto e il tuo livello di stress ossidativo è sotto controllo, allora, è inutile che tu continui a leggere. Se vuoi saperne di più, invece, ti consiglio di leggere qualcosa sugli...

ATTENZIONE: Se sai già tutto sul mangostano e vuoi provare i suoi effetti benefici, allora scopri di più sulla purea di mangostano.

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L’alimentazione in gravidanza: come seguire quella giusta

Postato il 28/06/2016

Per le mamme in attesa l’alimentazione è fondamentale non solo per il proprio benessere ma anche per quello del bambino. “Ora dovrei mangiare per due” si saranno sentite dire alcune donne appena saputo di essere incinte, ma non è così, non più almeno. Se questo è quello che pensavano le nostre nonne, ora l’alimentazione in gravidanza deve prestare attenzione alla quantità, alla qualità e alla distribuzione dei cibi assunti, e del numero dei pasti giornalieri, durante tutti i nove mesi di gestazione. Ciò non vuol dire seguire una dieta rigida pur di non prendere eccessivo peso, compromettendo così la salute del piccolo. Bisogna essere consapevoli che diventare mamme comporterà delle modifiche al nostro corpo che, però, sono reversibili. L’esagerazione nel mangiare troppo o troppo poco non è mai la maniera corretta. Ecco quindi alcune attenzioni che è bene prestare quando si parla di alimentazione in gravidanza.

L’importanza di una corretta alimentazione in gravidanza

alimentazione in gravidanzaÈ importante per la salute delle future mamme tenere il proprio peso sotto controllo, questo consentirà anche di assicurarci che il feto cresca nel modo adeguato. La prima cosa da fare è valutare il proprio peso iniziale e calcolare l’aumento di peso previsto. Si inizia con il calcolo dell’indice di massa corporea. Per farlo basterà dividere il proprio peso per la propria altezza al quadrato. Facciamo un esempio. Se all’inizio dei nove mesi di gravidanza misuriamo 170 centimetri di altezza per 65 chilogrammi di peso, dovremo dividete 65 per 2,89 (ossia 1,70 al quadrato). Il risultato sarà 22,49, quindi compreso nell’intervallo standard tra 19,8 e 26. Ciò significa che rientriamo tra i “normopeso” e che nel corso dei nove mesi di gravidanza potremo fisiologicamente aumentare tra gli 11,5 ed i 16 chilogrammi.

Nel caso in cui, invece, il nostro indice di massa corporea fosse risultato inferiore a 19,8, saremmo state definita “magra” o addirittura “sottopeso”. Quindi il nostro aumento di peso fisiologico durante la gravidanza sarebbe compreso tra i 12,5 e i 18 chilogrammi. Ed ancora se avessimo un indice di massa corporea compreso tra 26 e 29 dovremmo cercare di limitare l’aumento di peso durante i nove mesi tra i 7 e gli 11,5 chilogrammi. Infine, se il nostro indice fosse superiore a 30 già prima di rimanere incinta, non dovremo aumentare più di 7 chilogrammi.

I numeri forniti, naturalmente, sono leggermente flessibili, quello che va tenuto a mente è che non è mai un bene prendere troppo peso durante la gravidanza per evitare possibili complicazioni come lombosciatalgie della madre nel terzo trimestre o favorire la nascita di bambini macrosomici, fattore associato al rischio di lacerazioni, sofferenza fetale, parti operativi ecc. Nemmeno mangiare troppo poco è corretto, poiché questo può provocare altri problemi, come ad esempio parti prematuri che hanno come conseguenza la nascita di neonati sottopeso, iposviluppati o addirittura aborti. Va tenuto poi presente che l’aumento di peso non è dovuto solo all’aumento di grasso corporeo ma anche a molti altri fattori:

  • il fetoad esempio, che alla fine della gestazione arriverà a pesare tre chili e mezzo.
  • il liquido amniotico in cui il piccolo è immerso.
  • la placenta che, da sola, arriverà a pesare circa 500 grammi.

Inoltre quasi tutte le donne in gravidanza dovranno fare i conti con problemi di ritenzione idrica, quindi con edemi e gonfiori, specie alle gambe. A questo vanno aggiunti altrettanto fisiologici aumenti che riguarderanno l’utero, il seno e lo stesso sangue circolante.

alimentazione in gravidanzaI chili dovuti al feto e agli annessi come la placenta verranno persi immediatamente dopo la nascita del bambino. Allo stesso modo, salvo condizioni particolari, i problemi di ritenzione idrica verranno smaltiti altrettanto rapidamente. Ciò che dovrà essere smaltito sono i chili di tessuto adiposo accumulati in gravidanza. Ecco perché un aumento di peso controllato durante i nove mesi renderà il recupero successivo più semplice. Il recupero del peso forma dopo la gravidanza dovrà comunque avvenire in maniera controllata e graduale. Lanciarsi subito in allenamenti prematuri e scorretti può comportare la comparsa di problemi significativi come prolassi e incontinenza urinaria.

Cosa, quindi, deve fare, dal punto di vista alimentare, una donna in dolce attesa? La futura mamma deve:

  • alimentarsi correttamente
  • tenere costantemente sotto controllo le proprie variazioni di peso
  • svolgere un’adeguata attività fisica preparatoria.

Utilissimi saranno i consigli degli addetti ai lavori come il ginecologo, l’ostetrica ed il nutrizionista.

Ad esempio è importante tenere a mente che il fabbisogno energetico della donna, in gravidanza, aumenterà in modo proporzionale alle sue condizioni di forma di partenza. Ovviamente il tutto andrà poi tarato in base alle specifiche caratteristiche individuali della donna. In tutti i casi, una corretta ed adeguata alimentazione dovrebbe accompagnarsi sempre a un corretto esercizio fisico. Le calorie assunte serviranno sia a fornire energia alla madre, sia all’accrescimento dei suoi tessuti come l’utero e la placenta, sia allo sviluppo del feto. Basti pensare che il piccolo, nel terzo trimestre, necessiterà di circa 100/Kcal per ogni chilogrammo di peso. Quindi, anche dopo la nascita, non gli serviranno più di 350 Kcal al giorno.

L’ideale è seguire un’alimentazione varia, equilibrata e nutriente. Serviranno ad esempio le proteine che si ricavano dalla carne, dal pesce, dalle uova e dal pollame, ma anche dai legumi e dalla soia. Non potranno mancare i carboidrati che costituiscono la nostra principale fonte di energia, senza esagerare con pane, dolci e zucchero. Fondamentali saranno le vitamine che possiamo ricavare dalla frutta e dalla verdura; per esempio la vitamina C contenuta negli agrumi, nelle fragole e nei broccoli, utile contro le infezioni e per l’assorbimento del ferro; i minerali come lo zinco e il magnesio; i latticini, ricchi di calcio, indispensabile per ossa, denti e muscoli. Oltre al ferro, contenuto ad esempio negli spinaci, nei cereali integrali e nelle noci, e dell’acido folico, necessario nella prima parte della gravidanza per la corretta formazione della colonna vertebrale e la riduzione del rischio di spina bifida. Il ferro è indispensabile per la formazione dei globuli rossi, dell’emoglobina, quindi per l’adeguata ossigenazione del feto e della madre. Essenziale, infine, anche un’adeguata idratazione. Acqua naturale, latte, frullati e tisane sono perfetti nel corso di tutta la gravidanza. La cosa migliore sarebbe berne almeno due litri al giorno prima, durante e dopo il parto.

L’importante, sia per quanto riguarda l’alimentazione che l’idratazione, sarà distribuire in maniera adeguata i cibi e le bevande nel corso di tutta la giornata. Non abbuffarsi in un unico pasto né scolarsi un litro di latte tutto in una volta. Piuttosto, mangiare e bere poco ma spesso. Ad esempio tre pasti principali e un paio di spuntini, a metà mattinata e metà pomeriggio sono consigliati da medici e nutrizionisti. Stesso discorso per l’assunzione dei liquidi. Se poi ne avete la possibilità, è consigliabile consumare cibi biologici e freschi in sostituzione di alimenti congelati che andrebbero evitati.  Da bandire anche dolcificanti, conservanti e coloranti. In questo caso torna utilissima la lettura delle etichette dei diversi prodotti, in modo da conoscere con esattezza la loro composizione e i loro valori nutrizionali. In gravidanza avrete modo di sperimentare piatti leggeri, magari mai provati, in modo da abituarsi ad un’alimentazione più sana da seguire anche dopo il parto. Se non lo fate ancora, se non è vostra abitudine, provate ad aggiungere ai vostri pasti elementi nuovi come mandorle, noci, alghe e germogli.

alimentazione in gravidanzaInfine ricordatevi di rispettare alcune essenziali norme igieniche e comportamentali come lavarsi sempre le mani prima di cucinare, non assumere mai cibi scaduti anche se apparentemente ancora commestibili, evitare le bevande che contengono caffeina, e per quanto possibile consumare i vostri pasti con calma, prendendovi il vostro tempo e masticando lentamente. Esistono, però degli alimenti che è vivamente sconsigliato assumere durante i nove mesi di gravidanza e durante l’allattamento:

  • Formaggi molli/semimolli con crosta e muffe come gorgonzola e brie
  • Carni crude macinate o carni crude a fette come il carpaccio
  • Salami freschi come la salsiccia o poco stagionati di piccole dimensioni
  • Pesce crudo come sushi, sashimi, ecc.
  • Insalate già pronte al bar o in gastronomia.
  • Latte crudo acquistato dai distributori o dall’allevatore. In questi casi va sempre bollito prima
  • Uova crude o poco cotte.

Inoltre è bene seguire anche questi piccoli utili consigli:

  • Le verdure, anche quelle in busta già pronte, vanno consumate solo dopo accurato lavaggio
  • Non superare, per pesce spada, squalo, verdesca, tonno, una porzione settimanale al fine di evitare l’accumulo di possibili inquinanti come il mercurio
  • Lavare le mani dopo aver manipolato carni crude o il guscio delle uova
  • Consumare entro il giorno successivo zabaione, maionese, creme e tiramisù fatti in casa con uova che andranno rigorosamente pastorizzate.

L’acqua e la sua importanza per la salute

Postato il 22/06/2016

Bere tanta acqua è il consiglio dei medici non solo durante l’estate, quando il caldo ci fa perdere tanti liquidi, ma durante tutto l’anno si dovrebbe assumere questi liquidi con estrema frequenza. Non tutti lo fanno, però. Per questo abbiamo deciso di illustrare tutti i benefici che il bere l’acqua fornisce al nostro organismo. L’obiettivo è imparare a bere di più per prenderci cura di noi stessi e del nostro corpo. Infatti, l’acqua è l’elemento fondamentale per la salute dell’uomo e per il suo benessere. Ma non siamo noi a dirlo, è la scienza. Basti pensare che senza acqua non ci sarebbe vita, per questo è così fondamentale per tutti gli esseri viventi non solo per l’uomo.

L’acqua è un bene prezioso per la nostra salute

acquaSecondo la biologia organica, infatti, l’acqua è la componente principale e fondamentale di tutti gli organismi e nell’uomo raggiunge percentuali che si aggirano almeno intorno al 65% fino al 75-80% nei neonati. Bere poco e perdere una quantità di liquidi pari al 10% del volume complessivo può portare a seri deficit nell’attività fisica e mentale. Sicuramente ne avrete sentito parlare a scuola, un uomo può rimanere anche 40 giorni senza mangiare, ma solamente 3 senza bere e non è un caso. Le cellule sono composte per la maggior parte da liquido e le reazioni chimiche e metaboliche del nostro organismo avvengono in mezzo acquoso. Il sangue contiene circa il 92% di acqua ed è fondamentale per il trasporto dei prodotti del metabolismo e degli scarti verso gli organi di tutto il corpo. L’acqua aiuta anche il nostro a corpo a regolare la temperatura e a disperdere il calore tramite la sudorazione prevenendo gravi danni. Inoltre funge da protezione per il cervello e il midollo spinale agendo da cuscinetto.

Ma non basta limitarsi a bere qualsiasi tipo d’acqua. La più benefica è quella fresca, abatterica, ed areata o dinamizzata. Evitate, quindi, quella ristagnante o che è rimasta ferma per molto tempo, solo così ciò che berrete sarà davvero digeribile. La grande importanza che ha l’acqua nella vita del pianeta ha fatto sì che sia in tanti quelli interessati a scoprirne tutti i segreti. Ecco che, alcuni studi scientifici, hanno dimostrato che l’acqua è in grado di ammorbidire ed eliminare le incrostazioni del colon insieme alle necrosi, eliminare la stipi o stitichezza, e curare i diverticoli. Ma l’acqua non viene utilizzata solo per essere bevuta, svolge anche il compito di lavare o meglio togliere dal corpo tutto ciò che è tossico allontanando il rischio di allergie, dermatosi, influenze, reumatismi, ecc. Il nostro corpo, infatti, emette dai pori sostanze che sono scorie e sono solubili in acqua, mentre quelle che non lo sono servono per la protezione dell’organismo. A molti sarà capitato di avere una piacevole sensazione di pulito dopo aver fatto un bel bagno nelle acque limpide di un fiume, pur non avendo utilizzato alcun detergente.

Per quanto riguarda, invece, le acque delle sorgenti alpine aiutano la digestione, a far andare di corpo e danno benessere, questo perché si tratta di acque dinamizzate naturali. Il buon funzionamento del nostro sistema immunitario dipende dall’acqua, in quanto la mancanza di acqua impedisce la sua operatività o meglio diminuisce in modo esponenziale la capacità di combattere i vari virus, batteri, germi, inquinamenti, cibi non buoni, ecc. Basti pensare quando siamo colpiti dalla diarrea, il senso di spossatezza che ci assale è dovuto proprio alla perdita rapida e abbondante di acqua e di sali minerali.

Bere 2 litri d’acqua al giorno è l’ideale per mantenersi in salute e garantire il nostro benessere, lo raccomandano tutti i medici. Ma perché l’idratazione è così importante? In realtà la quantità di cui il nostro organismo necessita giornalmente può variare in base a tanti fattori come lo stato di salute, l’attività fisica svolta e il luogo in cui si vive. Il compito dell’acqua è quello di eliminare le tossine dagli organi vitali e trasportare i nutrienti verso le cellule. Inoltre, l’acqua è necessaria per mantenere la corretta umidità delle mucose del naso e della gola. Se non si assume acqua a sufficienza, il rischio è quello di disidratarsi, una condizione che non permette al corpo di funzionare regolarmente. Anche uno stato di disidratazione leggero può causare affaticamento e senso di stanchezza. Così come si consiglia di bere molto in caso di febbre, vomito, diarrea o influenza, anche in caso di infezioni delle vie urinarie potrebbe essere necessario bere di più rispetto alle proprie abitudini. Stesso discorso vale per le donne che allattano che, infatti, potrebbero avere la necessità di bere di più per mantenersi idratate. In altri casi, invece, come per chi soffre di malattie del fegato o dei reni, è possono che, al contrario, si debba assumere una minore quantità di acqua.

acquaMa se proprio avete difficoltà a bere acqua, potete sostituirla con frullati o dei succhi freschi preparati in casa con frutta e verdura. Anche ciò che mangiamo contribuisce alla nostra idratazione. Pensiamo, ad esempio, a cibi ricchi d’acqua come i pomodori, i cetrioli, l’anguria e il melone. Creando bibite con questa frutta possiamo sopperire alla scarsa acqua che siamo soliti bere durante la giornata. Bere è fondamentale. Vediamo insieme 10 motivi per cui è importante bere di più e fare attenzione all’idratazione dell’organismo.

1) Aiuta a perdere peso

Bere acqua aiuta a regolare lo stimolo dell’appetito e a favorire il senso di sazietà. Bere di più permette di allontanare il senso di fame, soprattutto per chi spesso si concede qualche spuntino extra fuori pasto, e a mangiare porzioni di cibo meno abbondanti. La disidratazione rende più difficile per il corpo metabolizzare i grassi, per questo chi vuole dimagrire, ma tende a non bere molto, potrebbe incontrare delle difficoltà nel perdere peso.

2) Stimola il nostro metabolismo

Bere più acqua aiuta a stimolare il metabolismo e a bruciare più calorie. Secondo alcune ricerche, bere mezzo litro d’acqua in 30-40 minuti può incrementare la velocità a cui il nostro organismo brucia le calorie fino al 30%. Bere acqua con regolarità potrebbe essere, quindi, utile per mantenere il metabolismo attivo nel corso di tutta la giornata.

3) Permette di allenarsi meglio

L’acqua dona ai muscoli energia. Ecco perché si consiglia sempre di bere prima di allenarsi o di iniziare un’attività fisica. Prima degli allenamenti è bene prendere l’abitudine di bere più acqua, questo può contribuire a ridurre il rischio di crampi, affaticamento e distorsioni. Inoltre, chi suda deve bere di più per compensare la perdita di liquidi. La quantità di acqua da assumere prima e dopo gli allenamenti dipende soprattutto dalla loro durata, dalla loro intensità e dai liquidi dispersi.

4) Rende la pelle più bella

Bere molta acqua durante il giorno consente di donare al nostro organismo l’idratazione necessaria. Secondo studi recenti, bere acqua aiuta a combattere la pelle secca e consente all’organismo di eliminare meglio le tossine e i batteri accumulati. L’idratazione, quindi, migliora l’aspetto della pelle e dona soprattutto al viso un’immagine più giovane.

5) Consente di prevenire il mal di testa

La disidratazione è una delle cause più comuni di mal di testa. Mantenere un apporto regolare di acqua e di liquidi aiuta a ridurre i mal di testa e le emicrania, soprattutto se sono dovuti ad un eccessivo affaticamento. E’ bene ascoltare il nostro corpo e rispondere alle sue esigenze.

6) Permette di migliorare la concentrazione

Secondo uno studio scientifico di settore condotto dai ricercatori della University of East London e pubblicato sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience, basterebbe un bicchiere d’acqua per migliorare la concentrazione. Bere acqua prima di affrontare una prova o un compito lavorativo permette al cervello di ricaricarsi e di migliorare le nostre capacità cognitive, rende più concentrati e attenti. Questa abitudine soddisferebbe le esigenze di idratazione del cervello, spesso sottovalutate.

7) Rafforza il sistema immunitario

Bere acqua aiuta il nostro organismo a difendersi da raffreddori e malanni stagionali e a prevenire l’accumulo di sali a livello dei reni, che potrebbero causare la formazione di calcoli. L’acqua, inoltre, mantiene la corretta densità del sangue, in questo modo evita la comparsa di complicazioni a livello cardiovascolare ed è utile alle ossa per mantenerle in forma e per prevenire l’artrite.

8) Aiuta l’organismo a depurarsi e a digerire meglio

L’acqua aiuta il nostro organismo ad eliminare le tossine e i materiali di scarto che si accumulano durante le giornate. A questo va aggiunta l’azione regolare dell’intestino, che ci permette di espellere le sostanze indesiderate. Movimenti intestinali regolari sono fondamentali per una corretta digestione. Ecco perché bere di più potrebbe aiutare ad alleviare i problemi di stitichezza.

9) Aumenta l’energia

La corretta idratazione permette al nostro organismo di assimilare maggiore energia e lavorare meglio. Quando si ha tanta energia si sente meno la sensazione di stanchezza e di spossatezza. Forse non tutti sanno che un bicchiere di acqua potrebbe farci sentire più forti e in forma di una tazzina di caffè.

10) Ci sentiamo più felici

Probabilmente è ignoto a molti, l’acqua incoraggia il flusso di sostanze nutritive e di ormoni nel nostro organismo. Questo permettere un miglior rilascio di endorfine, sostanze legate alla felicità e al buonumore. Per questa ragione, il corpo si sentirà meglio e di conseguenza la mente sarà più serena e il nostro corpo ne trarrà giovamento.

Curare le scottature con rimedi naturali

Postato il 16/06/2016

Arriva l’estate e per molti vuol dire ore in spiaggia, stesi al sole. Niente di più piacevole e rilassante, ma anche pericoloso. L’esposizione solare causa gravi danni alla nostra pelle se non si prendono le dovute precauzioni. Il risultato di un’abbronzatura selvaggia sono, almeno nei primi giorni, nella maggior parte dei casi le scottature. Le ustioni e le scottature sono lesioni cutanee e mucose provocate da agenti termici, chimici o fisici. Quando un oggetto caldo o una fiamma entra in contatto con la cute, nel nostro caso i raggi del sole, la profondità e la quantità delle ustioni dipendono dalla temperatura dell’oggetto e dal tempo di contatto. Nei casi meno gravi, la cute si arrossa e diventa calda e dolente, questo è ciò che avviene più spesso per le scottature provocate da un’eccessiva esposizione al sole. Quando, però, sono più gravi, le manifestazioni cutanee si complicano con la presenza di vesciche ripiene di liquido chiaro.

Le scottature da sole si posso curare con rimedi naturali

scottatureSpesso le scottature sono accompagnate da dolore. Le scottature più leggere sono molto dolorose, in quanto le sostanze tossiche prodotte dalla distruzione dei tessuti stimolano gli organi del dolore che si trovano sotto pelle. Nei casi più gravi, invece, le ustioni non provocano dolore, perché anche i nervi che lo dovrebbero registrare sono stati distrutti dal calore. Ciò che determina la gravità di un’ustione è soprattutto la sua estensione sulla superficie corporea; se coprono oltre 1/3 della superficie corporea di un adulto sono associate a un elevato rischio di morte, ma questo quasi mai accade per l’eccessiva esposizione al sole. Grande attenzione va fatta per i bambini piccoli.

Le ustioni di maggiore gravità, quelle nelle quali c’è stato un danno dei tessuti con morte delle cellule, guariscono con una cicatrice. La cicatrice è tanto più grave quanto più profonde sono le scottature.

Nel tessuto cicatriziale non ci sono fibre elastiche e la cute tende pertanto a raggrinzirsi; nella cicatrice scompaiono gli annessi cutanei (peli, ghiandole sudoripare, ghiandole sebacee) e la pelle non riprende mai più le sue caratteristiche originarie. Le ustioni superficiali, invece, sono quelle che provocano solo un arrossamento cutaneo, guariscono nel giro di 10-15 giorni, lasciando una leggera iperpigmentazione che va via nel giro di mesi o anni, fino a ritornare al normale colorito della cute sana circostante. In caso di esposizione prolungata e non protetta, i raggi ultravioletti possono determinare la comparsa di un eritema, ovvero un arrossamento cutaneo seguito da bruciore e prurito. Quando l’esposizione è stata particolarmente intensa, le scottature possono provocare la comparsa, dopo poche ore, di bolle accompagnate da dolore e malessere generale. Per poter stabilire la gravità di un’ustione vanno seguiti i seguenti criteri:

  • Superficie interessata: devono essere sottoposte all’attenzione del medico tutte le ustioni e le scottature che hanno una superficie più ampia del palmo di una mano
  • Zona interessata: sono da considerare gravi le ustioni e le scottature, anche piccole, che interessano gli orifici corporei (bocca, occhi, orecchie) e la cute che ricopre le articolazioni, come quelle che sono state a contatto con materiale contaminato (terriccio, frammenti di indumenti)
  • Presenza diferite associate 
  • Presenza didisturbi respiratori (tosse, affanno), che fanno sospettare che il soggetto abbia inalato i fumi della combustione (eventualità molto grave)

Quando ci si espone troppo al sole ecco cosa va fatto in caso di scottature solari:

  • Evitare di esporsi al sole tra le ore 11.00 e le 15.00
  • Esporsi con attenzione se si ha la pelle chiara, con efelidi e i capelli biondi o rossi
  • Bere molta acqua per reintegrare i liquidi persi con il sudore
  • Usare sempre le creme protettive ad alto fattore di protezione per i bambini o per gli adulti con pelle chiara
  • Applicare impacchi di acqua fresca o tiepida (non troppo fredda) per alleviare il dolore e utilizzare successivamente creme emollienti e idratanti
  • Evitare l’ulteriore esposizione ai raggi del sole fino a quando le scottature non si sono risolte.

Se la bruciatura è lieve e non rappresenta un problema grave tale da richiedere l’intervento del medico, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali per facilitarne la guarigione. Ecco quali sono i migliori:

scottatureAcqua fredda

L’acqua fredda è il rimedio più semplice da mettere in pratica in caso di piccole scottature sulle dita o sulle mani. Per alleviare il bruciore e il fastidio nell’immediato, passate la parte interessata sotto l’acqua corrente per qualche secondo. Potete anche provare a risciacquare di tanto in tanto la scottatura con dell’acqua fredda a cui avrete aggiunto un pizzico di sale.

Patata

Le patate hanno proprietà calmanti e anti-irritanti. Potrete applicare sulle piccole scottature una fettina di patata cruda, oppure un pezzetto di buccia di patata, dalla parte interna. Applicate il rimedio il prima possibile per alleviare subito i fastidi.

Aloe Vera

L’aloe vera ha proprietà astringenti, antidolorifiche e calmanti. Aiuta la pelle a guarire più in fetta in caso di piccole scottature. Risciacquate la zona interessata con acqua fredda e applicate un po’ di gel d’aloe direttamente sulla scottatura. Lo potrete acquistare in erboristeria o estrarlo dalle foglie della pianta dopo averle incise.

Olio di cocco o d’oliva

L’olio di cocco può essere utile per facilitare la guarigione delle piccole scottature. Aiuta la pelle a rigenerarsi, è ricco di vitamina E e di acidi grassi utili. Inoltre, presenta proprietà antibatteriche e antimicotiche. Lo potrete applicare in piccole quantità direttamente sulla zona interessata. Anche l’olio d’oliva è adatto per trattare le scottature lievi, come ci hanno insegnato le nonne.

Miele

Il miele contribuisce a disinfettare e a guarire le piccole scottature. Aiuta l’eliminazione dei fluidi dai tessuti, favorendo la cicatrizzazione. Potrete applicare uno strato sottile di miele su una garza da avvolgere attorno alla scottatura. Sostituitela 3 o 4 volte al giorno.

Tè nero

I tannini presenti nel tè nero possono contribuire a ridurre il dolore e la sensazione di bruciore. Mettete una bustina di tè nero in un bicchiere d’acqua fredda, lasciatela riposare per qualche minuto, strizzatela e passatela direttamente sulla piccola scottatura. Potete anche appoggiare la bustina di tèsulla parte interessata e avvolgerla con una benda.

Aceto

L’aceto ha proprietà astringenti e antisettiche, che possono aiutare a prevenire le infezioni delle piccole scottature. Diluite aceto e acqua in parti uguali e utilizzate il liquido ottenuto per risciacquare le piccole scottature. Potrete anche immergere in acqua e aceto una garza da applicare sulla parte.

Olio essenziale di lavanda

L’olio essenziale di lavanda ha proprietà antisettiche e antidolorifiche. Aiuta inoltre a prevenire la formazione di cicatrici. Potrete aggiungerne una goccia alla garza che utilizzerete per fasciare la piccola scottatura. Diluite l’olio essenziale di lavanda con del gel d’aloe vera.

Cipolla

Il succo di cipolla contiene sostanze come la quercitina che contribuiscono ad alleviare il dolore e a favorire la guarigione delle piccole scottature. Tagliate una cipolla cruda e raccoglietene il succo. Applicatelo sulla parte interessata più volte al giorno.

Bucce di banana

Anche le parti di scarto della frutta possono risultare utili per alleviare i fastidi causati dalle piccole scottature. Provate allora ad applicare un pezzetto di buccia di banana, dalla parte interna, sulla zona da trattare.

I tanti impieghi dell’olio di mandorle dolci

Postato il 14/06/2016

Da quando è diventato di moda farsi i propri prodotti cosmetici da se, stiamo imparando a conoscere i vari oli che abbiamo a disposizione, come l’olio di cocco, e stiamo scoprendo come utilizzarli e quando. Oggi ci occuperemo di un olio leggero e straordinario, l’olio di mandorle dolci. Questo prodotto ha tantissime proprietà, non a caso è tra i più utilizzati nel campo della cosmesi, anche perché risulta più leggero di molti altri. Ma sapete come è fatto e come va utilizzato l’olio di mandorle dolci? Vediamolo insieme.

L’olio di mandorle dolci ha innumerevoli proprietà

olio di mandorle dolciL’olio di mandorle dolci è emolliente, nutriente, elasticizzante. La prima cosa da sapere quando si compra un olio di questo tipo è che è sempre meglio scegliere quello ricavato dalla spremitura a freddo delle mandorle dolci, lo troverete scritto sull’etichetta, questo perché tutte le caratteristiche originali della mandorla con questo trattamento restano inalterate. Infatti, questo tipo di olio irrancidisce facilmente, soprattutto se esposto alla luce ed al calore. D’estate, andrebbe quindi riposto in frigorifero e conservato in bottiglie di vetro scuro. L’olio contiene acidi grassi, vitamine, proteine e sali minerali. Queste sue caratteristiche lo rendono un valido alleato per tutti i tipi di pelle, specie per quella dei neonati, tanto delicata. A questo proposito, molti consigliano massaggi con olio di mandorle ai più piccini, per aiutare a rilassarsi e per idratare la loro pelle. Inoltre viene talvolta consigliato come rimedio contro la stipsi funzionale del lattante. L’olio di mandorle ha tanti pregi, infatti, è un ottimo antiossidante, antirughe, antismagliature e contiene grandi quantità di acido linoleico e oleico. Ecco la composizione acidica tipica (%) dell’olio di mandorle dolci:

  • Acido oleico 62-86
  • Acido Linoleico 20-30
  • Acido palmitico 4-9
  • Acido stearico < 3
  • Acido a-linolenico < 0.4
  • Acido palmitoleico < 0.6
  • Acido arachidico < 0.2

L’olio di mandorle dolci viene impiegato anche per uso interno perché è ricco di acido folico, potassio, grassi saturi e proteine ed a beneficiare delle sue qualità è l’intestino. Infatti, questo tipo di olio ha proprietà emollienti e lassative. Fa bene anche al sistema immunitario e alla digestione. Aiuta a controllare la pressione sanguigna perché contiene tanto potassio e poco sodio, aiuta anche il sistema nervoso per la presenza di omega-3. L’olio di mandorle dolci nonostante venga utilizzato anche in cucina, è molto calorico, contenendo circa 570 calorie per ogni 100grammi. I suoi, in ogni caso, sono per la maggior parte grassi insaturi e polinsaturi, per cui benefici per la salute. È possibile consumare uno o due cucchiai di olio di mandorle ogni giorno, questo ha un’azione rinfrescante sulla vescica, migliora le funzioni intestinali ed è molto utile anche per chi ha l’apparato digerente sensibile o irritato. Infatti, la presenza di acidi grassi aiuta ad eliminare i grassi “cattivi” e prevenire i fattori di rischio che possono portare problemi come ipertensione, arteriosclerosi e trombosi. L’olio di mandorle dolci fornisce una buona dose di proteine ed è per questa ragione che può tornare davvero utile a chi segue una dieta vegetariana, cioè priva di carni. Al momento dell’acquisto ricordate di controllare che si tratti di olio di mandorle puro al 100%, non raffinato e senza conservanti.

Come abbiamo detto all’inizio l’olio di mandorle dolci viene molto utilizzato nel campo della cosmesi per creme corpo e viso. Ma perché? Quali sono le sue caratteristiche e in che casi può essere utilizzato?

Gravidanza o dieta dimagrante. Utilizzato costantemente durante i nove mesi sul pancione, sui fianchi e sul seno oppure durante una dieta dimagrante, con dei movimenti circolari aiuta la pelle a mantenersi elastica ed evita la formazione di antiestetiche smagliature.

Seno. Durante l’allattamento può accadere che la pelle del seno e i capezzoli abbiano bisogno di una ulteriore idratazione, poiché tende a seccarsi con facilità. In questo caso, l’olio di mandorle è l’unico in grado di nutrire la zona senza alcuna controindicazione per il bebè.

Prima e dopo la doccia. Soprattutto d’estate utilizzare le crema dopo la doccia diventa una cosa impossibile ed estremamente fastidiosa. Ma non per questo dovete rinunciare ad una pelle liscia e morbida. Il rimedio è spalmare qualche goccia d’olio di mandorle dolci prima di infilarsi sotto il getto della doccia. Oppure, una volta bagnati, applicare l’olio e risciacquate alternando getti di acqua fredda e di acqua calda. O ancora dopo la doccia, sulla pelle ancora bagnata, l’olio di mandorle dolci si asciugherà con l’acqua e lascerà la pelle luminosa e tonica.

Post ceretta. L’olio è ottimo per rimuovere i residui di cera. L’olio di mandorle poi, passato sulle gambe o su qualsiasi altra parte appena depilata, lascia anche la pelle morbida e levigata.

Pelle secca. L’olio di mandorle dolci è molto ricco di acidi grassi che donano una profonda idratazione alla pelle, anche quella più secca.

Neonati. Un massaggio leggero fatto sulla schiena e sulle gambe di un neonato può aiutarlo a rilassarsi e a riposare meglio. L’olio di mandorle è perfetto in questi casi. Inoltre può essere usato per curare le eventuali irritazioni da pannolino lasciando la pelle liscia e non più arrossata.

Bambini. Contro le irritazioni provocate da morbillo, eczemi e varicella, questo olio è perfetto e grazie alla sua azione emolliente da subito sollievo. La stessa azione emolliente risulta un grande alleato anche in caso di allergie e dermatosi.

Pulizia del viso. E’ un metodo non proprio indicato per coloro che hanno una pelle molto grassa, ma sporadicamente anche chi soffre di questo problema può purificare viso e collo con l’olio di mandorle dolci. Infatti, l’olio aiuta a eliminare le impurità. Lo si usa proprio come si farebbe con un latte detergente o uno struccante qualsiasi, si applica qualche goccia su un batuffolo di cotone e lo si stende sul viso ogni sera. Poi va risciacquato con cura con l’aiuto di un panno o di una spugnetta.

Srub per il viso. Miscelando olio e un po’ di zucchero oppure olio e un po’ di sale è possibile ottenere uno scrub delicato da utilizzare su viso e corpo.

Labbra. Essendo molto lenitivo, l’olio di mandorle dolci può essere utilizzato contro il freddo per curare le labbra screpolate. Basta spalmare un leggero strato di olio in sostituzione del burrocacao. Noterete subito labbra morbide e levigate.

olio di mandorle dolciCapelli. L’olio di mandorle dolci è utile nel trattamento dei capelli molto secchi, crespi o sfibrati dal sole e dalla salsedine. Applicatelo sui capelli inumiditi prima dello shampoo e lasciatelo agire per 30 minuti. Se, invece, avete i capelli grassi stendetelo solo sulle punte. Dopo lo shampoo, asciugando i capelli li noterete sin da subito molto più morbidi e lucidi. Questo trattamento è particolarmente indicato dopo l’estate e la lunga esposizione al sole.

Unghie. Utilizzato puro o mescolato ad altri oli, come ad esempio l’olio di ricino, l’olio di mandorle dolci si rivela un ottimo trattamento per ammorbidire le cuticole e far crescere le unghie sane e forti.

Avete visto quante cose si possono fare con l’olio di mandorle dolci? Questo prodotto lo si trova praticamente ovunque: in erboristeria, in farmacia, al supermercato o online. Inoltre, da qualche tempo, è in commercio anche l’olio di mandorle dolci gelificato: ha la consistenza di un gel, perché mescolato ad altri ingredienti come silice e rosmarino, e ha il vantaggio di assorbirsi molto più rapidamente rispetto all’olio puro. Può essere perfetto se utilizzato da solo come idratante per corpo e viso.

L’olio di mandorle dolci può essere utilizzato per creare cosmetici in casa. Ecco per voi due facilissime ricette di bellezza naturale. La prima riguarda uno scrub fai da te per il viso all’olio di mandorle dolci.

Ingredienti

  • 1 cucchiaio di olio di mandorle dolci
  • 1 cucchiaino di zucchero sia bianco che di canna

Preparazione

In una piccola terrina versate un cucchiaio di olio di mandorle dolci ed unitevi lo zucchero. Mescolate con cura e passate all’applicazione. Prendete un po’ del composto, stendetelo sul viso e fate dei movimenti circolari in modo da eliminare le cellule morte e lasciare la pelle liscia e levigata. Risciacquate con cura, asciugate ed applicate la vostra crema viso. Potete conservare in frigorifero il prodotto avanzato in un piccolo contenitore per non più di qualche giorno, altrimenti l’olio irrancidisce.

Questa, invece, è la ricetta per una maschera energizzante per il viso all’olio di mandorle dolci.

Ingredienti

  • 1 cucchiaio di olio di mandorle dolci
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 avocado tagliato a metà

Preparazione

Aiutandovi con una forchetta, o meglio ancora con un mixer, riducete in poltiglia l’avocado. Mescolatelo insieme al miele ed all’olio ed applicate il composto su tutto il viso. Lasciatelo in posa per almeno 20 minuti. Risciacquate con abbondante acqua tiepida. La pelle sarà morbida e vellutata. Applicate la crema idratante.

Piatti tipici: pasta alla Norma

Postato il 10/06/2016

Ogni mese ci occupiamo di un piatto della nostra tradizione culinaria, un piatto che non solo è noto in una determinata regione ma che ne è il simbolo nel resto della nazione. Se in Lombardia spopola il risotto alla milanese ed in Toscana il pesto genovese, in Sicilia tra i piatti più gettonati ed amanti sia dai locali che di turisti c’è di sicuro la pasta alla Norma. Non a caso la pasta alla Norma è la specialità gastronomica regionale preferita dagli italiani. E non siamo noi a dirlo, ma nel febbraio del 2014, turisti e viaggiatori l’hanno eletta piatto dell’anno nell’ambito della quarta edizione del Bit Tourism Award, manifestazione collaterale alla Bit, la Borsa internazionale del Turismo di Milano. Un traguardo inaspettato visto che la pietanza siciliana è riuscita a superare, seppur di poco, titani della cucina italiana come la bistecca alla fiorentina della Toscana e i pizzoccheri della Lombardia.

La squisitezza di un piatto di pasta alla Norma non ha eguali

pasta alla NormaMolti la chiamano “alla siciliana”, ma il suo vero nome pare di debba ad uno dei più noti giornalisti siculi, Nino Martoglio. Questo piatto nasce a Catania, dove, in occasione di un pranzo a cui partecipò proprio Martoglio, questi dopo aver assaggiato gli spaghetti conditi con pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata e basilico, esclamò: “Chista è ‘na vera Norma!”, ad indicarne la straordinaria bontà del piatto e paragonandola alla celebre ed omonima opera di Vincenzo Bellini. In questo piatto ritroviamo tutti i sapori di una terra eccezionale, ricca di cultura gastronomica, sapori che vanno dalla freschezza del pomodoro, alla dolcezza delle melanzane, alla sapidità del formaggio. Chiunque dovrebbe assaggiare questa goduria se si trova in Sicilia e soprattutto a Catania, terra natia di questo piatto tanto famoso quanto gustoso.

Ma se non potete assaggiarla in loco, provate almeno a preparala in casa seguendo la ricetta originale della pasta alla Norma. Ciò che occorre è:

  • 400 g di spaghetti, in alternativa si possono usare i maccheroni, dipende dai gusti
  • 2 grosse melanzane viola chiaro, meglio la varietà seta
  • 1 kg di pomodori maturi o, se fuori stagione, potete optare per 500 g di pomodori di conserva di pomodori, meglio se fatta in casa
  • 1 spicchio di aglio
  • qualche foglia di basilico
  • 200 g di ricotta salata
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • sale q.b.
  • olio di semi di arachidi per friggere
  • sale grosso

La prima cosa da fare per una buona riuscita della pasta alla Norma è preparare a dovere le melanzane. L’ideale sarebbe procurarsi delle melanzane belle panciute di un bel viola chiaro, la varietà seta è la più adatta a venire fritta e diventare Norma, ma se non ne trovate di questo tipo, una varietà qualsiasi andrà bene. Come ogni piatto della tradizione che si rispetti, sarebbe un’ottima cosa se i prodotti utilizzati fossero biologici, cioè non trattati, costano qualche euro in più, ma ne guadagnerete in sapore.  Lavate con cura le melanzane, eliminate l’apice ed eliminate la buccia, non tutta però, tagliate via delle strisce alternate. Ora create delle fette di mezzo centimetro di spessore. Mettete un po’ per volta le fette in uno scolapasta e cospargetele di sale grosso, create più strati alternando melanzane e sale. Una volta finito di affettare le melanzane appoggiate in cima un piatto rovesciato e sopra questo un peso come una pentola piena di acqua in cui cuocerete la pasta, lasciatele così per un’oretta in modo che spurghino eliminando tutto l’amaro che contengono. Trascorso il tempo indicato, sciacquate per bene le melanzane ed asciugatele tamponandole bene con un canovaccio pulito. Potete anche deporle sullo straccio e lasciarle asciugare per un’altra oretta. Questa procedura, seppur particolarmente noiosa, assicura una frittura asciutta e croccante, che è quello che rende perfetto un piatto di pasta alla Norma.

Ora si passa alla frittura. Tagliate a dadini le fettine di melanzana. L’olio d’oliva raggiunge facilmente il punto di fumo, quindi è bene fare molta attenzione se non si vuole rovinare tutto il lavoro fatto in precedenza. Una volta a temperatura, immergete le fette nell’olio bollente e fatele friggere fino ad ottenere una bella doratura. Riponetele su della carta assorbente per eliminare l’unto in eccesso. Mentre le melanzane si raffreddano procedete con la preparazione del sugo. Utilizzando pomodori freschi, la prima cosa da fare è sbollentarli in acqua calda, per non più di un paio di minuti. Per aiutarvi nell’eliminazione della pelle, potete inciderli prima di cuocerli.  Scolateli ed eliminate la buccia, privateli dei semi e rosolateli in una pentola con 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva e uno spicchio di aglio. Lasciate cuocere il sugo a fiamma bassa finché non saranno morbidi, quindi setacciateli in modo da ottenere una salsa liscia e vellutata.  Rimettete la salsa sul fuoco e fate addensare, unite il basilico, lo zucchero, per eliminare l’eventuale acidità del pomodoro, e aggiustate di sale. In una pentola alta mettete a bollire l’acqua, poi cuocete gli spaghetti e scolateli al dente. Riversateli nella padella dove avete cotto la salsa, unitevi le melanzane fritte e cospargete il tutto di ricotta grattugiata in scaglie grandi e qualche foglia di basilico.

pasta alla NormaEsistono tante differenti varianti della pasta alla Norma. Alcune, ad esempio, prevedono l’uso della ricotta infornata, il cui sapore cambia decisamente rispetto a quella salata, è infatti più dolce e con un gradevole fondo di nocciola. La ricetta originale prevede unicamente la ricotta salata e non infornata, ma i gusti sono gusti. La ricotta infornata è in effetti un formaggio tipico del messinese mentre quella salata è un formaggio tipico del catanese, luogo di origine di questa pasta tanto declamata. Il dibattito è feroce, ma si è tutti d’accordo quando si tratta di aggiungere le foglioline di basilico, che con il loro gusto aromatico donano il perfetto equilibrio, bilanciano la sapidità del piatto. La pasta alla Norma è conosciuta anche oltre il confine nazionale. Ma se ci trasferiamo all’estero, le varianti si moltiplicano esponenzialmente. Ci sono anche molti stravolgimenti come quello a cui si assiste in un ristoratore italiano di Philadelphia che, pare, aggiunga i gamberi e la salsa di soia, continuando però a chiamarla in carta semplicemente “alla Norma”. Un sacrilegio per chi conosce bene questo piatto e la sua bontà.

Un ampio dibattito riguarda anche il formato di pasta da utilizzare. La tradizione vuole che vengano utilizzati i maccheroni, ma ci sono varianti con mezze maniche, pennette e spaghetti. Gli addetti ai lavori concordano sul fatto che la pasta alla Norma vada sempre e comunque preparata rigorosamente con pasta corta. Esiste però un’eccezione. Nella zona del trapanese viene utilizzato un formato tipico detto “busiata”, un caratteristico e tradizionale formato di pasta fresca a base di semola di grano duro ed acqua ed a lenta essiccazione, lavorato con il classico “buso”, ossia il ferretto da cui prende il nome, una sorta di fusilli. La busiata viene tradizionalmente condita con il pesto alla trapanese, ma non disdegna nemmeno il condimento per la pasta alla norma. La discussione sulla vera ricetta della pasta alla Norma che da sempre coinvolge messinesi e catanesi, non riguarda solo il tipo ricotta da grattugiare, ma anche la forma da dare alle melanzane. La ricetta originale prevede le melanzane fatte a fette e fritte nell’olio extra vergine di oliva. La variante messinese prevede, invece, il taglio a cubetti piccoli, sempre rigorosamente da friggere. Ricordate sempre che indipendentemente dalle tante varianti ciò che non può mancare nella pasta alla Norma sono le melanzane fritte, del buon pomodoro, un ottimo formaggio e della pasta italiana, tutto il resto dipende dal proprio gusto.

Una piccola curiosità. La pasta alla Norma è tanto famosa in Sicilia che uno dei più grandi scrittori di questa terra, Andrea Camilleri, l’ha citata in uno dei suoi libri “Il ladro di merendine”:  “Perché non resta a mangiare con me?” Montalbano si sentì impallidire lo stomaco. La signora Clementina era buona e cara, ma doveva nutrirsi a semolino e patate bollite. “Pina, la cammarera, è un’ottima cuoca, mi creda. Oggi ha preparato pasta alla Norma, sa, quella con le milanazane fritte e la ricotta salata”, “Gesù!” fece Montalbano assettandosi.

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